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Passi avanti nella risposta all’influenza aviaria
Ma la situazione rimane grave in Egitto, Indonesia e Nigeria
Roma, 27 giugno 2007 – La risposta al virus mortale H5N1 è migliorata in modo significativo negli ultimi tre anni, ma la presenza del virus resta stabile in molti paesi e continuerà a diffondersi, ha dichiarato oggi il Veterinario capo della FAO, Joseph Domenech.

Grazie alle campagne di contenimento e controllo sull’H5N1 nel pollame, sono stati riscontrati solo sporadici casi umani ad eccezione di Egitto ed Indonesia. “Questo risultato è la più importante dimostrazione dell’efficacia degli sforzi compiuti a livello mondiale nell'opera di contenimento del virus H5N1”, ha affermato Domenech.

“Nei circa 15 paesi in Asia, Europa Orientale e Medio Oriente, dove negli ultimi sei mesi il virus H5N1 sie era introdotto, esso è stato rapidamente scoperto ed eliminato o tenuto sotto controllo. I paesi colpiti sono stati molto trasparenti riguardo ai nuovi focolai epidemici, il che dimostra che la minaccia rappresentata dall’H5N1 è oggi presa molto seriamente. Oggi sono più preparati e hanno migliorato i sistemi di risposta,” ha detto Domenech nel corso della conferenza stampa che si è tenuta a Roma, in occasione della Riunione tecnica su Influenza aviaria ad alta patogenicità e infezione da H5N1 nell’uomo.

Non c’è motivo di cantare vittoria

Tuttavia, Domenech ha anche evidenziato come sia ancora presto per cantare vittoria.

“I recenti focolai epidemici in Bangladesh, Ghana, Togo, Repubblica Ceca e Germania, costituiscono un chiaro monito che il virus può ancora estendersi in nuovi paesi nuovi o allargarsi in quelli già infettati in precedenza” ha dichiarato Domenech.

Una potenziale pandemia influenzale nell’uomo non può essere esclusa fintanto che il virus continuerà ad essere presente nei polli.

Desta ancora serie preoccupazioni la situazione globale della malattia, in particolare in Egitto, Indonesia e Nigeria.

“Anche se l’influenza aviaria è scomparsa dai nostri schermi TV, non significa che non vi siano più rischi. L’influenza aviaria non è un evento irripetibile, la comunità internazionale dovrà convivere con la malattia per molti anni a venire,” ha aggiunto.

Una presenza a lungo termine del virus richiederà un impegno finanziario e politico di lungo periodo da parte dei governi e della comunità internazionale per contenere ed eradicare definitivamente il virus.

“Ciò che rende così difficile la battaglia contro l’influenza aviaria sono le pratiche ad alto rischio di produzione e commercializzazione del pollame che ancora continuano ad esserci in molti paesi” ha sottolineato Domenech.

L’Indonesia, ad esempio, ha più di 13 000 mercati di polli vivi in cui volatili di diverse specie stanno tutti insieme. A meno che queste pratiche non vengano modificate o cambiate, il rischio di infezioni rimane alto. “Una regolamentazione socialmente ed economicamente equa della produzione e della commercializzazione del pollame per la fornitura di un prodotto più sicuro, è essenziale per ridurre il rischio di infezione. Senza dimenticare che rimangono indispensabili servizi veterinari efficienti e una migliore partnership pubblico/privato per ottimizzare sorveglianza e attività di controllo,“ ha affermato Domenech.

Domenech ha poi auspicato che venga intensificato il monitoraggio della circolazione del virus, particolarmente nei paesi che impiegano vaccini per il pollame.

“Il virus H5N1 non è stabile ma muta di continuo. L’anno scorso, in Cina, è apparso un nuovo ceppo virale con caratteristiche immunologiche diverse, che ha reso necessario modificare i vaccini in uso in quella regione. Questa emergenza di un nuovo ceppo potrebbe di recente essersi verificata ancora una volta in Indonesia,” ha aggiunto.

Per maggiori informazioni:
Erwin Northoff
Ufficio stampa FAO
erwin.northoff@fao.org
(+39) 06 570 53105
(+39) 348 252 3616

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©FAO/Tarik Tinazay

Oggi molti paesi sono meglio preparati a rispondere ai focolai epidemici di influenza aviaria.

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Ma la situazione rimane grave in Egitto, Indonesia e Nigeria
27 giugno 2007 - La risposta al virus mortale H5N1 è migliorata in modo significativo negli ultimi tre anni, ma la presenza del virus resta stabile in molti paesi e continuerà a diffondersi, ha dichiarato oggi il Veterinario capo della FAO, Joseph Domenech.
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