Precipitazioni scarse e temperature alte mettono a rischio i raccolti in Africa meridionale

Allerta FAO: l’insicurezza alimentare tornerà a crescere

 27 febbraio 2018, Roma - Piogge scarse e temperature alte hanno causato stress idrico e influenzato negativamente la maturazione dei raccolti in diverse aree dell'Africa meridionale, ha avvertito oggi la FAO.
 
Anche se le scorte di cereali nella regione sono ampie, il periodo di clima secco e le piogge irregolari all'inizio della stagione lasciano presagire diverse criticità per il rendimento agricolo e potrebbero aggravare l'impatto del parassita del mais lafigma ( Spodoptera frugiperda).
 
Raccolti ridotti sono "previsti intensificare l'insicurezza alimentare nel 2018, aumentando il numero di persone che richiedono assistenza", riporta la nuova Allerta Speciale rilasciata dal Global Information and Early Warning System (GIEWS) della FAO.
 
 La produzione di mais ha raggiunto un livello record nel 2017 in Africa meridionale, uno sviluppo positivo dopo la drastica riduzione della produzione legata ad un El Niño insolitamente forte l'anno precedente. La produzione cerealicola nella sub-regione è prevista in calo a causa delle piogge irregolari, seguite a gennaio da una intensa siccità.  

L'allerta arriva a pochi giorni dall' intervento del Direttore Generale della FAO José graziano da Silva alla Conferenza della FAO per l'Africa, a Khartoum, durante il quale ha posto l'accento sull'importanza di rafforzare la resilienza delle comunità - soprattutto in Africa - per rendere "Fame Zero" una realtà.
 
 L'insicurezza alimentare tornerà a crescere
 
È probabile che il numero di persone sotto-alimentate nella subregione torni a crescere nel corso del 2018, invertendo in parte i notevoli progressi dell'anno scorso, avverte il rapporto GIEWS.
 
Nel 2016, il calo della produzione cerealicola legata a El Niño fece crescere in maniera consistente il numero di persone a rischio di insicurezza alimentare nella regione. In Malawi si stima che le persone colpite fossero colpito 6,7 milioni, mentre in Zimbabwe poco più che 4 milioni.  
 
La notevole ripresa della produzione cerealicola del 2017 nella sub-regione - che è arrivata a toccare livelli record - ha fatto calare il numero delle persone colpite da insicurezza alimentare fino al 90 percento, secondo le stime ufficiali.
 
Nel 2017 la produzione di mais nella sub-regione è aumentata del 43 percento rispetto alla media recente, arrivando a superare la domanda domestica per la prima volta in cinque anni, anche escludendo un esportatore tradizionale come il Sud Africa. Grazie a questo i paesi hanno potuto fare il pieno di scorte, le quali dovrebbero essere in grado di attutire almeno in parte il calo della produzione imminente. I prezzi locali di mais, attualmente in calo su base annua, riflettono il buono stato delle scorte.
 
 A livello domestico tuttavia, molti piccoli produttori e famiglie rurali stanno ancora riprendendosi dalle perdite causate dalla intensa siccità causata da El Niño, e rischiano di non farcela.  Questo soprattutto il caso di paesi dove i raccolti del 2017 sono stati scarsi, come nel Madagascar, o di paesi dove le condizioni meteorologiche sono state sfavorevoli come aree del Mozambico, le zone occidentali dell'Africa meridionale, il sud dello Zambia e del Malawi, lo Zimbabwe orientale e il Madagascar sud-occidentale.
 
 I trend delle precipitazioni hanno anche un notevole impatto sulla lafigma (Spodoptera frugiperda), un' infestazione invasiva che è stata segnalata in tutti paesi della regione, tranne il Lesotho e le Mauritius. Anche se le recenti piogge intense possono aver contribuito a rallentare la sua diffusione, le condizioni generalmente secche del clima possono favorirne l'espandersi con possibili effetti negativi sui raccolti. 

Photo: ©FAO/Amos Gumulira
Scorte di mais in Malawi.