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Zimbabwe: per un terzo della popolazione si prospetta penuria alimentare
Siccità e peggioramento della crisi economica le cause
Roma, 5 giugno 2007 - A causa del cattivo raccolto e del peggioramento della crisi economica oltre 4 milioni di persone in Zimbabwe avranno bisogno di aiuti alimentari all’inizio del prossimo anno, secondo una valutazione congiunta FAO/PAM pubblicata oggi.

Ma nelle province meridionali si stima che già a partire da settembre circa 2.1 milioni di persone dovranno fare i conti con grave carenza di cibo, conseguenza della crescente povertà sia nelle aree rurali che in quelle urbane. Il numero delle persone a rischio tuttavia, si prevede raggiungerà il punto massimo nei primi tre mesi del 2008, quando si teme potrebbe arrivare a coinvolgere oltre 4 milioni di persone – più di un terzo della popolazione dello Zimbabwe stimata intorno a 11.8 milioni.

Saranno necessari circa 352.000 tonnellate di cereali e 90.000 di altri generi alimentari per assicurare il fabbisogno minimo della popolazione a rischio, secondo il rapporto FAO/PAM di valutazione dei raccolti e delle disponibilità alimentari, basato su una missione congiunta delle due agenzie ONU, che ha avuto luogo dal 25 aprile al 18 maggio scorsi.

“La siccità ha certamente avuto la sua parte di responsabilità, ma non vi è dubbio che la mancanza di fertilizzanti, di combustibili, di trattori, ed il cattivo sistema irriguo del paese hanno avuto effetti molto pesanti sulla produzione ", ha detto Henri Josserand, responsabile del Sistema mondiale d’informazione e di allerta precoce della FAO.

“Inoltre i prezzi antieconomici stabiliti dal governo hanno scoraggiato molti contadini dal produrre surplus cerealicolo per il mercato”.

Tutto ciò ha portato ad un calo del 6 per cento della terra coltivata e ad una sostanziale diminuzione della resa media per ettaro. La missione ha stimato che il raccolto cerealicolo complessivo dell’aprile/maggio 2007 sia stato di soli 925.000 tonnellate, di cui 799.000 di mais e 126.000 di sorgo e miglio – un calo del 44 per cento rispetto alla stima ufficiale della produzione dello scorso anno.

Le province più colpite sono il Matabeleland meridionale e settentrionale ed i Midlands. Qui molte famiglie hanno perduto del tutto il raccolto e potrebbero non avere cibo già a partire da luglio. Anche nelle province di Manicaland e Masvingo la situazione è grave, si calcola che il raccolto sia stato la metà dell’anno scorso.

“La crisi alimentare che si profila all’orizzonte è il risultato di un altro cattivo raccolto, aggravato dal decadimento economico senza precedenti che attraversa il paese, dall’alto tasso di disoccupazione e dall’impatto dell’HIV/AIDS”, ha affermato Amir Abdulla, Direttore regionale del PAM per l’Africa australe.

“Un’inflazione alle stelle, al momento stimata al 3.700 per cento all’anno, ed il crollo della moneta locale, il dollaro dello Zimbabwe, hanno ridotto enormemente il potere d’acquisto della popolazione, limitando in modo considerevole l’accesso al cibo anche per le persone con reddito medio-basso, soprattutto nelle aree urbane”, ha fatto notare Kisan Gunjal, esperto FAO, a capo della missione congiunta.

Il rapporto calcola che saranno circa un milione le persone nelle aree urbane che nei prossimi mesi dovranno fare i conti con penuria alimentare e che avranno bisogno di aiuti alimentari, saranno tuttavia necessarie ulteriori valutazioni per poter fare stime più precise.

Anche tenendo in considerazione il raccolto di grano del prossimo ottobre e le scorte alimentari attuali, il rapporto stima che al momento la disponibilità di cereali sia di 1.29 milioni di tonnellate, di contro ad un fabbisogno nazionale di 2.34 milioni - oltre un milione di tonnellate dovrà dunque essere importato.

Il governo ha già concordato l’importazione di 400.000 tonnellate di mais dal Malawi e si prevede che importerà altre 239.000 tonnellate di grano e riso, nonostante la scarsità di riserve valutarie. Si stima inoltre che 61.000 tonnellate di mais potrebbero arrivare da scambi informali e rimesse in natura, provenienti specialmente dal Sudafrica – lasciando complessivamente uno scarto di 352.000 tonnellate di cereali da essere sopperito dagli aiuti alimentari.

Insieme all’appello per aiuti alimentare, il rapporto fa delle raccomandazioni affinché l’anno prossimo possa migliorare il raccolto e la generale situazione alimentare del paese. Sarà necessario che i contadini ricevano prima della prossima stagione della semina, sementi di buona qualità e fertilizzanti. Il rapporto esorta inoltre il governo e la comunità internazionale a lavorare insieme per incrementare la sicurezza alimentare mediante investimenti nelle infrastrutture e nella meccanizzazione agricola e nel miglioramento dei sistemi di irrigazione.

Infine il rapporto appoggia l’obiettivo da poco enunciato del governo di andare verso un’economia di mercato. Le misure specifiche potrebbe includere la revisione dei controlli sul prezzo alla produzione, la possibilità di vendere cereali da contadino a contadino, l’eliminazione del divieto d’importazione per il settore privato e l’abolizione delle restrizioni sul commercio oltre frontiera.

Per maggiori informazioni:
Teresa Buerkle
Ufficio stampa FAO
teresamarie.buerkle@fao.org
(+39) 06 570 56146
(+39) 348 141 6671

Richard Lee
PAM Johannesburg
Richard.lee@wfp.org
(+27) 11 517 1536
(+27) 82 908 1446

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FAO/K. Gunjal

Nelle province più colpite molte famiglie potrebbero restare senza cibo già a luglio.

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