Il Fondo Mondiale per l'Ambiente finanzia programmi della FAO a favore di trenta paesi

Diversi paesi, dal Brasile allo Yemen, saranno supportati nei loro sforzi per tutelare la biodiversità, invertire il degrado del suolo, adattarsi al cambiamento climatico, salvaguardare i mari e promuovere sistemi alimentari sostenibili.

4 giugno 2020, Roma - Oggi l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) ha accolto con favore la decisione del Consiglio del Fondo Mondiale per l'Ambiente (GEF) di stanziare 176 milioni di dollari per 24 progetti rivolti al complesso rapporto tra agricoltura e ambiente. La decisione è stata presa nel corso della 58a riunione del Consiglio, la prima tenutasi in modalità virtuale. 

I progetti affrontano crisi ambientali globali che hanno un impatto sulla produttività e sulla sostenibilità dei sistemi agricoli sulla terra e sulle acque dei cinque continenti. Quattro progetti in Nicaragua, Guinea, Kenya e Uzbekistan faranno parte del programma Impact del GEF rivolto ai sistemi alimentari, allo sfruttamento delle terre e alle bonifiche. Gestito dalla Banca Mondiale, il programma mira a tutelare i servizi ecosistemici integrando i sistemi di produzione all'interno di quadri più ampi. Un progetto in Tanzania affiancherà il programma Impact del GEF Paesaggi Sostenibili nelle Zone Aride: gestito dalla FAO, è stato istituito nel 2019 per affrontare il degrado degli ecosistemi terrestri e delle zone aride.

Altri progetti sono incentrati sulla tutela delle acque internazionali e transfrontaliere. Uno di questi aiuterà il Brasile e l'Uruguay a gestire congiuntamente la grande Laguna Mirim, un vasto lago d'acqua dolce che ospita milioni di uccelli migratori, mentre un secondo progetto aiuterà la Cambogia e il Vietnam a monitorare e gestire le preziose falde acquifere nella regione del delta del Mekong. Questa parte di lavoro comprende la seconda fase del Common Oceans ABNJ Program, che mira a stabilire standard internazionali per la pesca sostenibile e a ridurre la pesca eccessiva degli stock di tonno e le catture accidentali fatte con pratiche non sostenibili: ABNJ sta per Areas Beyond National Jurisdiction (aree al di fuori della giurisdizione nazionale), che coprono quasi il 95% del volume dei mari del mondo.  

Quattro di questi progetti consentiranno alla FAO di sostenere i governi di nove paesi senza sbocco sul mare, piccoli stati insulari e paesi in via di sviluppo che devono affrontare sfide uniche a causa della loro conformazione geografica e delle particolari vulnerabilità sociali, economiche e ambientali.

"I progetti approvati sono stati concepiti per rafforzare i sistemi alimentari nazionali, offrendo al contempo benefici ambientali globali alle persone e al pianeta". Aiuteranno i piccoli agricoltori, i pescatori e i silvicoltori a diversificare i loro mezzi di sussistenza, rafforzando la loro resilienza al cambiamento climatico e ad altri gravi fattori di stress come il COVID-19", ha detto il Direttore Generale della FAO QU Dongyu. 

Tutti i progetti sono stati verificati dal punto di vista dell'impatto climatico e saranno realizzati e cofinanziati dai governi di Albania, Algeria, Brasile, Burkina Faso, Cambogia, Georgia, Guinea, Indonesia, Giordania, Kenya, Libano, Libia, Madagascar, Mauritania, Messico, Montenegro, Marocco, Nicaragua, Papua Nuova Guinea, Perù, Tanzania, Thailandia, Tunisia, Turchia, Tuvalu, Ucraina, Uruguay, Uzbekistan, Vietnam e Yemen. 

Da quando nel 2006 è diventata Agenzia del GEF, la FAO ha assistito più di 130 governi nella realizzazione di oltre 200 progetti con quasi un miliardo di dollari di finanziamenti del GEF. Ad oggi dei progetti FAO-GEF hanno beneficiato quasi cinque milioni di uomini e donne, creando oltre 350.000 posti di lavoro nelle comunità rurali, tutelando la biodiversità in circa 200 ecosistemi marini vulnerabili e salvando dall'estinzione circa 1.000 varietà di coltivazioni, specie e razze animali.

Photo: ©FAO//Marco Longari/FAO
Ad oggi dei progetti FAO-GEF hanno beneficiato quasi cinque milioni di uomini e donne, creando oltre 350.000 posti di lavoro nelle comunità rurali, tutelando la biodiversità in circa 200 ecosistemi marini vulnerabili.