marzo 2002
di Lavinia Gasperini
e Charles Maguire
Servizio di Educazione, Divulgazione Agricola e Comunicazione
FAO Research, Extension and Training Division
Questo contributo é una rielaborazione del paper "Targeting the rural poor: the role of education and training" presentato allo "International Working Group on Education", organizzato a Lisbona dall'Ístituto Internazionalde di Pianificazione dell'Educazione dell'ÚNESCO (IIPE/UNESCO) dal 19 al 21 Novembre 2001. Publicato en "Fede e Denaro". Edizione Com Nuovi Tempi, Roma, 17 febbraio 2002.
Disponibile anche in inglese
Al mondo ci sono più di un miliardo e duecento milioni di poveri, un numero equivalente alla popolazione totale della Cina, maggiore della popolazione dell'India e più di quattro volte quella degli Stati Uniti. E' poco risaputo tuttavia che oltre il 70% dei poveri, cioè 840 milioni di persone, vivono nelle zone rurali dei paesi in via di sviluppo. Proprio perché sono poveri costoro sono vittime di un circolo vizioso che gli impedisce di accedere a quei servizi ed a quelle opportunità - educazione, alimentazione, impiego, infrastrutture, comunicazioni - che potrebbero riscattarli dalla povertà. La fame e' insieme causa e conseguenza della povertà. Le statistiche sull'impatto della fame sono spaventose:
Oltre alle vittime degli effetti devastanti della fame ci sono
Benché queste statistiche sono globali si può ragionevolmente considerare che la maggior parte dei poveri vivono nelle zone rurali, e sono analfabeti e denutriti.
La grande sfida del nuovo millennio e' la riduzione della povertà. In teoria tutti i paesi e i donatori concordano sull'urgenza di ridurre la povertà e i problemi ad essa connessi come la mancanza di equità sociale, di salute, di educazione, e l'emarginazione di una fascia assai significativa della popolazione mondiale.
Nella comunità internazionale vi e' ormai consenso sul fatto che per combattere la povertà e per perseguire uno sviluppo sostenibile sia necessario un approccio multi-settoriale e multi-discipliare ed una più intensa collaborazione tra molteplici soggetti internazionali e nazionali. Sappiamo che per ridurre la povertà rurale non vi e' una soluzione semplice e univoca, come anche che l'educazione e' un elemento cruciale dello sviluppo e della lotta alla povertà'. In una prospettiva di sviluppo sostenibile la crescita economica non può essere disgiunta dall'equità sociale e perché ciò avvenga le popolazioni rurali, tradizionalmente emarginate, devono avere la possibilità' di accedere pienamente alle opportunità del mercato del lavoro e essere protagonisti dello sviluppo sociale e culturale delle loro comunità e del loro paese. E' anche risaputo che gli agricoltori che dispongono di un'educazione di base hanno una migliore disposizione ad adottare nuove tecnologie, a correre dei rischi, e raggiungono più alti livelli di produttività. Grazie alla loro istruzione possono disporre delle informazioni necessarie per prendere decisioni importanti nei diversi ambiti della vita privata e comunitaria e per essere protagonisti dello sviluppo economico, sociale e culturale del loro paese. Molti abitanti delle zone rurali sono costretti inoltre a cercare lavoro al di fuori delle imprese agricole, nei servizi in ambito rurale o urbano e senza gli strumenti essenziali dello scrivere, leggere e far di conto le possibilità di trovare un lavoro sono assai limitate. Gli imprenditori, inoltre, non sono proni ad investire nelle aree rurali dove non sia disponibile forza lavoro con una formazione elementare.
Tutti sono d'accordo sul fatto che l'educazione e' uno degli strumenti più efficaci nella lotta contro la povertà e per lo sviluppo rurale (basti ricordare il famoso detto divenuto ormai popolare: "Non date un pesce ma insegnate a pescare"). Purtroppo l'educazione e la formazione sono anche uno dei settori d'intervento più trascurati sia dagli investimenti dei governi nazionali che dei paesi donatori. Gli anni settanta sono stati caratterizzati da un notevole interesse per la formazione agricola di tipo tradizionale (formazione professionale e istruzione universitaria) e da importanti investimenti. Nei decenni successivi la situazione e' cambiata per diverse ragioni tra cui il considerare garantiti i risultati della rivoluzione verde che sembrava offrire soluzioni definitive alla produzione alimentare e in particolare di riso e frumento. Il rapido sviluppo dell'urbanizzazione, inoltre, ha portato i "policy makers" a distogliere la loro attenzione dall'educazione in ambiente rurale verso altri temi. Infine la critica ai progetti isolati, che caratterizzavano molti dei progetti tradizionali, ha portato a un maggiore interesse per strategie settoriali sostenibili sul lungo periodo.
Negli ultimi anni i paesi in via di sviluppo e la comunità dei donatori nell'affrontare i problemi rurali hanno spostato l'accento dallo sviluppo della produzione agricola allo sviluppo rurale3 inteso come un concetto complesso e articolato. Tutti concordano sul fatto che per ridurre la povertà e perseguire lo sviluppo rurale e' necessario farsi carico dei bisogni di tutta la popolazione che vive in quello che è denominato "spazio rurale" e non solo dei bisogni degli agricoltori. In passato il termine rurale era usato come sinonimo di agricolo. L'agricoltura era il settore più importante in ambiente rurale perché produceva gli alimenti essenziali per la sopravvivenza ed era il maggior settore occupazionale. La produzione agricola tuttavia non era in grado di impiegare il surplus di lavoro prodottosi in ambiente rurale né di determinare quegli investimenti necessari allo sviluppo di servizi sociali quali l'educazione e la sanità e delle altre infrastrutture necessarie allo sviluppo rurale. Il nuovo concetto di sviluppo rurale riconosce che lo "spazio rurale" e' popolato da molti e diversi soggetti. Alcuni continuano a trarre il loro reddito dall'agricoltura, mentre altri sono occupati in un ampio spettro di attività non agricole, come i servizi o i mercati in piccoli villaggi, in città' di media grandezza o in insediamenti peri-urbani. Il concetto di sviluppo rurale non é nuovo4, ma quel che é nuovo questa volta é che comprende un vasto e differenziato insieme dei soggetti, e l'ampio consenso a farlo funzionare.
L'insieme dei soggetti che popolano lo spazio rurale ha bisogno di un tipo di educazione e formazione diversa da quella disponibile nel passato, rivolta prevalentemente agli agricoltori e di carattere prevalentemente agricolo. L'esperienza passata e la ricerca dimostrano che l'educazione di cui la popolazione che vive nello spazio rurale ha bisogno é un educazione generale di base, di qualità, e che affronti gli specifici bisogni educativi dei bambini, dei giovani che hanno abbandonato la scuola e dei poveri che vivono in ambiente rurale, e li raccordi con i più universali bisogni educativi del nostro tempo. Chiamiamo quindi "Educazione per lo Sviluppo Rurale" quest'educazione che risponde a bisogni specifici e locali e li raccorda a bisogni educativi universali.
L'universalizzazione di un'educazione di base di qualità é un fattore decisivo dello sviluppo rurale e per conseguirla bisogna:
La FAO é impegnata nel promuovere e riattivare l'educazione per lo sviluppo rurale tramite la ricerca di strategie innovative e programmi a sostegno di paesi membri che vogliano migliorare ed espandere l'educazione per le popolazioni rurali.
Insieme ai paesi membri, alla comunità dei donatori, della agenzie internazionali, alle ONG e alla società civile possiamo contribuire a cambiare una situazione di mancanza di equità educativa che contribuisce ad accentuare la povertà e la mancanza di sicurezza, e deve essere affrontata con urgenza.
Possiamo, insieme, promuovere l'educazione per lo sviluppo rurale, tra l'altro,
Il momento é propizio per promuovere l'educazione per lo sviluppo rurale perché
Abbiamo iniziato con una rapida rassegna delle sfide che affrontano coloro che sono impegnati nell'educazione nei paesi in via di sviluppo. L'analisi del rapporto tra soddisfacimento dei bisogni educativi, lotta alla povertà e sviluppo rurale indica l'esistenza di un problema serio, spesso disconosciuto e da affrontare con urgenza. Speriamo che la comunità internazionale impegnata a sostenere la lotta alla povertà e lo sviluppo metta a fuoco questo problema e s'impegni con determinazione a supporto dei governi nazionali che intendono affrontarlo e superarlo per migliorare la vita di milioni di bambini, giovani e adulti, uomini e donne, che vivono nelle zone rurali. Sappiamo che non é un cammino facile, che richiederà investimenti consistenti e impegno persistente, e che questo é un momento da non perdere, perché i fattori propizi sono molti di più che non in passato.
1non e' una question di mancanza di cibo, come dimostra Jean Ziegler, in Schizophrénie des Nations Unies: UNE LUTTE SANS MOYEN CONTRE LA FAIM, in le Monde Diplomatique, November 2001, page 4, e anche nella sua intervista a UN Daily Highlights, 6.11.2001 "UN human rights expert calls for global coalition against hunger". (Jean Ziegler é Special Rapporteur della Commissione delle Nazioni Unite sui diritti Umani per il diritto al cibo)
2Education for all 2000 Assessment: Statistical Document, World Education Forum, Dakar, Senegal, 26-28 April 2000.
3Per esempio, la strategia di sviluppo rurale della Banca Mondiale, presentata nel documento "From Vision to Action"(1997) indica che lo Sviluppo Rurale comprende tutte le attivita' fuori dell'area urbana, relative allo sviluppo. Il documento indica che in futuro la Banca adotterà un approccio olistico, complesso, e opposto al precedente approccio limitato esclusivamente all'agricoltura.
4Si veda per esempio "The World Conference on Agrarian Reform and Rural Development", FAO, Roma 12-20 Luglio 1979, in FAO, UNESCO, ILO, Training For Agriculture and Rural Development, Rome, 1980, pag. 123-124
5Approvati dall Conferenza Mondiale di Educazione per Tutti a Jomtien (Thailandia) nel Marzo del 1990 e riconfermati e aggiornati dal Forum di Dakar nel 2000.