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Controlli portuali più severi contro la pesca illegale nel Mediterraneo
Approvate misure deterrenti da parte dello “Stato d’approdo"
Roma, 7 marzo 2008 - La Commissione Generale per la pesca nel Mediterraneo (GFCM), riunita la settimana scorsa presso la FAO, ha approvato una serie di misure per controlli più severi da parte dello “Stato di approdo” per contrastare la pesca illegale, non dichiarata e non segnalata (IUU l’acronimo inglese).

Secondo il progetto, i paesi membri della Commissione designeranno porti dove le imbarcazioni straniere che vogliono scaricare, trasbordare e lavorare il pesce, o fare carburante e rifornimento, dovranno seguire regolari procedure d’approdo.

Tutte le imbarcazioni, tranne quelle dello Stato d’approdo, dovranno farne richiesta in anticipo, fornendo informazioni esaustive sulle loro attività e sul loro carico. I privilegi di attracco saranno negati ai pescherecci sprovvisti di bandiera GFCM e ad ogni imbarcazione avvistata che sarà implicata in attività illegali. Verranno respinti anche i natanti inseriti nelle liste nere per attività non dichiarate dalle organizzazioni per la gestione della pesca regionali.

Inoltre il 15 per cento di tutte le imbarcazioni straniere che approdano negli scali designati saranno sottoposti a ispezioni a bordo, in conformità con procedure stabilite dalla Commissione. La scoperta di attività illegali comporterà la negazione di accesso al porto, l’inserimento nella lista nera da parte della Commissione e una segnalazione al paese d’origine dell’imbarcazione.

“ Questo è uno dei più avanzati progetti di controllo a livello di Stato d’approdo in funzione oggi”, ha affermato Alain Bonzon esperto della FAO, Segretario della Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo. “È uno strumento moderno che prende in considerazione il lavoro della FAO in materia di controlli anti IUU”.

La Commissione ha anche deciso l’istituzione di un gruppo di lavoro per studiare la fattibilità tecnica dell’installazione di sistemi di monitoraggio a bordo delle imbarcazioni dei paesi membri della Commissione. Questo consentirebbe di trasmettere dati sulle attività di queste imbarcazioni via satellite e potrebbe diventare uno strumento efficace nella lotta contro la pesca illegale.

Proteggere il pescespada

La Commissione per la pesca nel Mediterraneo ha sottoscritto le raccomandazioni adottate di recente dalla Commissione internazionale per la conservazione del tonno atlantico (ICCAT) per quanto riguarda il pescespada mediterraneo, che prevede divieto assoluto di pesca per questa specie dal 15 ottobre al 15 novembre 2008. Questa iniziativa avvalora la decisione presa dalla Commissione 10 anni fa di limitare fortemente l’impiego di reti di deriva per la pesca di queste specie vulnerabili.

Secondo le classificazioni FAO sugli stock ittici, il pescespada del Mediterraneo risulta sfruttato in eccesso, in alcuni casi al massimo della sua capacità, oltre i livelli di sostenibilità.


*La Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo ha tenuto il suo incontro annuale dal 25 al 29 febbraio 2008 presso la FAO a Roma. Ne fanno parte: Albania, Algeria, Bulgaria, Croazia, Cipro, Egitto, Comunità Europea, Francia, Grecia, Israele, Italia, Giappone, Libano, Libia, Malta, Monaco, Montenegro, Marocco, Romania, Slovenia, Spagna, Siria, Tunisia e Turchia.


Per maggiori informazioni:
George Kourous
Ufficio stampa FAO
george.kourous@fao.org
(+39) 06 570 53168
(+39) 348 141 6802

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Ian L/Wikimedia commons/commons.wikimedia.org/wiki/Image:Swordfish_in_Ventimiglia.jpg

Nuove misure per proteggere il pescespada del Mediterraneo

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7 marzo 2008 - La Commissione Generale per la pesca nel Mediterraneo (GFCM), riunita presso la FAO, ha approvato una serie di misure per controlli più severi da parte dello “Stato di approdo” per contrastare la pesca illegale, non dichiarata e non segnalata.
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