Repubblica Centrafricana: agricoltura e famiglie colpite dall’insicurezza

L’agricoltura, il settore trainante dell’economia, si è contratto del 46% rispetto ai livelli pre-crisi

29 ottobre 2014, Roma - L'insicurezza generale e la diffusa pratica dei saccheggi nella Repubblica Centrafricana hanno avuto un impatto pesante sui raccolti, il bestiame e la pesca, erodendo la capacità degli abitanti del paese di procurarsi cibo a sufficienza, afferma un nuovo studio delle agenzie ONU del polo agro-alimentare.

Il rapporto realizzato congiuntamente dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) e dal Programma Alimentare Mondiale (WFP) ha rilevato un significante declino della produzione agricola in seguito alla crisi nella Repubblica Centrafricana, che ha causato esodi massicci, spingendo centinaia di migliaia di persone a fuggire dal paese.

La produzione delle principali colture cerealicole e della manioca nel 2014 è stimata intorno alle 763.000 tonnellate, secondo il rapporto della Missione di Valutazione sulla Produzione e la Sicurezza Alimentare (CFSAM) (docuemento intero in francese), undici punti percentuali in più rispetto al modesto raccolto del 2013, ma ancora inferiore del 58% rispetto alla media pre-crisi degli anni 2008-2012.

Gli effetti negativi sulla produzione alimentare sono stati mitigati dal sostegno fornito dalla FAO a circa 111.750 famiglie, tramite la fornitura di sementi e altri strumenti necessari per la semina per sostenere la produzione agricola, insieme alla fornitura da parte del WFP di dosi per la protezione delle sementi, per limitare il rischio del consumo del materiale per la semina.

"Sebbene questi sforzi abbiano evitato che la situazione alimentare e agricola divenissero ancora più drammatiche, abbiamo bisogno di ulteriore supporto per sostenere la produzione alimentare e il settore agricolo, che è il mezzo di sostentamento primario di moltissime persone, nonché il settore principale dell'economia della Repubblica Centrafricana," afferma il Rappresentante Nazionale della FAO Jean-Alexandre Scaglia.

"Rispetto ai livelli pre-crisi, lo stock di bestiame è stimato esser diminuito del 77%, a causa delle frequenti razzie e dei furti di bestiame, mentre la produzione ittica è calata di circa il 40%, per via dell'insicurezza nelle aree di pesca lungo i fiumi del paese e della perdita di gran parte delle attrezzature da pesca. 

Le riserve di cibo nelle aree rurali sono attualmente inferiori del 40-50% rispetto ai livelli medi, per via dei frequenti saccheggi. Le famiglie che hanno perso la maggior parte dei loro mezzi di produzione e dei loro redditi a causa della crisi sono ora costrette a trovare altri modi per procurarsi il cibo necessario. Inoltre, le difficoltà nel commercio dovute alle strade non sicure portano alla mancanza di beni alimentari essenziali, causando un rialzo dei prezzi in molte aree.

Con il ridursi delle fonti di reddito, le famiglie si sono rivolte ad altre attività per tirare avanti, come la raccolta e la vendita di legna e carbone. Il rapporto FAO/WFP rivela che molte famiglie si trovano a saltare i pasti e ridurre le porzioni.

"Il WFP è particolarmente preoccupato per la situazione dei rifugiati interni (IDPs) e delle comunità isolate. I rilevamenti effettuati sul campo indicano che metà di queste famiglie hanno livelli di consumo alimentare drammaticamente bassi e sono a rischio di malnutrizione, dipendendo pertanto in gran parte dall'assistenza alimentare," afferma Arif Husain, Capo Economista del WFP.

A Bangui, la capitale del paese, l'inflazione è aumentata del 12% ad agosto 2014, dal 3.5% di gennaio, erodendo il potere d'acquisto delle famiglie. I prezzi delle derrate alimentari di base sono cresciuti del 30-70% tra marzo ed agosto 2014. Tra un quarto ed un terzo degli abitanti della Repubblica Centrafricana erano già in una situazione di insicurezza alimentare prima della crisi, faticando ad aver accesso regolarmente a quantità adeguate di cibo.

La missione di valutazione congiunta FAO/WFP è stata realizzata con l'importante sostegno delle istituzioni locali e di diverse ONG nazionali ed internazionali, membri del gruppo per la sicurezza alimentare.

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Il Programma Alimentare Mondiale (WFP) è la principale agenzia umanitaria per la lotta contro la fame nel mondo. Fornisce aiuti alimentari nelle situazioni di emergenza e lavora accanto alle comunità per migliorare la nutrizione e la loro capacità di fare fronte alle crisi. Nel 2013 il WFP ha fornito assistenza alimentare ad oltre 80 milioni di persone in 75 paesi.

L'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) dirige gli sforzi internazionali per combattere la fame. La FAO assiste i paesi in via di sviluppo ed i paesi in transizione a modernizzare e migliorare le pratiche nel settore agricolo, forestale e ittico, e ad assicurare una corretta alimentazione a tutti. La FAO rivolge un'attenzione particolare alle aree rurali in via di sviluppo, dove vive il 70% delle persone povere e affamate nel mondo
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Photo: ©FAO/Armony Mangin / FAO
Un tecnico della FAO al lavoro nelle comunitá rurali. A causa della crisi, in molti hanno perso i propri mezzi per produrre cibo e reddito. Villaggio di Samba, periferia di Mbaiki, Repubblica Centrafricana.