Roma, 24 maggio 2000 _ Secondo l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura, non è emersa, né nei paesi in via di sviluppo né in quelli sviluppati, la volontà d'impegnarsi a stanziare le risorse necessarie per arrivare all'estirpazione della fame in tutti i suoi aspetti. L'accusa è stata formulata in un documento* che sarà presentato alla 27a sessione del Comitato per la Sicurezza Alimentare Mondiale (CFS), che si riunirà nel Quartier Generale della FAO a Roma tra il 28 maggio e il 1° giugno.

Malgrado un forte consenso a livello mondiale sull'idea che l'obiettivo principale dello sviluppo debba essere l'eliminazione della povertà, e che l'impossibilità di accedere a un'alimentazione adeguata sia la più terribile tra tutte le manifestazioni della povertà, le questioni della sicurezza alimentare _ afferma la FAO _ sono state largamente trascurate in seno alle strategie di riduzione della povertà. È molto diffusa la tendenza a occuparsi della fame soltanto nelle situazioni d'emergenza che s'impongono all'attenzione; ma il grosso delle persone denutrite del pianeta si trova ad affrontare carenze alimentari tutti i giorni, e per tutta la vita.

«Il grande rischio è che il dibattito sulle strategie di riduzione della povertà continui, col risultato di rinviare il lancio anche delle iniziative più ovvie, mentre più di 800 milioni di esseri umani, in larga parte bambini, sono privati della possibilità di vivere una vita piena», dice la FAO. C'è anche il concreto pericolo che il successo stesso della rivoluzione agricola del Novecento e l'attuale generale adeguatezza delle disponibilità alimentari mondiali incoraggino una diffusa indifferenza verso la necessità di risolvere urgentemente il problema della fame cronica. Secondo la FAO, la liberazione dalla fame è una precondizione del successo degli sforzi volti ad alleviare la povertà, e anche di una crescita economica che poggi su una base sufficientemente ampia.

Secondo la FAO, le possibilità di raggiungere l'obiettivo fissato dal Vertice Mondiale sull'Alimentazione _ dimezzare il numero delle persone denutrite nel mondo entro il 2015 _ rimangono buone. Ma, si sostiene, ciò richiede che nel quadro delle strategie di riduzione della povertà l'estirpazione della fame diventi un obiettivo specifico e ad alta priorità, a livello sia nazionale che internazionale.

L'Organizzazione chiede alla comunità internazionale di riconoscere che l'intera specie umana gode del diritto al cibo nel contesto della legislazione internazionale sui diritti umani. E, dichiara, «Fintantoché ci sarà chi soffre la fame, ben pochi progressi saranno possibili sulla via del dimezzamento della povertà attraverso i processi della crescita economica».

«L'iniziativa deve venire dalle famiglie, dalle comunità e dai paesi in cui l'insicurezza alimentare è più grave, ma ai loro sforzi debbono corrispondere gli impegni di spesa della comunità internazionale; e le risorse in questione debbono essere fornite (a fondo perduto) attraverso canali bilaterali e multilaterali e le organizzazioni della società civile».

Il CFS preparerà il terreno per il Vertice, che vedrà nuovamente riuniti i Capi di Stato e di Governo per trovare il modo di raggiungere l'obiettivo fissato nel 1996 dal Vertice Mondiale sull'Alimentazione. Benché 186 paesi abbiano fatto proprio quest'obiettivo, dati recenti indicano che il numero degli affamati su scala mondiale diminuisce di soli 8 milioni di unità l'anno, e non dei 20 milioni di unità necessari per tagliare il traguardo.

Il CFS, un forum di discussione delle politiche per i paesi membri della FAO e delle Nazioni Unite, aggiungerà una giornata supplementare alla sua riunione annuale per esaminare tre documenti preparati dalla FAO per il Vertice Mondiale sull'Alimentazione: cinque anni dopo. Questi documenti _ «Promuovere la volontà politica di combattere la fame», «Mobilitare le risorse per combattere la fame» e «Le nuove sfide poste dal raggiungimento degli obiettivi fissati dal Vertice Mondiale sull'Alimentazione» _ analizzano i principali ostacoli al conseguimento dell'obiettivo del Vertice Mondiale sull'Alimentazione, e suggeriscono i modi atti a superarli.

Il Comitato esaminerà alcuni studi locali dai quali risulta che un'azione che si proponga, muovendo dalle comunità, di migliorare la produttività agricola su una base sostenibile può condurre a significativi incrementi di reddito, e a ridurre in misura sostanziale, o addirittura a eliminare l'insicurezza alimentare. Il CFS rivolgerà inoltre la sua attenzione alla situazione della sicurezza alimentare su scala mondiale e alle conseguenze che l'HIV/AIDS sta producendo sulle forze di lavoro nelle comunità rurali.

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*I tre documenti all'esame del CFS in vista dell'imminente Vertice Mondiale sull'Alimentazione: cinque anni dopo (5-9 novembre 2001) sono disponibili, insieme con tutti gli altri documenti del CSF discussi nella 27a Sessione, al seguente URL:

http://www.fao.org/unfao/bodies/cfs/cfs27/cfs2001-e.htm

Per ulteriori informazioni, siete pregati di contattare John Riddle, il funzionario addetto ai Rapporti con i Media (tel.: 0039-06-5705 3259; e-mail: john.riddle@fao.org).