Formare la generazione #FameZero

Unità 2: Cambiamento climatico

The challenge

Se hai letto il nostro Libro di Attività "Il clima sta cambiando. l’alimentazione e l’agricoltura anche", ricorderai che il cambiamento climatico sta minacciando la salute del nostro pianeta. Il cambiamento climatico causa terribili calamità naturali che modificano il nostro pianeta e la vita di chi lo abita. Dopo un disastro naturale, infatti, molti devono migrare. Nel 2015, più di 19 milioni di persone sono sopravvissute a un disastro naturale – terremoto, alluvione, tifone… – e hanno dovuto cercare una nuova casa. Riuscirai di sicuro a immaginare che le persone che soffrono di più durante e dopo un disastro naturale sono gli agricoltori poveri, i pescatori e gli abitanti delle foreste.

Se queste persone fossero abbastanze fortunate da evitare un disastro naturale, potrebbero dover lasciare le loro case perché impossibilitate a coltivare i loro prodotti. Cambiamento climatico significa anche aumento delle temperature. Quando fa troppo caldo l’ambiente si modifica e dove una volta un agricoltore poteva coltivare i suoi prodotti, adesso le piantine si seccano e l’erba di cui si cibavano gli animali non cresce più. Il terreno fertile diventa arido e produce meno risorse. Le persone che lo lavoravano probabilmente diventeranno povere e soffriranno la fame perché non potranno più produrre cibo da mangiare o da vendere.

Cosa possiamo fare?

Il primo metodo per contrastare l’impatto dei cambiamenti climatici e dei disastri naturali è preparare le persone a fronteggiarli, quando possibile, e a proteggere le proprie terre.

La FAO istruisce gli agricoltori con la Climate-Smart Agriculture (CSA; Agricoltura intelligente dal punto di vista del clima). CSA infatti significa lavorare la terra e coltivarla in modo sostenibile. Che vuol dire? Rispettandola! Senza danneggiarla o privarla di sostanze nutritive preziose, e limitando la produzione dei gas responsabili dell’effetto serra. La CSA aiuta gli agricoltori a ottenere di più dal terreno, spesso usando persino meno acqua, con un doppio beneficio: si guadagna e ci si prepara a disastri come la siccità.

Ma la FAO non si ferma qui. Insegna agli agricoltori anche a usare sementi più resistenti alla siccità e alle malattie, ad allevare bestiame abituato alle alte temperature, a realizzare stagni a prova di tempesta e gabbie per i pesci, a piantare specie di alberi adatte al caldo. E quando i disastri naturali non possono essere prevenuti, la FAO aiuta gli agricoltori a rimettersi in sesto e a ritornare nelle loro case dopo poco, fornendo sementi e strumenti per ricominciare con coltivazioni nutrienti e facili da gestire. Insieme ai suoi partner, la FAO mette a punto sistemi di monitoraggio contro i disastri: si chiamano sistemi di allerta precoce e avvisano quando è il momento di prepararsi a una calamità naturale affinchè meno vite, denaro e risorse vadano perduti.