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Influenza aviaria: ruolo chiave delle anatre e delle risaie
Pubblicati i risultati di un nuovo studio scientifico
Roma, 26 marzo 2008 – Sono le anatre, gli esseri umani ed i campi di riso - piuttosto che i polli - i principali fattori dietro i focolai di influenza aviaria altamente patogena H5N1 verificatisi in Tailandia e in Vietnam, e probabilmente sono responsabili anche della loro persistenza in altri paesi limitrofi come Cambogia e Laos.

Nello studio “Mappatura dell’influenza aviaria altamente patogena H5N1 nel Sud-est asiatico: le anatre, il riso e gli esseri umani”, appena pubblicato sull’ultimo numero degli Atti della National Academy of Sciences of the United States (PNAS), un gruppo di esperti della FAO e di centri di ricerca associati hanno indagato sulla serie di ondate epidemiche di H5N1 che hanno colpito la Tailandia ed il Vietnam fra l’inizio del 2004 e la fine del 2005.

Coordinati dal veterinario senior della FAO, Jan Slingenbergh, i ricercatori, hanno applicato un sistema di modellizzazione per stabilire in che misura i diversi fattori abbiano contribuito alla diffusione del virus, includendo il numero di anatre, oche e polli, le dimensioni della popolazione umana coinvolta, le coltivazioni di riso e la geografia locale. Il numero delle anatre e degli esseri umani, e l’intensità delle coltivazioni di riso sono emersi come i fattori più significativi, anche se i due paesi hanno combattuto i focolai in modi differenti.

Le anatre ed i campi di riso

Dallo studio emerge un chiaro nesso tra il modo in cui si nutrono le anatre e l’intensità di coltivazione del riso. Le anatre infatti si cibano prevalentemente di chicchi di riso avanzati nelle risaie, e quelle ruspanti in entrambi i paesi si spostano seguendo i raccolti di riso.

In Tailandia, per esempio, si è notato che la proporzione di giovani anatre negli stormi aumentano nei mesi di settembre-ottobre, perché traggono beneficio dall’apice del raccolto di riso, che avviene nei mesi di novembre-dicembre. Le anatre vengono poi macellate in concomitanza con il Capodanno Cinese, un periodo in cui il volume delle vendite cresce notevolmente.

Questi picchi di concentrazione di anatre sono periodi durante i quali c’è un aumento delle possibilità di rilascio e di esposizione al virus, e le risaie spesso divengono habitat temporanei per molte specie di volatili selvatici.

È stato possibile definire questo modello grazie all’impiego di mappe satellitari dei campi di riso nel corso delle stagioni produttive e degli spostamenti seguiti dagli stormi di anatre per nutrirsi. Il raffronto tra questi dati insieme alla cronologia dei focolai ha aiutato gli scienziati a segnalare con precisione e per tempo le situazioni critiche nel momento in cui il rischio di HPAI era più alto.

Più facile predire adesso l’evoluzione del virus

Secondo Slingenbergh, “ora conosciamo molto meglio dove e quando aspettarci una recrudescenza del virus H5N1 e questo ci aiuta ad organizzare la prevenzione ed il controllo. Inoltre la persistenza del virus circoscritta alle aree caratterizzate dalla coltivazione di riso e dalla presenza delle anatre rende più semplice prevederne l’evoluzione”.

La FAO stima che circa il 90% per cento dei 1.044 miliardi di anatre domestiche che esistono al mondo si trovano in Asia, e Cina e Vietnam ne ospitano la maggioranza: 775 milioni, pari al 75% per cento. La Tailandia ha circa 11 milioni di anatre.

In Tailandia nel 2005 si è registrato un calo negli spostamenti delle anatre su grandi distanze perché gli allevatori e i commercianti dovevano fornire un certificato sanitario per gli animali. Sono calati anche gli spostamenti locali quando il governo ha iniziato a sostenere l’allevamento delle anatre al chiuso, offrendo sussidi per il mangime e per la costruzione di recinti. Queste misure hanno fermato il ciclo di trasmissione del virus H5N1 e dalla fine del 2005 in Tailandia si sono verificati solo focolai sporadici.

Alla fine del 2005, il Vietnam ha avviato campagne di vaccinazione a livello nazionale di tutto il pollame, anche nella zona del delta del Mekong, che ospita circa 50 milioni di anatre. Questa vaccinazione su larga scala è stata ripetuta negli anni 2006/2007. Inizialmente i casi di infezione umana sono scomparsi e la percentuale nel pollame è calata notevolmente. Solo gradualmente il virus è riapparso, per lo più tra le anatre non vaccinate e in particolare nel delta del Mekong.

Ora, afferma Slingenbergh, sono indispensabili interventi basati sulla conoscenza delle zone più critiche e sui calendari riso-anatre, per riuscire a tenere sotto controllo la malattia e sostituire le vaccinazioni di massa indiscriminate.

Per maggiori informazioni:
Ufficio stampa FAO
FAO-Newsroom@fao.org
(+39) 06 570 53625

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©FAO/Hoang Dinh Nam

Le anatre e le risaie possono essere un fattore critico di diffusione dell'influenza aviaria.

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