La FAO continua a combattere la recrudescenza delle locuste in Africa orientale e nello Yemen nonostante gli ostacoli del COVID-19

Da gennaio 2020 nei paesi colpiti sono state formate 740 persone e trattati oltre 240.000 ettari di terra

9 aprile 2020, Roma - Continuano gli sforzi dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) per contenere la recrudescenza delle locuste in Africa orientale, nonostante le restrizioni alla circolazione del personale e delle attrezzature in seguito alla pandemia del COVID-19.

La recrudescenza delle locuste continua a essere allarmante, in particolare in Etiopia, Kenya e Somalia, dove si conferma una minaccia senza precedenti per la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza. Nei sei paesi dell'Africa orientale maggiormente colpiti o a rischio di locuste - Etiopia, Kenya, Somalia, Sud Sudan, Uganda e Tanzania - sono già esposte a insicurezza alimentare acuta circa 20 milioni di persone, a cui si aggiungono 15 milioni nello Yemen, anch'esso soggetto alle invasioni del parassita.

Secondo le previsioni, nei prossimi mesi le diffuse piogge del mese di marzo produrranno un notevole aumento del numero di locuste in Africa orientale, con nuovi sciami che dovrebbero spostarsi dal Kenya verso il Sud Sudan e l'Uganda. La situazione è inoltre preoccupante nella Repubblica Islamica dell'Iran e nello Yemen, dove è attesa una nuova generazione di locuste.

Le restrizioni alla circolazione del personale e delle attrezzature imposte dal COVID-19 hanno creato delle sfide, ma la FAO continua a lavorare con i governi nazionali, agricoltori e produttori agricoli per contenere l'epidemia.

"Non registriamo particolari rallentamenti: tutti i paesi colpiti che lavorano con la FAO considerano le infestazioni di locuste una priorità nazionale", ha affermato Cyril Ferrand, a capo del team di resilienza della FAO per l'Africa orientale. 

"Il lockdown sta diventando una realtà, ma le persone impegnate nella lotta contro la recrudescenza sono ancora in grado di svolgere operazioni di sorveglianza e monitoraggio aereo e terrestre".   

La FAO sta incrementando gli sforzi nazionali fornendo sostegno per il monitoraggio e l'irrorazione aerea e terrestre in 10 paesi colpiti. 

Finora in tutta la regione sono stati trattati oltre 240.000 ettari di terra con pesticidi chimici o biopesticidi e sono state formate 740 persone per svolgere operazioni di monitoraggio a terra. Il COVID-19 ha avuto però conseguenze sulla fornitura di irroratori e pesticidi.

"La sfida maggiore che ci troviamo ad affrontare al momento è la fornitura di pesticidi e stiamo subendo dei ritardi, in quanto il trasporto aereo globale è stato drasticamente ridotto", ha detto Ferrand.   

"La nostra priorità assoluta è quella di scongiurare l'esaurimento delle scorte di pesticidi in ogni paese. Sarebbe un disastro per le popolazioni rurali: i loro mezzi di sussistenza e la sicurezza alimentare dipendono dal successo della nostra attività di monitoraggio".

Dal momento che il COVID-19 limita la circolazione del personale sul campo, la FAO sta intensificando la raccolta di dati in remoto e la rete dei partner, della società civile, degli operatori del settore e delle organizzazioni locali, di fondamentale importanza per fornire informazioni da località remote, specialmente in Etiopia, Kenya, Somalia e Sud Sudan.

La FAO sta invitando tutti i paesi a usare eLocust3, un potente tablet dotato di un'app che registra e trasmette via satellite dati in tempo reale ai centri nazionali per il monitoraggio delle locuste e al Desert Locust Information Service (DLIS) presso la sede della FAO a Roma.

Dal 2015 sono stati distribuiti oltre 450 dispositivi a team in Africa settentrionale, nel Vicino Oriente e nel sud-est asiatico, e hanno consentito di trasmettere dati in tempo reale dal centro del deserto direttamente all'ufficio nazionale per il monitoraggio delle locuste e alla sede della FAO. Più di recente, la FAO ha realizzato una versione di eLocust3 che può essere utilizzata sugli smartphone e su un dispositivo GPS e ne amplifica l'uso e la copertura.

"Dobbiamo contare su una rete di partner sul campo per raccogliere dati di vitale importanza, in quanto non possiamo muoverci liberamente a causa del COVID-19", ha aggiunto Ferrand.

La locusta è considerata il parassita migratorio più micidiale del mondo e un solo sciame che copre un chilometro quadrato può essere composto da 80 milioni di esemplari. Secondo le stime della FAO, il numero di locuste potrebbe aumentare di altre 20 volte nel corso dell'imminente stagione delle piogge, a meno che non vengano intensificate le attività di monitoraggio.

La situazione attuale rappresenta una minaccia senza precedenti alla sicurezza alimentare e ai mezzi di sussistenza e potrebbe comportare ulteriori sofferenze, migrazioni e tensioni sociali.

Di recente la FAO ha portato a 153,2 milioni di dollari la sua richiesta per gli interventi contro le locuste e finora sono pervenuti o stati promessi 111,1 milioni di dollari. 

I finanziamenti sono arrivati da Belgio, Canada, Cina, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Arabia Saudita, Svezia e Svizzera, nonché dall'Autorità per l'agricoltura e la sicurezza alimentare di Abu Dhabi, dalla Banca africana di sviluppo, dal Fondo fiduciario di solidarietà per l'Africa, dalla Protezione Civile e Operazioni di Aiuto Umanitario Europee (ECHO), dall'Unione Europea, dalla Bill & Melinda Gates Foundation, dalla MasterCard Foundation, dal Dipartimento Britannico per lo Sviluppo Internazionale (DFIF), dal Fondo Centrale di Risposta all'Emergenza delle Nazioni Unite (CERF) e dall'USAID.

Il monitoraggio e le previsioni delle locuste fanno parte del mandato della FAO. Il Desert Locust Information Service (DLIS) è operativo da circa 50 anni. La consolidata presenza sul campo della FAO, la sua capacità di mettere in contatto le autorità di diversi paesi e le sue competenze nel gestire la crisi delle locuste ne fanno un attore chiave per rispondere a recrudescenze come quella che sta colpendo l'Africa orientale. 

Nota per i redattori: un comunicato video sugli sforzi della FAO per contenere la recrudescenza delle locuste in Kenya nonostante le restrizioni imposte dalla pandemia del COVID-19 è disponibile su FAO Media Vault all'indirizzo: http://tv.fao.org/

Photo: ©FAO/Sven Torfinn
Sciame di locuste del deserto nella contea di Isiolo in Kenya.