FORUM SUL SETTORE PRIVATO

Gruppo Di Lavoro Sul Commercio Agricolo


RACCOMANDAZIONI

New York, 4 febbraio 2002

Il Gruppo di Lavoro sul commercio agricolo, creato nell'ambito del World Economic Forum, ha elaborato una serie di raccomandazioni concrete dirette all'attenzione dei dirigenti del settore commerciale e dello sviluppo internazionale, cosiccome ai ministri coinvolti nella nuova fase di negoziazioni del WTO sull'agricoltura, stabilita a Doha in occasione della quarta conferenza ministeriale.

Una riforma equa del commercio agricolo mondiale può dare un contributo sostanziale alla riduzione della povertà in quella parte del mondo che è in via di sviluppo. Tale riforma deve essere simultanea agli sforzi protesi verso la creazione di sistemi agricoli viabili e sostenibili nei paesi in via di sviluppo. Il Gruppo di Lavoro appoggia l'impegno di dimezzare la povertà assoluta e la fame entro il 2015, assunto dai leaders mondiali nel corso del Vertice del Millennio delle Nazioni Unite e nell'ambito Vertice Mondiale sull'Alimentazione del 1996, e ritiene che la riforma del commercio dovrebbe essere esplicitamente legata a questo obiettivo. Nel 2000, il sostegno complessivo dei paesi OCSE all'agricoltura è stato di 327 miliardi di dollari, gran parte del quale si considera che abbia un effetto di distorsione commerciale (1). L'allocazione di risorse a favore di appropriate politiche ed investimenti agricoli potrebbe alleviare in maniera significativa il dramma di 1200 milioni di persone al mondo che vivono con meno di 1 dollaro al giorno (2). Una particolare attenzione dovrebbe essere riservata ai seguenti principi fondamentali:

1. Equità nelle politiche commerciali

Politiche commerciali distorsive continuano ad essere molto estese e a condizionare negativamente i mercati agricoli globali. Il beneficio complessivo di una liberalizzazione globale del commercio agricolo dovrebbe ammontare approssimativamente a 250 miliardi di dollari entro il 2015, quasi 150 miliardi dei quali dovrebbero andare a beneficio dei Paesi in via di sviluppo (3). Sussidi all'export che distorcono il mercato, crediti alle esportazioni e pagamenti diretti, cosiccome restrizioni nell'accesso ai mercati (in special modo gli aumenti delle tariffe doganali ed i picchi tariffari) che si registrano nei paesi sviluppati, pongono limitazioni particolarmente dannose al potenziale di crescita economica dei paesi in via di sviluppo e dovrebbero pertanto essere eliminati. Procedendo in direzione di un sistema commerciale che sia finalmente più aperto, corretto ed equo, i paesi debbono tramutare in realtà le buone intenzioni espresse a Doha.

2. Rafforzamento dei produttori nei paesi in via di sviluppo

Miglioramenti significativi di produttività nella catena di produzione alimentare nei paesi in via di sviluppo saranno vitali affinché questi possano garantire la sicurezza alimentare ed incrementare la competitività nei mercati agricoli e di trasformazione alimentare, sia all'interno dei propri paesi sia all'estero. Si ritiene inoltre necessario un incremento cospicuo di investimenti pubblici e privati per rafforzare le competenze agricole nei paesi in via di sviluppo. Come evidenziato nella Dichiarazione di Doha, l'attuazione effettiva di programmi di formazione delle competenze nei paesi in via di sviluppo è essenziale. Gli investimenti dovrebbero essere diretti verso:
• la messa in atto di appropriate produzioni alimentari, capacità di trasformazione e tecnologie;
• educazione e formazione, particolarmente in settori tecnici quali l'agricoltura sostenibile, il controllo di qualità e l'imballaggio;
• lo sviluppo di infrastrutture necessarie, come i sistemi di distribuzione, di irrigazione e di comunicazione;
• lo sviluppo delle istituzioni, nella forma di centri di ricerca, enti di regolamentazione e di garanzia della sanità alimentare.

Al fine di sostenere adeguatamente i piccoli coltivatori e promuovere uno sviluppo rurale sostenibile, sarebbe inoltre necessario un sostegno internazionale ai governi dei paesi in via di sviluppo per un'attuazione di politiche volte ad una più equa distribuzione dei redditi, accesso al credito e riforma agraria. L'assistenza temporanea ed il sostegno ai paesi in via di sviluppo debbono legarsi a un processo di formazione delle competenze dal lato dell' offerta, al fine di mitigare gli incrementi dei costi alimentari, in particolare per i paesi a basso reddito importatori di alimenti.

3. Considerazioni di interesse sociale

Si dovrebbero realizzare politiche che incoraggino pratiche di produzione agricola sostenibili dal punto di vista ambientale. L'obiettivo è lo sviluppo - dinamico e di lungo periodo - di un sistema commerciale aperto, corretto ed equo, ma i paesi in via di sviluppo dovrebbero anche avere la flessibilità di sostenere e proteggere i produttori poveri di colture di base - con un basso reddito e risorse scarse - da una concorrenza travolgente che minacci il loro sostentamento ed eroda la loro sicurezza alimentare. La realizzazione di tali politiche non dovrebbe provocare danni significativi ad altri paesi.

Il commercio è un mezzo per conseguire un fine, non un fine in se stesso, e mettere fine alla fame ed alla povertà è forse la più grande sfida del ventunesimo secolo. Un sistema commerciale giusto, politiche internazionali e nazionali coerenti, e investimenti mirati sono tutti necessari se vogliamo che la terra sia in grado di nutrire l'umanità intera. Una riforma del commercio che persegua questo fine è allo stesso tempo possibile e di estrema priorità.

Spetta alle imprese, ai governi donatori e alle autorità locali, cosiccome alle agenzie non-governative, valutare le proprie attività ed impegnarsi in modo costruttivo nella riforma del commercio agricolo, cosiccome nel processo di formazione delle competenze basato sul partenariato, su obiettivi condivisi e sul rispetto reciproco. Se vogliamo migliorare lo stato del mondo, la riduzione della povertà è una responsabilità che tutti noi condividiamo egualmente.

Le seguenti organizzazioni hanno partecipato al processo di dialogo del Gruppo di Lavoro sul Commercio Agricolo e/o sostengono le raccomandazioni espresse in questo comunicato.
• ActionAid
• Agrolimen S.A.
• A. T. Kearney, Inc
• CAFOD (Catholic Agency for Overseas Development)
• CARE USA
• Cargill Incorporated
• Coca-Cola HBC
• Confederation of Indian Industry
• Consumers International
• Food and Agriculture Organization of the United Nations
• General Mills Inc
• Grocery Manufacturers of America
• Interbrew NV
• International Food Policy Research Institute
• Kraft Foods, Inc
• KWV Group Ltd
• Monsanto Company
• Nestlé SA
• OECD
• Overseas Development Institute (ODI)
• Royal Ahold
• Sadia SA
• Sara Lee Corporation
• Save the Children UK
• Tetra Laval Group
• The Coca-Cola Company
• The Tongaat-Hulett Group Limited
• The World Bank Group
• Triveni Engineering & Industries Ltd
• Unilever NV
• World Trade Organization (WTO)
• World Vision

1Agricultural Policies in OECD Countries, 2001, OECD, 2001.
2 Beyond Economic Growth, Banque mondiale, 2000.
3Global Economic Prospects and the Developing Countries 2002: Making Trade Work for the World's Poor, Banque mondiale, 2001

 

 

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