I prezzi mondiali dei prodotti alimentari tornano a salire ad agosto

Zucchero, frumento e olio di palma spingono al rialzo l’indice FAO dei prezzi dei prodotti alimentari

Roma, 2 settembre 2021 - Oggi, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura rende noto che i prezzi mondiali dei prodotti alimentari hanno subito una brusca impennata ad agosto, dopo due mesi consecutivi di ribasso, spinti al rialzo dagli ingenti guadagni generati dalle quotazioni internazionali di zucchero, frumento e oli vegetali.

L'indice FAO dei prezzi dei prodotti alimentari ha fatto segnare, in media, 127,4 punti ad agosto; un rialzo del 3,1% rispetto a luglio e del 32,9% rispetto allo stesso mese nel 2020. L'indice traccia i cambiamenti mensili dei prezzi internazionali dei prodotti alimentari maggiormente commercializzati.

L'indice FAO del prezzo dello zucchero ha subito un rialzo del 9,6% rispetto a luglio, spinto dai timori legati ai danni causati ai raccolti dalle gelate in Brasile, maggior paese esportatore mondiale di zucchero. L'aumento è stato attenuato dalle buone prospettive di produzione in India e nell'Unione europea, nonché da un calo dei prezzi del petrolio greggio e dal deprezzamento della valuta brasiliana, il real.

L'indice FAO dei prezzi degli oli vegetali è aumentato del 6,7% ad agosto; i prezzi internazionali dell'olio di palma sono tornati agli alti valori di un tempo, a causa del protrarsi dei timori di una produzione al di sotto del suo potenziale e dai conseguenti ritiri di scorte in Malaysia. In rialzo anche le quotazioni dell'olio di colza e dell'olio di semi di girasole.

L'indice FAO dei prezzi dei cereali ha registrato un aumento medio del 3,4% ad agosto rispetto a luglio. I prezzi mondiali del frumento hanno subito un'impennata dell'8,8% a causa delle aspettative inferiori di produzione in molti dei principali paesi esportatori. I prezzi del mais, invece, sono scesi dello 0,9% grazie alle prospettive positive di produzione in Argentina, Unione europea e Ucraina, che hanno compensato le previsioni di produzione meno incoraggianti in Brasile e negli Stati Uniti d'America. I prezzi internazionali del riso hanno continuato la loro traiettoria verso il basso.

L'indice FAO dei prezzi della carne è salito leggermente ad agosto, sia per i forti acquisti della Cina, che hanno sostenuto i prezzi delle carni ovine e bovine, sia per la robusta domanda di importazione dall'Asia orientale e dal Medio Oriente, che ha sostenuto i prezzi della carne avicola. I prezzi della carne suina, invece, sono scesi, a causa del continuo calo degli acquisti in Cina e della debole domanda interna in Europa.

L'indice FAO dei prezzi dei prodotti caseari è in lieve calo da luglio, dato che le quotazioni internazionali del latte in polvere hanno subito un calo, in un contesto di ridotta domanda globale di importazione e di disponibilità di esportazione in aumento stagionale in Oceania; due fattori che hanno più che compensato l'aumento dei prezzi di burro e formaggio.

Scorte cerealicole mondiali ancora adeguate, malgrado le prospettive inferiori di produzione

Si prevede che la produzione cerealicola mondiale raggiungerà nel 2021 i 2.788 milioni di tonnellate. Un aumento dello 0,7% rispetto al 2020, ma al di sotto delle aspettative di luglio, secondo l'ultimo Bollettino FAO sull'offerta e la domanda dei cereali pubblicato oggi.

Al momento, si prevede una produzione mondiale di frumento in calo dello 0,7%, a 769,5 milioni di tonnellate quest'anno, essenzialmente a causa delle conseguenze negative della siccità in Nord America, nonché delle avverse condizioni meteo in Kazakistan e nella Federazione russa.

La produzione mondiale di cereali secondari è prevista in aumento dell'1,3% nel 2021, a 1.499 milioni di tonnellate, pur ipotizzando un calo della produzione in Brasile. La produzione mondiale di riso è stimata in aumento dello 0,9% su base annua, fino a raggiungere il dato record di sempre di 519 milioni di tonnellate, sostenuto dall'eccezionale produttività registrata in Vietnam.

Al momento, la FAO prevede che il consumo mondiale di cereali aumenterà dell'1,4% nel 2021/22, a 2.809 milioni di tonnellate, rispetto all'anno di riferimento precedente, sostenuto sia dal consumo umano che dai mangimi, entrambi in forte crescita. La previsione di luglio relativa alle scorte mondiali di cereali per la fine delle stagioni nel 2022 è stata abbassata a 809 milioni di tonnellate, un calo dello 0,9% rispetto alle stime iniziali. Le scorte mondiali di riso sono sulla buona strada per raggiungere il loro secondo massimo record. Si prevede, invece, che la scarsa piovosità ridurrà le scorte di frumento: le scorte finali negli Stati Uniti d'America continueranno una discesa che dura da otto anni, mentre il Canada farà registrare il livello più basso degli ultimi 40 anni. Complessivamente, il rapporto tra scorte e consumo di cereali è previsto al 28,1%, in calo rispetto al 29,9% del 2021/22, "ma indice di forniture relativamente rassicuranti da un punto di vista storico", precisa la FAO.

Il commercio mondiale dei cereali è previsto in discesa nel 2021/22, con una contrazione dell'1,3% a 466 milioni di tonnellate: i cali stimati riguardanti frumento e cereali secondari supereranno gli aumenti previsti nel commercio mondiale del riso.

Photo: ©FAO/Anatolii Stepanov
Raccolta di grano in Ucraina.