Preoccupazione per un nuovo ceppo d’influenza aviaria nel Sud-Est asiatico

La FAO sollecita una stretta vigilanza per salvaguardare pollame e mezzi di sussistenza

Roma, 22 settembre 2014 - Un ceppo di virus dell'influenza aviaria, emerso di recente nel pollame in sud-est asiatico, conosciuto come A (H5N6), rappresenta una nuova minaccia per la salute animale e per i mezzi di sostentamento e deve essere attentamente monitorato, ha messo in guardia oggi la FAO.

Le autorità cinesi hanno per la prima volta segnalato il virus A (H5N6) nel pollame nel mese di aprile.  Da allora, anche il Laos e il Vietnam hanno riscontrato il virus H5N6 nel pollame.

"I virus influenzali sono in costante miscelazione e ricombinazione e diventano nuove minacce", ha detto il Veterinario Capo della FAO, Juan Lubroth. "Tuttavia, l'H5N6 è particolarmente preoccupante, sia perché è stato rilevato in luoghi così lontani l'uno dall'altro, sia perché è altamente  patogeno, che vuol dire che il  pollame infetto sviluppa rapidamente la malattia e nel giro di 72 ore i tassi di mortalità crescono rapidamente".

Il fatto che il virus sia altamente virulento nei polli e nelle oche, e possa potenzialmente diffondersi su gran parte del sud-est asiatico, si traduce in una vera e propria minaccia per tutti coloro che  traggono dall'allevamento del pollame i propri mezzi di sostentamento. Il pollame, infatti, contribuisce al reddito di centinaia di milioni di persone in tutta la regione.

Anche l'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE), che collabora con la FAO e con l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per assistere i paesi nella risposta alla minaccia di malattie animali e umane, sta monitorando da vicino la situazione.

"Una sorveglianza efficace e una diagnosi precoce di malattie animali alla fonte, sono due elementi importanti per ridurre il rischio di disseminazione e garantire un commercio sicuro".  "L'OIE invita i 180 paesi membri a rispettare il loro impegno e a notificare immediatamente al WAHIS (Il Sistema mondiale d'informazione zoosanitaria) qualsiasi focolaio rilevato sul loro territorio", ha affermato il Direttore Generale dell'OIE Bernard Vallat.

Limitata minaccia per la salute umana

E' stato segnalato un solo caso di H5N6 nell'uomo a seguito di contatto con pollame infetto dopo la sua identificazione in Cina. Il paziente è poi morto. Non ci sono stati altri casi umani. La comunità scientifica sta studiando le dinamiche di questo nuovo ceppo, ma è improbabile che il virus H5N6 possa diventare una minaccia immediata e significativa per la salute umana.

"Le conoscenze attuali suggeriscono che il virus H5N6 rappresenta, in questa fase, una minaccia limitata per la salute umana ", ha detto l'epidemiologa dell'OMS Elizabeth Mumford. " Nel pollame è stato rilevato in più luoghi, ma è stata segnalata una sola infezione umana. Ciò suggerisce che il virus non passa facilmente dagli animali agli esseri umani. Certo, abbiamo ancora bisogno di rimanere vigili, perché la prevalenza nel pollame e quindi l'esposizione umana potrebbe aumentare durante l'inverno".

Anche se i rischi per la salute pubblica derivanti da H5N6 sembrano al momento essere bassi, altri patogeni, inclusi altri sottotipi di virus influenzali come l'H5N1 e l'H7N9, possono ancora essere motivo di preoccupazione. La FAO e l'OMS consigliano ai consumatori di seguire appropriate linee guida in materia d'igiene, preparazione degli alimenti e sicurezza alimentare. Queste includono: lavarsi le mani spesso, pulire gli utensili e le superfici utilizzate durante la preparazione dei cibi, e mangiare prodotti a base di carne di pollame solo ben cotti. La gente dovrebbe anche evitare di venire a contatto con volatili malati o con quelli morti per la malattia.

La FAO e l'OMS ritengono che in questo momento sia fondamentale per i paesi del sudest asiatico e dell'Asia orientale - specialmente quelli che producono e commerciano pollame - intensificare gli sforzi per individuare e segnalare i virus influenzali nel pollame e monitorare eventuali infezioni umane.

Tutte le infezioni umane con virus influenzali non stagionali sono oggetto d'informativa ai sensi del regolamento sanitario internazionale dell'OMS del 2005. E' fondamentale che i virus influenzali da animali e persone siano catalogati negli appropriati laboratori di salute umana o animale di riferimento dell'influenza.

La FAO sollecita continua vigilanza per essere pronti ad un'eventuale risposta

Un focolaio di H5N6, o epidemie, potrebbero potenzialmente sopraffare i sistemi sanitari veterinari del sud-est asiatico. Un ceppo precedente del virus, l'H5N1, aveva influenzato le condizioni di vita di milioni di persone e causato miliardi di dollari di danni.

La FAO esorta i paesi a restare vigili di fronte a questa nuova minaccia virale per la salute degli animali. Al fine di prevenirne un'ulteriore diffusione, l'Organizzazione raccomanda che i governi assistano i produttori di pollame a seguire misure di bio-sicurezza essenziali e precauzioni igieniche standard. In collaborazione con l'OIE, le azioni prioritarie devono concentrarsi sulla prevenzione, sulla diagnosi precoce, sulla segnalazione immediata e sulla risposta rapida.

I programmi contro l'influenza della FAO hanno sostenuto la preparazione nei paesi in tutta l'Asia e il mondo dal 2004.   Con le risorse per queste attività in diminuzione, l'Organizzazione continua a chiedere fondi per garantire la cooperazione internazionale e regionale e rafforzare la risposta globale contro l'influenza aviaria in quanto minaccia per la salute animale, per quella umana e per mezzi di sussistenza.

Photo: ©FAO/Bay Ismoyo
Pollame pronto a essere trasportato viene sottoposto ad un controllo di routine da parte delle autorità di polizia sanitaria in Tailandia: un esempio di buone pratiche di bio-sicurezza.