Elizabeth Mpofu

"Ragazze giovani e donne adulte hanno un ruolo importante in agricoltura, ma sono state emarginate nei processi legislativi, nelle manovre economiche e nei processi decisionali".

Zimbabwe

Garantire che la voce delle donne venga ascoltata nei processi decisionali che riguardano la loro sopravvivenza è la motivazione alla base del lavoro di Elizabeth Mpofu, agricoltrice dello Zimbabwe e coordinatrice generale del movimento internazionale La Via Campesina, di cui fanno parte lavoratori agricoli di tutto il mondo.

La Via Campesina rappresenta oltre 200 milioni di agricoltori in 73 Paesi tra Africa, Asia, Europa e Americhe. Mpofu ha creato anche gruppi di agricoltori biologici e nel 2016 è stata Ambasciatrice Speciale FAO per l'Africa durante l'Anno Internazionale dei Legumi.

Mpofu è cresciuta in una comunità rurale in cui, in quanto donna, non ha avuto alcuna possibilità di proseguire gli studi. Per sopravvivere si è dedicata all'agricoltura, come fecero i suoi genitori e i suoi nonni. Mpofu, però, intuì che l'agricoltura poteva essere anche una notevole fonte di sostentamento per le comunità rurali ed emarginate, specialmente le donne.

Oggi difende l'agricoltura come principio di autolegittimazione e dignità. Promuove l'agricoltura basata sull'agroecologia, in quanto tutela e fornisce servizi ecosistemici facendo uso di semi autoctoni. Attraverso il suo attivismo, lavora per tutelare i rapporti sociali e le risorse naturali legate all'agricoltura che, afferma, rischiano il collasso per l'agricoltura di massa delle grandi aziende. "Le donne sono contadine, madri e badanti che conoscono bene le esigenze nutrizionali della famiglia e il terreno su cui cresce il loro cibo".

La FAO sostiene a diversi livelli la partecipazione attiva de La Via Campesina e di altri gruppi della società civile nella vita politica, promuovendo il dialogo che porta alla realizzazione di iniziative locali sostenibili, progetti e interventi d'emergenza.

Back to stories page