Approccio One Health e necessità di una maggiore collaborazione per prevenire e contrastare la pandemia

Nella veste di attuale presidente dell’Alleanza tripartita (FAO, OIE e OMS) per One Health, QU Dongyu ha esortato i paesi del G20 ad accelerare l’azione coordinata contro il COVID-19 in occasione della riunione dei Ministri della Salute a Roma

Roma, 5 settembre 2021 - Il mondo ha l'occasione di rafforzare i metodi collettivi e collaborativi per prevenire pandemie future attraverso un approccio "One Health" (Una Salute) universale e inclusivo, ha affermato oggi QU Dongyu, Direttore Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), nel corso della riunione dei Ministri della Salute del G20 tenutasi a Roma.

Un'azione coordinata ed efficace contro il COVID-19 comporta una maggiore collaborazione transfrontaliera, intersettoriale e interdisciplinare, ha sottolineato Qu all'apertura della riunione di due giorni.

Qu ha apprezzato gli sforzi compiuti dalla Presidenza del G20 (attualmente esercitata dall'Italia) "per trovare soluzioni nuove, realistiche e pragmatiche nei settori della sanità e dei sistemi agroalimentari, al fine di conseguire sia gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) che l'obiettivo Fame Zero entro il 2030."

Il Direttore Generale ha parlato sia per conto della FAO che come Presidente dell'Alleanza tripartita per One Health, un consorzio che include anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l'Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (OIE). L'Alleanza invoca azioni che riconoscano come la salute dell'uomo sia legata alla salute degli animali e dell'ambiente - l'Approccio One Health.

Qu ha osservato come la Tripartita consideri universalità, legittimità, inclusività, coerenza e responsabilità i cinque principi fondamentali per investimenti e azioni di governo più forti e più sostenibili, al fine di migliorare le capacità di preparazione e di reazione contro la pandemia.

"Ci troviamo a una svolta storica per avviare le azioni che serviranno per prevenire pandemie future", ha precisato Qu, puntando sia a ottenere maggior consenso e sostegno da parte del G20 - i cui membri rappresentano i due terzi della popolazione mondiale e l'85% dell'attività economica a valore aggiunto (PIL) - sia a ribadire l'urgente bisogno di maggiori investimenti, soprattutto a livello nazionale. La Tripartita, ha aggiunto, dispone di proposte su come finanziare gli obiettivi One Health in modo rapido; proposte che possono rappresentare un contributo per la riunione congiunta dei Ministri della Salute e delle Finanze del G20 che si terrà a ottobre 2021.

Un approccio coerente

Il Direttore Generale ha sottolineato i legami esistenti fra sistemi agroalimentari e sistemi sanitari, osservando come la pandemia abbia danneggiato i sistemi agroalimentari mondiali, fondamentali per la vita e la salute dell'uomo, con conseguenze negative a lungo termine.

La FAO ha agito lanciando il Programma di risposta e ripresa dall'emergenza COVID-19 e accelerando l'attuazione dell'iniziativa faro "Mano nella mano", incentrata sui piccoli stati insulari in via di sviluppo, sui paesi meno sviluppati e sui paesi in via di sviluppo privi di coste; tutti questi paesi  hanno affrontato sfide specifiche nell'ultimo anno e mezzo.

La Tripartita, in collaborazione con il Programma ONU per l'Ambiente (UNEP), ha sostenuto il G20 per sviluppare un Piano d'azione One Health, nell'ambito dell'attuale elaborazione di un Piano d'azione globale One Health sotto la direzione del Gruppo di esperti di alto livello One Health costituito di recente.

"È ora di passare ai fatti", ha dichiarato Qu nel suo appello per accelerare il passaggio dalle discussioni alle azioni concrete sul campo.

In ambito One Health, la FAO lavora ininterrottamente per sostenere i Membri a prevenire, scoprire e controllare le malattie, e le relative minacce sanitarie, ovunque esse si presentino. Ciò significa sia monitorare lo sviluppo della resistenza antimicrobica che realizzare programmi attivi per combattere e debellare patologie animali e zoonotiche.

L'approccio One Health, tenendo presente le interconnessioni fra uomo, fauna e ambiente, è pertinente nel combattere qualsiasi minaccia portata a sistemi agroalimentari e mezzi di sussistenza. Questa impostazione è particolarmente importante per le comunità rurali, in cui gli animali forniscono, oltre che cibo, anche mezzi di trasporto, carburante e vestiario. Una migliore alimentazione, per esempio, contribuisce in modo evidente alla salute umana e può essere collegata alla gestione delle terre e alle pratiche agricole. "Devono essere evidenziati i legami fra sistemi agroalimentari e salute ambientale, crisi climatica, degrado dell'ecosistema e perdita di biodiversità", ha concluso Qu.

La riunione del G20

La riunione dei Ministri della Salute del G20 includerà numerose sessioni con la presenza di esperti del calibro di Peter Doherty, Premio Nobel per la Medicina 1996 per i suoi lavori destinati a spiegare come il sistema immunitario riconosce le cellule infettate dai virus, o di Ngozi Okonjo-Iweala, Direttore Generale dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC).

Si prevede, con la partecipazione della Tripartita, di produrre un Calendario di azioni G20 in campo sanitario per rafforzare la resilienza One Health, che costruirà e guiderà l'impegno solenne per assicurare un accesso equo ai vaccini e per limitare la resistenza antimicrobica (AMR), come asserito nella Dichiarazione di Roma dei Ministri della Salute del G20 riunitisi a maggio 2021.

Photo: ©FAO/Ismahane Elouafi
La Direttrice Generale dell'OIE Monique Eloit e il Direttore Generale della FAO, QU Dongyu, alla riunione dei Ministri della Salute del G20 a Roma.