Giornata internazionale della donna: secondo le agenzie ONU per l’alimentazione, l’emancipazione femminile è fondamentale per garantire la sicurezza alimentare sostenibile dopo la pandemia COVID-19

L’evento FAO-IFAD-WFP punterà i riflettori sulle iniziative di leadership femminile per ricostruire un mondo migliore sulle macerie della pandemia

Roma, 6 marzo 2021 - Fame e carestia sono destinate a durare e la ripresa dagli effetti della pandemia COVID‑19 sarà irregolare e iniqua, a meno che un maggior numero di donne nelle zone rurali e urbane non assuma posizioni di vertice e sia investito di un maggior potere decisionale. Ne sono convinti i responsabili delle agenzie delle Nazioni Unite per l'alimentazione a pochi giorni dalla celebrazione congiunta della Giornata internazionale della donna in programma l'8 marzo.

L'evento, predisposto di concerto dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), dal Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD) e dal Programma alimentare mondiale (WFP), orienterà l'attenzione della comunità internazionale sul ruolo fondamentale che le donne emancipate - agricoltrici, imprenditrici e dirigenti - devono svolgere affinché altre donne possano contribuire su base paritaria alla ripresa dalla pandemia COVID-19 e alla creazione di un contesto adeguato per eliminare la povertà, incrementare la produttività e migliorare la sicurezza alimentare e la nutrizione.

"Nel mondo vi sono più di 1,1 miliardi di ragazze di età inferiore ai 18 anni che hanno le potenzialità per diventare la più nutrita generazione di leader femminili, imprenditrici e promotrici attive del cambiamento per un futuro migliore. Nonostante ciò, donne e ragazze continuano a subire restrizioni dovute a vincoli strutturali di carattere permanente, che impediscono loro di sviluppare pienamente il proprio potenziale e ne frenano le aspirazioni a vivere una vita migliore per sé e per le proprie famiglie e comunità," ha dichiarato il Direttore Generale della FAO, QU Dongyu. "Le donne di qualsiasi età possono giocare un ruolo cardine nella risposta alla pandemia COVID-19 e, in particolare, nella trasformazione dei nostri sistemi agroalimentari. Dobbiamo unire le forze per innescare i cambiamenti necessari a realizzare l'emancipazione di donne e ragazze, soprattutto nelle zone rurali," ha aggiunto.

"È essenziale che le donne non soltanto ricoprano un maggior numero di posizioni dirigenziali, ma che siano consultate e ascoltate, nonché integrate in tutte le sfere e gli stadi della risposta alla pandemia e della relativa ripresa," ha precisato Gilbert F. Houngbo, Presidente dell'IFAD. "Investire nella leadership delle donne rurali e coinvolgerle maggiormente nella creazione di un futuro nel dopo emergenza COVID-19 è fondamentale per avere la certezza che le loro prospettive ed esigenze siano prese in debita considerazione; in questo modo, avremo la possibilità di ricostruire sistemi alimentari migliori, capaci di garantire un accesso equo a un'alimentazione nutriente e a condizioni di vita dignitose."

"Metà della nostra comunità globale è costituita da donne e ragazze. È venuto il momento che questa realtà trovi riscontro nelle posizioni di vertice a qualsiasi livello," ha ribadito David Beasley, Direttore esecutivo del WFP. "Grazie alle attività che abbiamo svolto ovunque nel mondo sappiamo che quando le donne e le ragazze hanno migliore accesso alle informazioni, alle risorse e alle opportunità economiche e possono decidere in piena libertà, la percentuale di persone che soffre la fame diminuisce e la nutrizione migliora, non soltanto a livello di singoli individui ma anche di famiglie, comunità e nazioni."

La leadership femminile è particolarmente importante nelle zone rurali dei paesi in via di sviluppo, dove vivono 1,7 miliardi di donne e ragazze la cui voce è spesso ignorata. Nell'Asia meridionale e nell'Africa subsahariana il 60 percento delle donne lavora nel settore agricolo. Rispetto agli uomini, tuttavia, le donne hanno meno accesso a risorse e servizi, tra cui terre, finanziamenti, formazione, fattori di produzione e macchinari. Oltre al lavoro agricolo, le donne si sobbarcano l'onere delle faccende domestiche e della cura della famiglia, un impegno che si è intensificato durante la pandemia COVID‑19. Allo stesso tempo, le donne sono i soggetti che accusano maggiormente l'impatto sociale ed economico della pandemia COVID-19, anche in termini di perdita di mezzi di sussistenza e contrazione del reddito personale.

Garantire che la voce delle donne sia ascoltata non è soltanto una questione di parità di genere. Le donne che ricoprono posizioni di vertice possono aiutare altre donne ad avere maggiore accesso e controllo sulle risorse e sui fattori di produzione, e quindi possono incrementarne la produttività e il reddito, un risultato questo che comporta sicurezza alimentare e un aumento delle opportunità di occupazione e dei salari reali per questa fetta della popolazione.

È dimostrato che, se avessero il medesimo accesso alle risorse produttive degli uomini, le donne agricoltrici potrebbero aumentare il rendimento dei raccolti del 20 fino al 30 percento, con un conseguente incremento della produzione agricola totale del 2,5-4 percento, concorrendo così a liberare dalla morsa della fame un numero compreso tra 100 e 150 milioni di persone.

La FAO si adopera per potenziare il coinvolgimento e la leadership delle donne rurali all'interno dei sistemi agroalimentari. La FAO inoltre collabora con le organizzazioni degli agricoltori per garantire che la voce delle donne rurali sia ascoltata e promuove approcci trasformativi in termini di genere per contrastare le norme socioculturali discriminatorie nelle comunità rurali. A ciò va aggiunto il sostegno che la FAO offre ai governi affinché adottino politiche e strategie che rispondano alle esigenze e alle aspirazioni delle donne e delle ragazze residenti nelle zone rurali, consentendo loro di partecipare ai processi decisionali e a ricoprire posizioni dirigenziali. Perché ciò avvenga, occorre, tra l'altro, sviluppare le abilità di leadership delle donne e rafforzarne l'autostima nonché promuovere azioni miranti ad accrescere la consapevolezza di genere in seno alle istituzioni nazionali e locali. La FAO ha creato al proprio interno un Comitato delle donne quale spazio sicuro e inclusivo che rispecchi la natura varia ed energica della componente femminile del personale dell'Organizzazione. Ha infine introdotto incentivi per offrire nuove prospettive di carriera per il personale femminile, anche con il proponimento di raggiungere la parità di genere a tutti i livelli e in tutte le categorie professionali.

Nel 2009 l'IFAD ha adottato un approccio denominato "metodologie del focolare domestico", il cui obiettivo è rafforzare un ruolo paritario e le capacità decisionali delle donne all'interno del nucleo familiare, dei gruppi e delle comunità. I dati raccolti in Uganda, Ruanda, Kirghizistan e altri paesi mostrano che le donne che partecipano al programma successivamente assumono ruoli dirigenziali all'interno delle proprie organizzazioni e comunità, ed esercitano il diritto ad avere maggior voce in capitolo anche nelle decisioni familiari. Il risultato è un incremento della produttività agricola.

La sicurezza alimentare e le disparità di genere sono fenomeni strettamente correlati a situazioni di svantaggio a partire dall'infanzia. In molti paesi le bambine hanno un'infanzia estremamente diversa dai loro coetanei maschi: i bambini mangiano per primi, ricevono più cibo delle loro sorelle, hanno meno responsabilità nel lavoro domestico e si sposano in età più avanzata. Nel caso delle bambine, non sono i compiti di scuola ma il matrimonio a dominare la scena negli anni dell'infanzia. Le iniziative del WFP volte a promuovere la parità di genere iniziano quindi a partire dalla scuola, con interventi di sostegno o di attuazione di programmi di mensa scolastica in oltre 70 paesi, che contribuiscono ad aumentare la frequenza scolastica delle ragazze. Queste azioni consentono di accrescere l'accesso delle bambine all'istruzione, ridurre il rischio di matrimoni precoci e altre forme di violenza di genere e garantire migliori condizioni di vita e opportunità di leadership per le giovani donne.

Nota agli editori

Lunedì 8 marzo, dalle 14:30 alle 16:00 CET sarà trasmesso via web l'evento Una leadership femminile in un mondo stravolto dalla pandemia COVID-19 per un futuro migliore. Per registrarsi cliccare qui.
Asel Kuttubaeva, esperta in questioni di emancipazione economica delle donne rurali in Kirghizistan, Kehkashan Basu, giovane ambientalista canadese e Rea Abada Chiongson, esperta sui temi di genere e giustizia, sono alcune delle relatrici che parteciperanno all'evento per capire in che modo le donne in posizioni di vertice possono sfruttare le proprie esperienze, prospettive e capacità per garantire una risposta e una ripresa dalla pandemia eque e sostenibili.

Photo: ©FAO/Jon Spaull / FAO
La leadership femminile è particolarmente importante nelle zone rurali dei paesi in via di sviluppo, dove vivono 1,7 miliardi di donne e ragazze la cui voce è spesso ignorata.