NOTIZIE DEL VERTICE

Il sapere tradizionale risolve problemi odierni

Dalla gestione delle risorse idriche alla conservazione delle risorse genetiche, la saggezza tradizionale ha molto da insegnare ai pianificatori di oggi

ROMA, 13 giugno 2002 -- Le organizzazioni internazionali sono magari animate dalle migliori intenzioni del mondo quando propongono gli ultimi ritrovati per risolvere i problemi dello sviluppo. Ma è possibile che le proposte non si adattino alle tradizioni locali, e in molti casi soluzioni efficaci sono già disponibili sul posto.

È questo il messaggio lanciato da molti partecipanti al Forum ONG/CSO, un incontro della durata di cinque giorni preparato da organizzazioni non governative e della società civile come evento parallelo al Vertice Mondiale sull'Alimentazione: cinque anni dopo. Centinaia di organizzazioni di base, come pure gli agricoltori, i pescatori e gli allevatori con cui esse lavorano nei loro paesi nativi, hanno avuto uno scambio di idee sulla questione dell'eliminazione della fame. Nei seminari e nelle loro comunicazioni, questi gruppi hanno rivelato la saggezza delle loro soluzioni fatte in casa.

Quando Taghi Farvar del Centro per lo Sviluppo Sostenibile, o CENESTA, con base in Iran, parla della necessità di assicurare l'accesso all'acqua, cita il sistema kariz di canali sotterranei per irrigare le colture. Quest'antica pratica sfrutta il fatto che la profondità della falda acquifera segue l'andamento del terreno. Quando il suolo s'innalza a una maggiore altezza, la falda acquifera fa lo stesso. Usando il metodo kariz, gli agricoltori raggiungono l'acqua a un livello situato al disopra delle loro colture. Quindi scavano una serie di canali sotterranei per portare l'acqua fino ai loro campi ? senza bisogno di una pompa.

«L'energia per pompare l'acqua ha bisogno di petrolio o di elettricità, che costano cari,» dice Farvar «ma il sistema kariz usa l'acqua della terra senza doverla pompare.»

La distribuzione di quest'acqua è gestita da un individuo pagato dalla comunità, il mirab. Il mirab applica decisioni prese dagli anziani del villaggio, i quali si riuniscono per stabilire come distribuire l'acqua. Scelgono i campi che debbono ricevere l'acqua per primi, e quindi elaborano un sistema di turni. Se un sistema del genere risulta familiare ai pianificatori odierni, è perché si tratta della versione tradizionale di un'associazione di utenti delle forniture idriche.

Nelle aree aride del Sudan, le tribù nomadi trovano difficoltà sempre maggiori nel procurarsi l'acqua per i loro animali. In passato, i pastori dipendevano dal sistema hafir: scavavano fossati artificiali lunghi alcune centinaia di metri e profondi qualche metro per raccogliere l'acqua piovana. Costruendoli in punti fissi lungo l'itinerario prestabilito, la tribù si assicurava l'accesso all'acqua anche durante la stagione secca. Questi gruppi preferirebbero vedere un aumento delle risorse impiegate per incoraggiare il sistema hafir e una riduzione di quelle investite in pompe e canali.

In una tribù in India, un modo semplice ma efficace di conservare la diversità genetica animale ha le sue radici in un'usanza tradizionale. «Di regola, questi allevatori di cammelli non vendono mai una femmina a un'altra tribù,» spiega Maryam Rahmanian, anche lei del CENESTA. In tal modo, la costituzione genetica di quel cammello rimane nella tribù. Ed è una norma facile da far applicare, perché i cammelli sono considerati proprietà della comunità, non del privato.

Un'altra lezione è la necessità di rispettare le vecchie usanze anche quando s'introducono concetti nuovi. Per esempio, nel modello occidentale delle cooperative i soci sono i singoli individui. Ma in molte culture tradizionali l'unità presa in considerazione è la famiglia, non l'individuo. Occorre dunque che le agenzie di sviluppo che creano cooperative riflettano sulla questione se debbano essere organizzate intorno al principio del voto individuale o del voto per famiglia.

Talvolta le agenzie di sviluppo erogano i fondi, ma i problemi nascono quando si tratta di distribuirli. In Iran, una soluzione particolarmente efficace è il sandouq, un fondo comunitario basato sulla cultura tradizionale. Il sistema del sandouq prevede che la comunità studi i problemi sul tappeto e le soluzioni meglio adatte a soddisfare i suoi bisogni. Nell'Iran meridionale, un villaggio constatò che aveva terra e manodopera, ma gli mancava l'acqua. Così il sandouq decise di usare il suo denaro per comprare una pompa dell'acqua. I profitti ricavati dalle colture rese possibili dalla pompa furono restituiti al fondo, creando i mezzi finanziari per nuovi progetti.

Farvar ha un suggerimento molto semplice per le organizzazioni internazionali: «Prima di tutto guardatevi intorno per accertare se esiste una maniera tradizionale di risolvere il problema. Quindi cercate di capirla lavorando insieme con la popolazione locale.» Molto spesso le soluzioni sono già lì - e hanno superato la prova del tempo.
Membri di tribù indigene, gruppi di base e attivisti discutono al Forum ONG/CSO di Roma

Membri di tribù indigene, gruppi di base e attivisti discutono al Forum ONG/CSO di Roma

    commenti?   scrivi al webmaster

© 2002 FAO