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La FAO ospita i leader africani per l'avvio della Nuova partnership per lo sviluppo africano

ROMA, 14 giugno 2002 -- I leader africani hanno riaffermato l'impegno politico comune per le strategie agricole ed economiche contenute nella Nuova partnership per lo sviluppo africano (NEPAD), adottando all'inizio della settimana un piano d'azione che verrà discusso al Vertice del G8 in Canada questo mese e al Vertice per l'unità africana (AU) in Sudafrica nel mese successivo. L'incontro si è svolto presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) durante il Vertice mondiale sull'alimentazione: cinque anni dopo, conclusosi oggi.

Il NEPAD è un piano strategico globale per la gestione dello sviluppo economico e sociale di tutto il territorio africano, messo a punto dai leader di 15 paesi, inclusi i membri del Comitato direttivo del NEPAD, Algeria, Egitto, Nigeria, Senegal e Sudafrica. Durante le discussioni sugli impegni politici e finanziari per sconfiggere la fame, Thabo Mbeki, Presidente del Sudafrica, ha affermato che l'Africa sta facendo la sua parte. "Come continente, abbiamo definito con il NEPAD un quadro di riferimento all'interno del quale verrà realizzato il Piano d'azione del Vertice mondiale sull'alimentazione," ha detto in un discorso ai delegati.

"Il NEPAD considera l'agricoltura un settore prioritario" ha proseguito Thabo Mbeki. Nel 2000, l'Africa ha speso 18.7 miliardi di dollari per le importazioni alimentari e ricevuto 2.8 milioni di tonnellate di aiuti alimentari, più del 25 percento del totale mondiale annuo.

Secondo la FAO, il settore agricolo africano rappresenta il 60 percento circa di tutta la forza lavoro, il 20 percento delle merci esportate e il 17 percento del PIL. Dato che l'agricoltura riveste un ruolo così fondamentale nell'economia africana, lo sviluppo di un settore agricolo prospero è una condizione irrinunciabile per l'ulteriore progresso economico.

Nel rapporto del Programma congiunto FAO/NEPAD per lo sviluppo agricolo globale africano (CAADP), si afferma: "Fino a che il dramma della fame non sarà ridimensionato e i costi delle importazioni ridotti grazie all'aumento della produzione agricola, non ci sarà modo di raggiungere gli alti tassi di crescita economica auspicati dal NEPAD".

L'inserimento del CAADP nel quadro del NEPAD, dichiara la FAO, è un passo importante per assicurare la stabilità agricola e lo sviluppo economico. Il programma, redatto con l'assistenza tecnica della FAO, vuole offrire una risposta all'attuale situazione critica dell'agricoltura africana, e creare condizioni durature per lo sviluppo. Secondo i recenti dati forniti dalla FAO e dal Programma alimentare mondiale (PAM), in Mozambico e in Zambia 13 milioni di persone devono fronteggiare una grave crisi alimentare. Le difficoltà croniche nella gestione delle risorse idriche e del suolo, nelle infrastrutture rurali, nell'accesso al mercato, nel miglioramento della distribuzione alimentare e nella riduzione della fame possono essere superate solo se nel programma verrà riconosciuto un ruolo preminente agli aiuti per le emergenze e i disastri.

Da qui al 2015 il CAADP richiederà un investimento ambizioso di 240 miliardi di dollari, corrispondente a 17,2 miliardi all'anno, somma inferiore al costo annuo delle importazioni alimentari africane. L'Africa, a sua volta, aumenterà i contributi nazionali per l'investimento agricolo dal 35 al 55 percento attraverso la stabilità economica; il resto dovrà essere raccolto attraverso il partenariato con altre nazioni, con il settore privato, con le istituzioni bancarie e per lo sviluppo, e con organismi specializzati.

Molti partner si sono espressi questa settimana a sostegno del NEPAD, incluso Josue Dione, Direttore della Commissione economica per l'Africa (ECA), che ha comunicato l'impegno dell'ECA a "lavorare con la FAO e altri partner per assistere l'iniziativa NEPAD nel settore agricolo e in tutte le altre aree."
Il Presidente della Nigeria Olusegun Obasanjo ha dichiarato: "Il NEPAD è un'iniziativa tutta africanaper risolvere i problemi endemici della povertà e dello sviluppo dell'Africa. Si tratta di un impegno di lunga durata e non di un rimedio temporaneo.

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