Somalia: “2,65 milioni di persone destinate a soffrire di fame acuta” - L’appello a intensificare la risposta di emergenza

Il rapporto FSNAU-FEWS NET evidenzia una situazione diffusa di insicurezza alimentare e nutrizionale conseguente a varie minacce

17 febbraio 2021, Mogadiscio - Stando all'ultima valutazione tecnica congiunta pubblicata dal Gruppo di valutazione della sicurezza alimentare e della nutrizione (FSNAU) dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) e dalla Rete dei sistemi di allarme rapido contro la fame (FEWS NET), si calcola che in Somalia oltre 2,6 milioni di persone verseranno in condizioni di insicurezza alimentare estrema. Tra i principali fattori che contribuiscono a questa situazione il rapporto menziona la scarsità di piogge, le inondazioni e le invasioni di locuste del deserto, precisando che, senza uno spiegamento di aiuti umanitari continuativo e su vasta scala, il quadro potrebbe aggravarsi da qui a metà 2021.

La FAO e il governo somalo hanno evidenziato la necessità di intensificare urgentemente gli aiuti a sostegno delle attività di controllo e sorveglianza delle locuste del deserto, nonché di fornire assistenza di emergenza rapida nei mesi a venire.

"Nonostante i relativi progressi compiuti, una nuova invasione di cavallette ha distrutto i raccolti. Continueremo a fare fronte comune contro la minaccia posta dalle locuste del deserto al fine di ridurre le probabilità di esiti ancor più devastanti," ha dichiarato Said Hussein Iid, Ministro somalo dell'Agricoltura e dell'irrigazione.

Il rapporto rivela che le locuste del deserto continueranno a rappresentare una potenziale fonte di gravi danni sia ai pascoli sia ai raccolti fino a metà 2021. I dati previsionali disponibili, inoltre, indicano un'accresciuta probabilità di precipitazioni al di sotto della media nel corso della stagione Gu (aprile-giugno) 2021 un po' ovunque nel paese, il che finirà per esacerbare ulteriormente lo stato di insicurezza alimentare e nutrizionale per milioni di persone.

"Grazie all'appoggio del governo, i nostri gruppi di lavoro e i nostri partner hanno mantenuto attive le operazioni di controllo e sorveglianza, venendo inoltre in aiuto alla popolazione con interventi di assistenza umanitaria e sostegno alla sussistenza cruciali in circostanze particolarmente difficili. Ampliare la risposta di emergenza è un progetto indispensabile, che è già stato avviato e che mira a promuovere le azioni che possono ridurre le disuguaglianze nel consumo di alimenti, salvare vite umane e proteggere e preservare i mezzi di sussistenza," ha spiegato Etienne Peterschmitt, Rappresentante della FAO in Somalia.

Gli aiuti erogati tra luglio e dicembre 2020 hanno raggiunto in media oltre 1,8 milioni di persone al mese in alcune zone della Somalia. Si tratta di un intervento umanitario e di sostegno al governo di vaste dimensioni, che ha contribuito a ridimensionare l'enormità della crisi; adesso sono necessari urgenti finanziamenti per moltiplicare le iniziative volte a contenere le nuove minacce alla sicurezza alimentare con cui il paese è attualmente alle prese.

Destinato ad aggravarsi il quadro di insicurezza alimentare

Sono all'incirca 1,6 milioni le persone esposte a una situazione di Crisi (fase 3 dell'IPC) o a uno scenario persino peggiore, e ciò nonostante gli aiuti umanitari pianificati nel primo trimestre del 2021. Altri 2,5 milioni di individui sono in fase di Stress (fase 2 dell'IPC), il che porta a 4,1 milioni il numero complessivo di persone colpite da insicurezza alimentare acuta. Tra queste vi sono anche circa 840 000 bambini di età inferiore ai cinque anni presumibilmente affetti da malnutrizione acuta, di cui quasi 143 000 con una forma grave di malnutrizione.

Secondo il rapporto FSNAU-FEWS NET, tra aprile e giugno 2021 l'insicurezza alimentare andrà inasprendosi, perlopiù tra le fasce povere della popolazione urbana e rurale, nonché tra gli sfollati, a causa di una moltitudine di minacce e situazioni di crisi. Per evitare che quasi 2,7 milioni di individui scivolino in una fase di Crisi (fase 3 dell'IPC) o di Emergenza (fase 4 dell'IPC) è indispensabile garantire aiuti umanitari in maniera continuativa fino a metà 2021.

"Alle crisi che storicamente affliggono la Somalia si aggiunge oggi la ‘tripla minaccia' posta dalla pandemia COVID-19, dalle infestazioni di locuste del deserto e dagli shock climatici," riferisce il Vice‑rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, Adam Abdelmoula, che presta servizio anche come Coordinatore residente e Coordinatore degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite per la Somalia. "Dobbiamo continuare a collaborare con tutti i partner nel settore umanitario per garantire che i cittadini somali più vulnerabili siano in grado di far fronte alle difficoltà e reagiscano agli shock futuri con maggiore resilienza. Faccio appello a tutti i partner affinché intraprendano un percorso di iniziative condivise nel settore umanitario, dello sviluppo e della costruzione della pace, agendo sulle cause profonde di queste crisi e creando soluzioni durevoli che non lascino indietro nessuno," ha aggiunto.

Photo: ©FAO/Isak Amin/Arete/FAO
Una donna riceve utensili per prendersi cura del suo bestiame nell’ambito dell’iniziativa di sostegno ai mezzi di sussistenza lanciata dalla FAO in favore delle famiglie vulnerabili. Distretto di Baki, Somalia.