SAVE FOOD: Initiative mondiale de réduction des pertes et gaspillages alimentaires
 

Rio+20, l'Onu alla sfida fame zero "Stop agli sprechi, cibo sostenibile"

Ban Ki Moon lancia l’iniziativa Global Zero Hunger Challenge: grandi ambizioni, ma mancano le risorse e gli impegni concreti

Roberto Giovannini inviato a rio de janeiro

L’obiettivo è di quelli decisamente ambiziosi, anche se sacrosanti, e certamente difficili da centrare. Ieri nel centro congressi che ospita la conferenza Rio +20 i segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon ha lanciato ufficialmente l’iniziativa Global Zero Hunger Challenge, mirata ad eliminare la fame e assicurarsi che tutti, nel mondo, abbiano accesso al cibo senza oltrepassare i limiti naturali del pianeta.
Cinque sono gli obiettivi della Zero Hunger Challenge: assicurare l’accesso del 100% della popolazione mondiale al cibo, zero morti per fame dei bambini sotto i due anni e zero malnutrizione in gravidanza e nella prima infanzia, rendere al 100% sostenibili tutti i sistemi di produzione e distribuzione di alimenti, aumentare del 100% la produttività e il reddito dei piccoli produttori agricoli, contadini, eliminare il 100% dello spreco di cibo, promuovendo il consumo responsabile. Il nome dell’iniziativa riecheggia la strategia «Fome Zero» lanciata dal Brasile dopo la presidenza di Lula, che ha sostanzialmente ridotto la malnutrizione infantile e ha tolto milioni di persone dalla povertà estrema. «Sfido tutti a collaborare con me - ha detto Ban Ki Moon - per conquistare un futuro con fame zero. Servirà l’impegno di tanti e soprattutto risorse e una cooperazione all’altezza per vincere questa sfida».
Il limite del progetto - limite serio - è che tanto forti sono le ambizioni, tanto indefiniti sono i mezzo e gli strumenti per conseguire questi i risultati: risorse, accordi internazionali, impegni concreti.«Quello che ci convince di Zero Hunger Challenge è il fatto di indicare comunque un obiettivo molto forte - spiega Sameer Dossani, di ActionAid International - resta il fatto che c’è un baratro tra le necessità di un miliardo di affamati e la pochezza degli impegni concreti, anche qui a Rio +20. Non si può avere Fame zero con Risorse zero, purtroppo». ActionAid e le altre ONG ad esempio propongono di usare contro la fame parte dei proventi della tassazione degli scambi finanziari (la Tobin Tax), oltre a contrastare la diffusione dei biocarburanti, che sottraggono alimenti al chi ne ha bisogno. Sulla stessa linea c’è Oxfam: «L’annuncio di Ban Ki Moon è il primo segnale concreto sull’accesso al cibo che emerge dal fallimento di Rio – per questo crediamo che sia un importante motivo di speranza in una Conferenza che non ha dato nessuna risposta al miliardo di persone che ogni giorno soffrono la fame", afferma Elisa Bacciotti, responsabile campagne di Oxfam Italia. 

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