NOTIZIE DEL VERTICE

Approvata all'unanimitį la Dichiarazione finale del Vertice mondiale sull'alimentazione: cinque anni dopo

182 Nazioni chiedono un'alleanza internazionale contro la fame

ROMA, 11 giugno 2002 -- 182 nazioni hanno rinnovato il loro impegno di ridurre della metį il numero delle persone malnutrite nel mondo entro il 2015, secondo la Dichiarazione finale del Vertice mondiale sull'alimentazione: cinque anni dopo. I Capi di stato e di governo hanno approvato all'unanimitį la Dichiarazione nel giorno di apertura del Vertice di quattro giorni, chiedendo a governi, organizzazioni internazionali, organizzazioni della societį civile e settore privato "di rafforzare i loro impegni in modo da formare un'alleanza internazionale contro la fame". Tali impegni sono finalizzati a porre fine alla tragedia di piś di 800 milioni di persone sottoalimentate in tutto il mondo.

Le nazioni hanno invitato il Consiglio dell'Organizzazione ONU per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) ad "elaborare, in un periodo di due anni, un codice volontario di linee guida per sostenere gli sforzi degli Stati Membri nel raggiungimento progressivo del diritto al cibo adeguato".

La Dichiarazione afferma : "Con l'intento di invertire il declino generale dell'agricoltura e dello sviluppo rurale nei bilanci nazionali dei paesi in via di sviluppo, nell'assistenza ufficiale allo sviluppo (ODA, official development assistance) e nei prestiti totali delle istituzioni finanziarie internazionali, chiediamo, per tali settori, una misura adeguata dell'assistenza bilaterale e multilaterale, dei prestiti delle istituzioni finanziarie internazionali e dei bilanci nelle nazioni in via di sviluppo".
"Esortiamo le nazioni sviluppate che non lo hanno ancora fatto, ad intraprendere misure concrete per raggiungere il target dello 0,7% del prodotto interno lordo (PIL) per l'assistenza ufficiale ai paesi in via di sviluppo".

La Dichiarazione sottolinea che "č fondamentale l'implementazione rapida, efficace e completa della Iniziativa per i paesi fortemente indebitati (Heavily Indebted Poor Countries Iniziative) , che dovrebbe essere totalmente finanziata con risorse aggiuntive".

Inoltre, si chiede alle nazioni di implementare le decisioni della Conferenza di Doha riguardanti la riforma del sistema di commercio agricolo internazionale.

Il Presidente del Sud Africa, Thabo Mbeki, ha affermato nel suo discorso che "tutte le questioni che bloccano l'accesso dei paesi in via di sviluppo ai mercati delle nazioni sviluppate devono essere affrontate. Un movimento rapido in questo senso porterebbe a importanti risultati nel raggiungimento dell'obiettivo delle sicurezza alimentare sostenibile. Non possiamo tornare indietro dopo i risultati del Round dello sviluppo di Doha".

Il Primo Ministro spagnolo, José M. Aznar Lņpez, ha parlato per l'Unione Europea: "č giunto il momento per una nuova associazione tra i governi, la societą civile e il settore privato finalizzata alla riduzione della fame nel mondo".

Un ambiente politico, sociale ed economico favorevole č un requisito essenziale per il raggiungimento della sicurezza alimentare e per la lotta alla povertą, ha aggiunto. Il buon governo e la legalitą devono essere rafforzati in un contesto democratico. "Noi ci rendiamo conto che la responsabilitą di assicurare la sicurezza alimentare č un incombenza primaria per i governi nazionali, con la partecipazione della societą civile e del settore privato."

Il Presidente della Commissione Europea, Romano Prodi, ha detto che l'Unione Europea č a favore di mercati aperti pił grandi per i prodotti agricoli. Le misure che distorcono le importazioni agricole dovrebbero essere ridotte. Prodi ha anche espresso la sua preoccupazione per il 'Farm Bill' recentemente approvato negli Stati Uniti.

Il Primo Ministro italiano, Silvio Berlusconi, ha affermato che i paesi industrializzati devono aprire i loro mercati alle nazioni in via di sviluppo. Nessun paese dovrebbe essere escluso dall'economia globale. Berlusconi ha spiegato che l'Italia ha proposto un nuovo programma alle nazioni del G8. L'iniziativa aiuterebbe i paesi in via di sviluppo a riformare le loro pubbliche amministrazioni, i sistemi fiscali, i sistemi statistici, giudiziari, sanitari e educativi nazionali. Le nazioni che implementeranno il sistema raggiungerebbero un alto livello di trasparenza, democrazia ed efficienza.

Il Presidente dell'Uganda, Yoweri Museveni, ha dichiarato: "A meno che non avvengano cambiamenti significativi e fondamentali nelle nostre nazioni, le disparitą nei livelli di guadagno e nei tassi di crescita economica continueranno, molto probabilmente, a causare agitazioni sociali. C'č comunque una considerevole opportunitą per accelerare i tassi di crescita economica nella nazioni con uno sviluppo lento, specialmente quelle dell'Africa sub-Sahariana, e per aumentare i salari pro-capite". Museveni ha sottolineato che l'Uganda oltre a produrre cibo a sufficienza, ne ha anche molto da esportare. Il Presidente dell'Uganda ha inoltre elencato le maggiori cause della carenza di cibo: guerre, protezionismo sui prodotti agricoli in Europa, Stati Uniti, Cina, India e Giappone e protezionismo sui prodotti di manifattura.

Il Presidente della Nigeria, Olusegun Obasanjo, ha detto che la comunitą internazionale deve assistere le nazioni in via di sviluppo nell'affrontare il problema della sicurezza alimentare. Maggiori sforzi e creazione di capacitą nella ricerca e nell'estensione agricola, nelle biotecnologie, nel controllo di epidemie e malattie, nello smaltimento di agrochimici scaduti e nella conservazione ambientale aiuterebbero i paesi in via di sviluppo ad accrescere la loro produzione agricola e la loro produttivitą.

Il Segretario dell'Agricoltura Americano, Ann Veneman, ha detto che gli Stati Uniti "sono avanti nel processo di riduzione della metą la fame in patria entro il 2010". La Veneman ha affermato che gli USA rappresentano il pił grande donatore di aiuti alimentari al mondo e il donatore in prima linea nella crisi alimentare che affligge l'Africa meridionale. "Oggi riaffermiamo l'impegno degli USA nel porre fine alla fame nel mondo", ha dichiarato. "I liberi mercati farebbero un lavoro di gran lunga migliore nel portare cibo a tutti di quello che le scuse per le barriere al commercio potrebbero mai fare". L'obiettivo di sconfiggere la fame puó essere raggiunto con l'aiuto delle tecnologie esistenti e di quelle nuove, come le biotecnologie.

L'Alto Commissario per i Diritti Umani, Mary Robinson, ha spiegato che l'Agreement on Agriculture dell'Organizzazione Mondiale del Commercio non tiene ancora sufficientemente conto delle preoccupazioni di coloro che sono poveri e vulnerabili. "Un approccio al diritto al cibo nell'Agreement potrebbe sottolineare il diritto umano di non discriminazione e di conseguenza incoraggiare un'azione affermativa per i poveri, permettendo alcune speciali regole commerciali per la protezione delle persone vulnerabili".
Le attivitą durante il Vertice mondiale sull'alimentazione: cinque anni dopo

Le attività durante il Vertice mondiale sull'alimentazione: cinque anni dopo

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