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Clinton alle Nazioni Unite: i problemi alimentari, energetici e finanziari sono collegati
Il Direttore Generale della FAO sottolinea la necessità di convocare un Vertice Mondiale sul tema della Sicurezza Alimentare
New York/Roma, 24 ottobre 2008 - L’ex Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton ha esortato la comunità internazionale a smettere di usare la crisi finanziaria mondiale “come scusa” per non affrontare il problema dell’aumento della fame nel mondo, aggiungendo che nel lungo periodo solo l’auto-sufficienza alimentare può realmente porre un freno all’aumento dell’ insicurezza alimentare mondiale e prevenire future crisi finanziarie.

Il Presidente Clinton ha espresso tali considerazioni nel suo discorso alla cerimonia celebrativa della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, tenutasi al Quartier Generale delle Nazioni Unite, che commemorava il 63esimo anniversario della fondazione della FAO.

“Il cibo non è un bene come tutti gli altri”, afferma Clinton, che presiede un’organizzazione non-governamentale che porta il suo nome.

“Dovremmo ritornare ad una politica centrata sulla massima auto-sufficienza alimentare” sostiene Clinton. Anche ammesso che ci sarà sempre un mercato globale per prodotti come il riso, il grano e il mais, ha aggiunto, “è pazzesco se pensiamo di poter favorire lo sviluppo di molti di questi paesi in cui lavoro senza aumentare la loro capacità di auto-alimentarsi e trattando il cibo come se fosse una televisione a colori”.

Clinton ha auspicato un aumento del commercio equo, di programmi di commercio diretto e di altre politiche volte ad eguagliare le opportunità per i produttori agricoli dei paesi in via di sviluppo e i piccoli contadini, che contano per la “parte del leone” nella produzione alimentare mondiale.

Crisi interconnesse

Il tema della Giornata Mondiale dell’Alimentazione di quest’anno è stato la Sicurezza Alimentare Mondiale: le Sfide del Cambiamento Climatico e della Bioenergia, ma l’evento ha acquistato un carattere di particolare urgenza per via dell’aumento della fame e delle attuali difficoltà economiche.

“La crisi alimentare, la crisi economica e quella finanziaria, mostrano quanto inter-dipendente sia il mondo in cui viviamo, e come non possiamo essere indifferenti l’uno al destino dell’altro”, ha affermato Clinton.

“E’ molto importante che tanto le nazioni ricche, quanto le persone e le istituzioni finanziarie in tali paesi, comprendano che per quanto gravemente siano state colpite dalla crisi finanziaria, ciò non può costituire una scusa per evitare di affrontare questi altri problemi, perchè è proprio l’affrontare tali problemi che ci aiuterà nel lungo periodo ad evitare un’ altra crisi finanziaria.”

Parlando dal palco prima di Clinton, il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha sollecitato tutte le nazioni a lavorare insieme per trovare un “approccio globale al problema della sicurezza alimentare.”

“Le difficoltà attuali non potranno che intensificarsi se non adottiamo ora una ferma soluzione”, ha dichiarato il capo delle Nazioni Unite.

“E’ ormai passato il tempo in cui potevamo affrontare un problema alla volta”, ha affermato il Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Miguel d’Escoto, che ha quindi esortato i paesi donatori a triplicare i fondi per l’assistenza ai paesi in via di sviluppo.

“Dobbiamo trovare soluzioni che trascendano i singoli interessi nazionali e che soddisfino i bisogni di tutti gli uomini sulla terra, di tutte le nazioni così come di questo nostro fragile pianeta” ha concluso d’Escoto.

Ripercussioni sociali e appello per un Vertice sulla Sicurezza Alimentare

Il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf ha inoltre posto l’attenzione sulle più vaste conseguenze sociali che si avranno se il problema della fame verrà lasciato irrisolto.

“Il divario crescente tra una ricchezza favolosa ed una povertà tremenda ha spinto molte persone disperate e prive di tutto all’esilio, oltremare o attraverso i continenti, in cerca della terra promessa”.

“Di fronte all’aumento dell’ immigrazione, molti benestanti si sono barricati nelle loro fortezze. Ma come si può prevenire un esodo massiccio se non tramite la crescita economica e soprattutto lo sviluppo agricolo, dato che il 70% dei poveri vive nelle aree rurali?”.

Diouf ha auspicato una revisione urgente delle tariffe doganali e delle altre barriere tecniche che, egli afferma, “distorcono le regole della concorrenza nel commercio internazionale”.

“Abbiamo bisogno di costruire delle nuove relazioni internazionali che garantiscano ai produttori agricoli dei paesi sviluppati un reddito che sia comparabile a quello dei loro concittadini impiegati nei settori secondario e terzario, ma senza penalizzare i produttori agricoli dei paesi in via di sviluppo” ha detto Diouf.

“Infine gli Stati Uniti, insieme ai paesi del G8, la cui presidenza sarà assunta dal Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, all’Unione Europea, al G5, al Consiglio di Cooperazione del Golfo e agli altri stati membri della FAO e delle Nazioni Unite, dovranno essere in grado di convocare, per la prima metà del 2009, un Vertice Mondiale sulla Sicurezza Alimentare a livello dei Capi di Stato e di Governo, per trovare un consenso diffuso su come sradicare la fame nel mondo. Questo nuovo Vertice Mondiale sull’Alimentazione dovrebbe essere in grado di raccogliere 30 miliardi di dollari l’anno da stanziare per lo sviluppo delle infrastrutture rurali e l’aumento della produttività agricola nei paesi in via di sviluppo.”

I più recenti dati FAO mostrano che altre 75 milioni di persone sono scese sotto la soglia della povertà nel 2007, portando il numero totale stimato di persone che soffrono la fame nel mondo a 923 milioni.


Contatto:
Ufficio stampa FAO
FAO-Newsroom@fao.org
(+39) 06 570 53625

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Photo courtesy of UN DPI

Il presidente Clinton interviene alla Giornata Mondiale dell’ Alimentazione a New York

Documenti

il discorso del Direttore generale della FAO a New York (pdf, in inglese)

Video

Guarda la cerimona celebrativa della Giornata Mondiale dell’Alimentazione a New York (streaming)

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