Combinare interventi di assistenza con azioni per lo sviluppo per affrontare al meglio le crisi umanitarie

Un’azione tempestiva grazie a fondi flessibili può permette agli agricoltori di produrre, riducendo i costi delle operazioni umanitarie

26 febbraio 2018, Riad, Arabia Saudita -  La comunità internazionale deve intervenire con maggiore rapidità nelle crisi umanitarie e in modo volto anche a sostenere gli agricoltori, i pastori, i pescatori e gli altri produttori colpiti dalle crisi, ha affermato oggi il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva.

"La comunità internazionale non è stata sufficientemente efficace nel rispondere alle crisi umanitarie. Per migliorare i risultati, dobbiamo combinare meglio l'assistenza umanitaria con le azioni di sviluppo sul terreno", ha affermato Graziano da Silva. "Per fare questo in modo efficace abbiamo bisogno di forme di finanziamento che incoraggino una più solida collaborazione tra partner del mondo umanitario e del mondo dello sviluppo".

Nel suo discorso al First International Humanitarian Forum che si tiene in questi giorni nella capitale Saudita, Graziano da Silva ha inoltre ribadito la necessità di forme di finanziamento più flessibili e prevedibili per fare fronte alle crisi.

Ha sottolineato che "anche nelle peggiori situazioni", la popolazione rurale può continuare a produrre cibo per le proprie famiglie e comunità, se sostenuta con aiuti tempestivi e appropriati.

"Uno rapporto FAO del 2017 sull'impatto del conflitto sull'agricoltura siriana, mostra che, nonostante sei anni di violenza, il 75 percento delle famiglie ha continuato a produrre il proprio cibo" ha ribadito Graziano da Silva.

Aiutare le comunità rurali a produrre il proprio cibo permette di evitare che la fame si trasformi in carestia e contribuisce a contenere i costi degli interventi umanitari, ha continuato il Direttore Generale.

Tuttavia, mentre i fondi richiesti per gli interventi umanitari sono quasi triplicati nel 2018, - passando da 8,5 miliardi a 22 miliardi di dollari - , il settore agricolo è stato una delle voci meno finanziate nell'Appello Umanitario delle Nazioni Unite del 2017. Questo nonostante l'evidenza dimostri che investire in agricoltura sia uno strumento fondamentale ed economicamente vantaggioso per affrontare le crisi.

Non possiamo permetterci di trascurare l'agricoltura

Circa 815 milioni di persone soffrono oggi la fame, in forme di diversa intensità, secondo l'ultimo rapporto ONU sulla Stato della Sicurezza alimentare nel mondo.

Fino all'80 percento delle persone a rischio di insicurezza alimentare acuta legano la propria sopravvivenza a diversi settori dell'agricoltura: coltivazione di cereali, pesca, allevamento, silvicoltura.

Quando le crisi scoppiano e la sicurezza alimentare è colpita, l'agricoltura e la produzione di cibo a livello locale non possono venire ignorate, "dobbiamo aiutare le persone a mantenere e a recuperare i propri mezzi di sussistenza" ha affermato Graziano da Silva.

Ha poi invitato la platea a riconsiderare l'importanza degli investimenti nella resilienza rurale: "investire in agricoltura non solo salva delle vite, e protegge i mezzi di sussistenza, ma mette le basi per il ritorno alla normalità e per costruire la resilienza".

L'azione precoce paga

Risposte rapide ad allerte preventive permettono agli interventi umanitari di avere un maggiore impatto sui mezzi di sussistenza rurali a rischio - e ciò richiede investire in azioni precoci o finanziamenti basati sulle previsioni, afferma il Direttore Generale della FAO.

Questa il motivo per cui la FAO nel 2016 ha stabilito un fondo per l'allerta preventiva e l'azione rapida che permette all'agenzia di intervenire rapidamente per mitigare l'impatto delle crisi sulle popolazioni vulnerabili, come i pastori del Corno d'Africa colpito dalla siccità. "Strumenti come l'Integrated Food Security Phase Classification (IPC) forniscono informazioni chiare sull'evolversi delle crisi alimentari. Dobbiamo agire in tempo e non quando ormai la crisi è stata dichiarata o sta per esserlo" ha affermato Graziano da Silva.

Un migliore coordinamento tra donatori e agenzie sul campo rimane una priorità per evitare duplicazioni e per colmare il gap tra mondo dello sviluppo e quello dell'azione umanitaria ha concluso Graziano da Silva.

Photo courtesy of the Forum
Il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva (4^ da sinistra) all' Humanitarian Forum di Riad.