La ratifica degli Stati Uniti all’accordo sulle Misure sullo Stato d’Approdo dà nuovo impulso alla lotta contro la pesca illegale

L’Ambasciatore americano David Lane incontra il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva

Roma, 7 marzo 2016 - Gli Stati Uniti hanno aggiunto slancio all'impegno mondiale per combattere la pesca illegale, aderendo a un patto internazionale promosso dalla FAO.

L'Ambasciatore degli Stati Uniti presso le agenzie delle Nazioni Unite a Roma, David Lane, ha presentato oggi formalmente al Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, lo strumento di ratifica da parte degli Stati Uniti dell'Accordo sulle misure dello Stato di approdo per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (IUU).

"La FAO è un forte partner nella promozione di una pesca sostenibile, e ci auguriamo di continuare a collaborare con voi e con l'intera comunità globale nella lotta contro la pesca illegale", ha dichiarato l'ambasciatore Lane.

Da parte sua il Direttore Generale della FAO ha detto "voglio ringraziare gli Stati Uniti per la loro collaborazione su una questione così importante".

"La lotta contro la pesca illegale è un obiettivo fondamentale non solo per i piccoli Stati insulari in via di sviluppo, ma anche per i grandi paesi come gli Stati Uniti", ha aggiunto Graziano da Silva.

L'accordo entrerà in vigore quando 25 paesi, o blocchi economici regionali, avranno depositato il loro strumento di ratifica al Direttore Generale della FAO. Finora sono 22 gli strumenti di adesione depositati da 21 paesi, e dall'Unione Europea per conto dei suoi membri. Tra le ultime adesioni vi sono quelle di Barbados, Repubblica di Corea e Sudafrica.

Graziano da Silva ha detto all'ambasciatore Lane, che diversi altri paesi hanno espresso la volontà di diventare parte contraente dell'accordo e che l'obiettivo di 25 paesi potrebbe essere raggiunto entro luglio di quest'anno.

La pesca illegale - che comprende le operazioni senza autorizzazione, la pesca di specie protette, l'impiego di attrezzi da pesca fuorilegge e la violazione dei limiti di quota - può raggiungere fino a 26 milioni di tonnellate di pesce l'anno, più del 15% della produzione annua mondiale totale.

Oltre ai danni economici, tali pratiche pongono rischi per la biodiversità locale e la sicurezza alimentare di molti paesi.

Le misure dello Stato di approdo stabiliscono standard per l'ispezione delle navi straniere che cercano di entrare nel porto di un altro Stato. E quello che è più importante le misure consentono a un paese di bloccare le navi sospettate di avere praticato la pesca illegale e quindi evitare che catture illegali entrino nei mercati locali e internazionali.

Per aiutare i paesi a costruire la loro capacità di attuare l'accordo, la FAO ha convocato una serie di workshop regionali in tutto il mondo, con la partecipazione di oltre 100 paesi.

Diventando parte dell'accordo e applicandolo, gli Stati saranno in grado di raggiungere meglio gli obiettivi del Codice FAO di condotta per una pesca responsabile del 1995 che mira a promuovere la sostenibilità a lungo termine del settore.

Photo: ©FAO/Giulio Napolitano
US Ambassador to the UN Agencies in Rome, David Lane, and FAO Director-General, José Graziano da Silva.