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Buone pratiche agricole: sfida ed opportunità per i paesi in via di sviluppo
In gioco sicurezza igienico-sanitaria e qualità degli alimenti e sviluppo sostenibile
Roma, 10 gennaio 2007 – Le buone pratiche agricole possono aiutare i paesi in via di sviluppo ad affrontare la globalizzazione senza comprometterne gli obiettivi di sviluppo sostenibile, secondo le conclusioni di un seminario tenutosi ieri presso la FAO.

I paesi in via di sviluppo sono sempre più confrontati ai cambiamenti dei mercati dei prodotti alimentari interni ed internazionali ed alla proliferazione di norme e codici, inclusi quelli relativi alle buone pratiche agricole (GAP, l’acronimo inglese). Per i paesi in via di sviluppo, queste norme creano difficoltà di accesso sempre maggiori ai mercati dei paesi ricchi, ma offrono anche opportunità di miglioramento.

“La definizione ‘buone pratiche agricole’ è oggi più comunemente usata per designare le norme relative ai metodi di produzione agricola che vengono adottate a livello di impresa familiare e che sono promosse da molti governi, commercianti, esportatori, produttori, dal mondo accademico e da altri attori del settore agricolo di tutto il mondo”, ha dichiarato l’esperta della FAO Anne-Sophie Poisot.

“La FAO svolge un ruolo importante, che consiste nell’aiutare le parti coinvolte, del settore pubblico e privato, a lavorare insieme ed a trovare soluzioni che permettano a tutti di trarre beneficio dall’applicazione di buone pratiche agricole nei contesti specifici dei paesi in via di sviluppo”, ha aggiunto. “Secondo l’approccio adottato dalla FAO, tale applicazione è volontaria, e non comporta la creazione di nuove norme e codici internazionali, ma è compatibile con le regolamentazioni internazionali esistenti”.

La FAO offre ai governi, alle organizzazioni non governative, alle comunità locali ed alle altre parti coinvolte informazioni, consulenza tecnica, assistenza alle politiche e formazione sulle pratiche appropriate a livello locale, adattate alle necessità di agricoltori diversi con obiettivi diversi, dai piccoli coltivatori che producono per i mercati locali alle grandi proprietà orientate all’esportazione.

Agricoltura sostenibile e sviluppo rurale

“Le buone pratiche agricole possono contribuire a promuovere l’agricoltura sostenibile ed a migliorare lo sviluppo ambientale e sociale sia a livello nazionale che internazionale”, ha spiegato Paola Termine, del Programma di Agricoltura Sostenibile e Sviluppo Rurale della FAO.

“Per esempio, i miglioramenti nelle pratiche agricole, come la gestione integrata della produzione e dei parassiti, possono portare a progressi sostanziali non solo in termini di rendimento e produttività, ma anche riguardo alla salute ed alla sicurezza dei lavoratori”, ha proseguito Paola Termine.

Negli ultimi anni, la FAO ha intrapreso numerose iniziative per favorire l’adozione di buone pratiche agricole ed aiutare le istituzioni dei paesi in via di sviluppo a metterle in atto. In paesi come Burkina Faso, Uganda, Kenya, Namibia, Sudafrica, Thailandia, Cile - tra gli altri - sono stati organizzati seminari a livello nazionale, progetti ed altre attività.

In diversi paesi dell’America Latina e dei Caraibi, dell’Asia e dell’Africa si sono già svolti e sono previsti anche in futuro corsi di formazione a livello regionale e teleconferenze sulla sicurezza igienico-sanitaria e la qualità di frutta e verdura.

Per maggiori informazioni :
Pierre Antonios
Ufficio stampa FAO
pierre.antonios@fao.org
(+39) 06 570 53473
(+39) 348 25 23807

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Pierre Antonios
Ufficio Stampa FAO
pierre.antonios@fao.org
(+39) 06 570 53473
(+39) 348 252 3807

FAO/A. Hafeez

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