NOTIZIE DEL VERTICE

Contatto con la povertà rurale

La Banca Mondiale irrompe con decisione nello ''spazio rurale'', arrestando l'erosione dei finanziamenti per lo sviluppo rurale

ROMA, 1 luglio 2002 - Negli ultimi dieci anni, come molti altri donatori, la Banca Mondiale ha ridotto il suo impegno nello sviluppo rurale. La sua nuova Strategia per lo sviluppo rurale inverte la tendenza, ma richiede notevoli cambiamenti nelle modalità di approccio e nel comportamento dei donatori e dei paesi coinvolti.

Durante il Vertice mondiale sull'alimentazione: cinque anni dopo, Il Vicepresidente della Banca per lo sviluppo sostenibile, Ian Johnson, ha dichiarato a un pubblico attento e numeroso che la Banca si è resa conto che la povertà, tradizionalmente definita sulla base del reddito pro capite, significa anche mancanza di accesso ai servizi (come la sanità e l'istruzione) e mancanza di autorità. Questa mutata prospettiva aiuta a comprendere la nuova strategia, che verrà presentata quest'estate al Consiglio d'amministrazione della Banca.

David Forbes-Watt, che guida il Centro Investimenti della FAO, ha accolto favorevolmente questo orientamento. "E' un'idea brillante, molto dinamica e concreta," ha detto più tardi. Una più marcata attenzione verso lo sviluppo rurale è quanto mai tempestiva. "C'era stata una significativa riduzione dei finanziamenti per lo sviluppo rurale, ma ritengo che sia ormai riconosciuta la necessità di lavorare nell'ambiente rurale se si vuol combattere la povertà - perché è lì che vive la maggioranza dei poveri." Il Centro Investimenti, che si è adoperato fin dal 1964 per facilitare i finanziamenti per lo sviluppo rurale, lavora a stretto contatto con la Banca.

Durante la presentazione al Vertice di questa strategia, Kevin Cleaver, Direttore della Banca per lo sviluppo rurale, ha sottolineato i principali cambiamenti:
  • Prestare maggior ascolto alla voce della povertà rurale - progetti formulati sulla base delle richieste

  • Concentrarsi su tutta la società rurale e tutti i settori economici

  • Crescita ad ampio raggio - in agricoltura, agroindustria, iniziative non alimentari e servizi come la salute

  • Minori sovrapposizioni negli interventi.


Meno affamati ma ancora poveri
Dal 1970, ha dichiarato Kevin Cleaver, la produzione alimentare è stata superiore alla crescita demografica, e la percentuale della popolazione malnutrita è diminuita rispetto a quella totale; ma la povertà della popolazione rurale nei paesi a basso reddito è rimasta immutata. Per raggiungere gli obiettivi della Banca per la riduzione della povertà entro il 2015, questi paesi dovrebbero aumentare il prodotto interno lordo (PIL) del 3,5 percento annuo. A livello mondiale, il 24 percento del PIL è legato all'agricoltura e il contadino povero è costretto a cercare qualunque cosa che possa rendere più produttivo il settore agricolo in cui vive, come l'istruzione, l'acqua, la tecnologia (inclusa la biotecnologia) e i mercati.

Ma lo sviluppo rurale è stato trascurato - a causa dell'alto rischio di perdite, dei problemi ecologici e delle normative ambientali nei paesi in via di sviluppo. Tutto ciò frena la redditività dell'agricoltura, a cui si aggiungono i contributi dei paesi sviluppati ai propri produttori, che rendono non competitivi i prodotti dei paesi più poveri.

I cambiamenti delle modalità di approccio non modificano tutto ciò, afferma Kevin Cleaver: occorre modificare anche le normative. I sussidi agricoli nei paesi sviluppati, ad esempio, assommano a circa 300-350 miliardi di dollari. Nessuno ha quantificato esattamente il loro impatto sui paesi in via di sviluppo ma, a suo parere, i sussidi incidono all'incirca per 50 miliardi di dollari sul reddito agricolo, mentre l'aiuto allo sviluppo agricolo su tutto il pianeta ammonta soltanto a 8 miliardi di dollari. Quest'ultimo deve aumentare, e i sussidi devono diminuire, afferma Kevin Cleaver.

Altre riforme richieste dalla nuova strategia sono:
  • Maggiore attenzione verso l'Africa sub-sahariana

  • Maggiori aiuti al trasferimento delle tecnologie

  • Migliore coordinamento degli aiuti - nel passato, la competizione tra donatori ha provocato sovrapposizioni degli interventi, con equipaggiamenti e sistemi tra loro incompatibili.


Ma i paesi in via di sviluppo devono a loro volta:
  • Diminuire le tasse sugli input, come i fertilizzanti

  • Aprire nuovi mercati, creando ambienti favorevoli all'agroindustria

  • Investire di più nella ricerca, nella divulgazione e nelle infrastrutture rurali

  • Riconoscere una maggiore autonomia alle organizzazioni dei produttori, come le cooperative

  • Procedere alla riforma agraria.

Alla domanda se l'investimento debba dipendere dalla riforma delle strutture, Kevin Cleaver ha risposto che entrambe possono procedere simultaneamente.

Il documento strategico della Banca afferma: "Per ridurre la povertà rurale, la Banca deve intervenire sull'intero spazio rurale - cioè l'intera società rurale e tutti gli aspetti economici, anche non agricoli. Nel passato, l'approccio individuava molte tessere del puzzle, ma non riusciva a metterle insieme."

Ci si riuscirà questa volta? David Forbes-Watt è ottimista. "Anche se l'agricoltura rappresenta il principale riferimento, il documento abbraccia uno sviluppo rurale molto più ampio che nel passato."

Il nuovo viaggio della Banca nello spazio rurale sta per incominciare.
Anche se l'agricoltura è il punto centrale, la strategia della Banca Mondiale investe tutta la società rurale.

Anche se l'agricoltura è il punto centrale, la strategia della Banca Mondiale investe tutta la società rurale.

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