La “Rome Call for Artificial Intelligence Ethics” attira l'interesse della comunità internazionale

L’impresa congiunta sull’intelligenza artificiale di Vaticano, FAO, IBM e Microsoft è menzionata tra i 5 principali eventi al mondo in questo settore

22 aprile 2021, Roma - L'intelligenza artificiale (AI) è un settore in forte sviluppo, che attira cospicui investimenti e che ha già permesso di raggiungere risultati di importanza strategica in ambiti quali la scoperta di farmaci, la sintesi chimica e molecolare, i sistemi di visione artificiale e i modelli di linguaggio. Si tratta di un settore promettente anche nel campo dei sistemi agroalimentari, dove fungerà da catalizzatore di interventi di portata rivoluzionaria, al punto che l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) se ne sta già avvalendo e ne sta indagando le possibili espansioni nel più lungo termine.

Nelle parole del Direttore Generale della FAO, QU Dongyu, l'intelligenza artificiale "può avere un impatto positivo enorme e rendere l'agricoltura più produttiva e sostenibile", ma occorrerà avere l'accortezza di evitare che emergano sfide e rischi indesiderati sotto il profilo economico, sociale ed etico.

Qu ha rilasciato tali dichiarazioni all'inizio del 2020, quando la FAO è stata, insieme a IBM e Microsoft, tra i primissimi firmatari della Rome Call for Artificial Intelligence Ethics, una carta etica per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale proposta dalla Pontificia Accademia per la Vita per promuovere un senso di responsabilità tra le organizzazioni, i governi, le istituzioni e il settore privato affinché concorrano a creare un futuro in cui le innovazioni in ambito digitale e il progresso tecnologico siano posti al "servizio del genio e della creatività umani e non comportino una loro progressiva sostituzione".

L'iniziativa è stata uno dei cinque più importanti eventi mediatici del 2020 sul tema dell'uso etico delle tecnologie di AI, una questione che sta rapidamente acquistando rilievo, stando a quanto si legge nell'AI Index Report, il documento di sintesi sullo stato dell'intelligenza artificiale pubblicato dall'Institute for Human-Centered AI (HAI) della Stanford University.

La costruttiva proposta avanzata dalla Santa Sede, dalla FAO e dagli altri cofirmatari del documento ha richiamato l'attenzione su un settore in cui non si può dire manchino le tematiche di interesse collettivo: si pensi, per esempio, ai timori concernenti il riconoscimento facciale e alla possibilità che modelli di linguaggio e algoritmi possano essere usati a scopo persuasivo.

Se, da un lato, l'uso dell'AI per ottimizzare i sistemi agroalimentari può concorrere ad alleviare la fame, il che rappresenta evidentemente un obiettivo etico, al punto che la FAO si sta già avvalendo di applicazioni dell'AI per migliorare il monitoraggio delle foreste e contrastare i parassiti delle colture nei paesi vulnerabili, dall'altro lato non si deve dimenticare che il metodo è fondamentale. Come ha fatto presente Qu, "[è] necessario assicurare che gli strumenti dell'AI siano concepiti, sviluppati e utilizzati in maniera coerente con i principi universali da cui discende la nostra concezione dei diritti umani."

Uno sguardo al futuro

Secondo il rapporto AI Index report, i dati relativi a come la questione etica nell'AI sia affrontata dalle università e dalle società private sono ancora limitati, ma a partire dal 2015 le pubblicazioni al riguardo sono proliferate e tali tematiche sono sempre più oggetto di discussione nell'ambito di importanti conferenze del settore industriale e accademico, in occasione delle quali viene spesso chiesto ai ricercatori di rilasciare dichiarazioni sulle conseguenze più ampie del loro lavoro.

La FAO si trova in una condizione ottimale per fornire un contributo significativo, sostenuta com'è dal suo mandato fondamentale di porre fine alla fame, dall'esperienza maturata nell'aiutare i piccoli produttori nei paesi in via di sviluppo a basso reddito ad accedere ai vantaggi di soluzioni di alta tecnologia nonché dal suo status di organizzazione multilaterale e dalla sua competenza in ambito normativo. Sono stati proprio questi fattori a indurre i Membri ad affidare all'Organizzazione il compito di ospitare la nuova Piattaforma internazionale per un'alimentazione e un'agricoltura digitali, un forum multilaterale inclusivo con il compito di individuare e discutere i potenziali rischi e benefici della digitalizzazione per i settori agricolo e alimentare.

La piattaforma può aiutare i paesi a integrare le istanze del sistema agroalimentare nelle proprie strategie nazionali in materia di AI.

L'intelligenza artificiale e le tecniche di apprendimento automatico sono presenti in prodotti della FAO quali il portale WaPOR, che monitora la produttività dell'acqua per usi agricoli in Africa e nel Medio Oriente e che fornisce resoconti al riguardo, il Sistema di indice di stress agricolo (ASIS), che passa al setaccio dati satellitari per rilevare segni emergenti di siccità, il sistema SEPAL, che registra variazioni di piccola scala nelle foreste che possono rivelare la presenza di incendi boschivi o di attività di disboscamento illegali o incendi dolosi, il piano iSharkFin, che consente agli ispettori portuali e ai pescatori di identificare le specie di squali grazie alla fotografia di una pinna, nonché l'efficace applicazione FAMEWS, che permette agli agricoltori di scoprire tempestivamente i danni prodotti dalla Lafigma.

Photo: ©FAO/Alessandra Benedetti
Nelle parole del Direttore Generale della FAO, QU Dongyu, l'intelligenza artificiale "può avere un impatto positivo enorme e rendere l'agricoltura più produttiva e sostenibile", ma occorrerà avere l'accortezza di evitare che emergano sfide e rischi indesiderati sotto il profilo economico, sociale ed etico.