NOTIZIE DEL VERTICE

Trovare una base comune per la protezione delle risorse genetiche

La FAO e le organizzazioni non governative, anche se con strategie a volte diverse, condividono lo stesso entusiasmo verso le biodiversità in agricoltura

ROMA, 24 giugno 2002 -- Le persone impegnate nella lotta contro la fame hanno fatto continuamente la spola tra il Vertice mondiale sull'alimentazione: cinque anni dopo e il parallelo Forum ONG/CSO per la Sovranità alimentare, organizzato da associazioni di agricoltori e altre organizzazioni non governative. Come salvaguardare le risorse genetiche del pianeta? Ecco un argomento che ha suscitato ampi consensi e profonde divergenze.

La cooperazione rende possibile il trattato internazionale

Tutti i partecipanti hanno riconosciuto l'importanza del Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura, approvato l'anno scorso dopo anni di duro e tenace lavoro. "Il contributo delle ONG è stato importante durante i negoziati per il Trattato," ha detto David Cooper, del Servizio Sementi e Risorse fitogenetiche della FAO.

Pur mostrando soddisfazione, le ONG hanno espresso alcune riserve; nel Trattato, a loro parere, la lista delle colture protette non include importanti prodotti - come i semi di soia, i pomodori e le arachidi. Hanno inoltre manifestato preoccupazione sul rispetto dei diritti degli agricoltori, per garantire ai piccoli coltivatori, e non solo alle grosse società, i benefici delle diversità genetiche.

"Non è quello che avremmo scelto, ma è lo strumento migliore disponibile ed esortiamo tutti i paesi a firmare per la ratifica," ha affermato Luca Colombo, un coordinatore italiano di Greenpeace. Il Trattato entrerà in vigore dopo la ratifica di 40 paesi, che daranno vita a un ente deliberativo per le modalità di applicazione del trattato stesso. Ad oggi, 56 paesi hanno sottoscritto il trattato e 7 lo hanno ratificato.

Estendere la protezione alla zootecnia e alla pesca

Secondo le ONG, si sono create le condizioni per un analogo trattato sulla pesca e la zootecnia; un importante passo in avanti, a loro parere, è stata la significativa partecipazione dei pescatori e dei pastori in favore della protezione di queste risorse genetiche.

Pericoli per la diversità genetica

Al Forum delle ONG, le critiche più forti sono state rivolte contro gli organismi geneticamente modificati, ovvero gli OGM. Cathleen Kneen, che pratica l'agricoltura biologica nella Colombia britannica, Canada, ha espresso preoccupazione sulla "contaminazione con colture geneticamente modificate - sia attraverso il suolo che per gli incroci con colture vicine." Le ONG aggiungono che i prodotti tradizionali sono ad alto rischio di contaminazione da OGM - e che questa contaminazione è già avvenuta in numerosi casi. "Siamo per il divieto totale degli OGM," ha dichiarato Luca Colombo.

Molte buone varietà vegetali vengono prodotte con incroci tradizionali, ha detto Vandana Shiva, Research Foundations for Science, Technology and Ecology dell'India. "Perché spendere miliardi di dollari nell'ingegneria genetica?"

Le organizzazioni della società civile criticano anche l'aumento della privatizzazione delle sementi nel mondo. "La diversità si è sviluppata per centinaia di anni grazie al libero scambio di queste risorse genetiche tra popoli e continenti," ha affermato Patrick Mulvany, consulente politico dell'Intermediate Technology Development Group, un'organizzazione britannica che promuove l'uso di tecnologie su piccola scala per ridurre la povertà nei paesi in via di sviluppo. "Ma quando l'Organizzazione mondiale del commercio diventa mandataria della proprietà sui diritti intellettuali delle varietà vegetali, elimina il controllo degli agricoltori sulle loro stesse sementi."

Mantenere per le sementi i metodi antichi

Quando Bowon Adulsi Notimu, coltivatrice della provincia di Chiangmai, Thailandia, ha parlato dell'importanza delle sue sementi, era raggiante. "Le sementi sono la nostra cultura e la nostra vita" ha detto. "Sono il retaggio dei nostri antenati." Ma il suo entusiasmo è scomparso quando si è espressa sulle sementi modificate geneticamente. Non vuole chele compagnie transnazionali decidano quali sementi debba coltivare e, ha aggiunto, "Non comprendono il mio modo di vita."

Inoltre, ha i suoi metodi per conservare le risorse genetiche: usa un sistema di coltivazione a rotazione per le oltre 30 varietà di vegetali, riso ed erbe che possiede. "Mi spingono a coltivare un'unica coltura, e sempre quella," prosegue,"ma poi non avrei le varietà da scambiare con gli altri abitanti del mio villaggio."

Assicurare un mercato alle varietà tradizionali

Alcune varietà tradizionali rischiano la scomparsa a seguito della pressione dei mercati. Una ONG ha identificato tra i prodotti di piccoli coltivatori in Brasile 112 varietà di fagioli neri, ma si tratta solo di un primo passo nella lotta per proteggerli. Per la vendita ai grandi supermercati, i fagioli dovevano avere certe caratteristiche nella dimensione e nell'aspetto. "Così ci è venuta l'idea, come per il blended whisky, di mescolare fagioli di taglia grosso modo eguale e con pari tempi di cottura, e di metterli sul mercato con il nome Eco-Brazil," ha ricordato Jean Marc von Der Weid, della ONG Advice and Services for Agroecological Development Programmes.

"La sicurezza alimentare è stata garantita nel tempo attraverso la diversificazione di migliaia di varietà vegetali e di incroci animali," ha detto Patrick Mulvany. "Noi vogliamo vedere, adesso e nel futuro, un uso costante, sano e massiccio delle risorse genetiche."
Un contadino e suo figlio coltivano il riso in Cambogia

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