L’ONU sollecita una risposta internazionale più forte e coordinata per affrontare l’impatto di El Niño

L’evento climatico ha colpito 60 milioni di persone, gli effetti negativi destinati ad aumentare almeno fino alla fine del 2016

Roma, 23 marzo 2016 - Le Nazioni Unite hanno lanciato un appello affinché venga data una risposta più forte da parte dei governi, delle organizzazioni umanitarie e del settore privato all'impatto devastante che El Niño sta avendo sulla sicurezza alimentare, sui mezzi di sussistenza, la salute e la nutrizione di circa 60 milioni di persone nel mondo.

L'appello è arrivato in un incontro organizzato a Roma da quattro agenzie delle Nazioni Unite, l'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO), il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), l'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) e il Programma Alimentare Mondiale (WFP).

I partecipanti, tra cui rappresentanti di governi, organizzazioni non governative e altre agenzie ONU, hanno fatto il punto sull'impatto crescente dell'attuale El Niño, considerato come una delle manifestazioni di tale fenomeno climatico tra le più intense nella storia.

Dalla riunione è emerso che sono necessari più di 2.4 miliardi di dollari per l'attuale emergenza e per le attività di recupero, ma allo stato attuale c'è un divario di circa 1,5 miliardi nei finanziamenti.

Una crisi globale

Gli impatti correlati a El Niño sono stati avvertiti in tutto il mondo sin da metà 2015. Tra questi ci sono gravi situazioni siccità - in alcuni casi mai registrati prima - in America Centrale, nella regione del Pacifico, a Timor Est, in Vietnam, in Etiopia, e in Sudafrica. Inoltre, le inondazioni hanno colpito alcune parti della Somalia e della Tanzania, devastanti incendi boschivi sono ancora una volta riemersi in Indonesia, mentre in alcune regioni si è assistito a violente tempeste, come nel caso delle isole Fiji con il ciclone tropicale Winston.

Le conseguenze di questi disastri sono state tante, ma principalmente un grave aumento della fame e della malnutrizione, aumento delle malattie trasmesse da acqua e vettori e del manifestarsi di infestazioni parassitarie negli animali e nelle
colture.

Con sempre maggiore frequenza, molta gente è stata costretta a migrazioni d'emergenza, sia all'interno che oltre i confini, per la distruzione delle proprie fonti di sostentamento. Nell'incontro si è messo in evidenza che, mentre El Niño 2015-2016  ha superato il suo picco come fenomeno meteorologico, continuerà ad influenzare le temperature e le precipitazioni causando eventi estremi in diverse parti del mondo. Questa situazione pone rischi per la salute, per l'approvvigionamento idrico e per la sicurezza alimentare - e di conseguenza il numero delle persone minacciate dalla fame è destinato a crescere. Questi effetti potrebbero durare a lungo anche dopo che il fenomeno El Niño sarà diminuito.

Tra le conseguenze di lungo termine vi sono tassi di malnutrizione più elevati - in Africa orientale e meridionale circa 1 milione di bambini hanno bisogno di essere curati per grave malnutrizione - e un aumento della povertà, che rende le famiglie vulnerabili meno resistenti di fronte a possibili shock futuri, oltre a fermare i progressi dei paesi nella realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Le persone che dipendono dal bestiame per il proprio sostentamento sono particolarmente vulnerabili in considerazione del lungo lasso di tempo necessario per ricostituire le mandrie decimate dalla siccità.  Piogge sparse o assenti si traducono anche in una perdita di produttività del suolo e un maggiore degrado del terreno, fattori che contribuiscono alla desertificazione.

Agire ora, per prepararsi al futuro

L'incontro si è concluso con una serie di impegni da parte della FAO, dell'IFAD, del WFP e dell' OCHA volti a incrementare con urgenza la risposta alla crisi di El Niño, favorendo al tempo stesso la capacità di dare una risposta più efficace a eventi simili in futuro.

Le agenzie si sono impegnate a lavorare in stretta collaborazione con i contributori alle risorse per cercare di affrontare il deficit di finanziamento. Un modo importante per farlo è quello di aiutare a dare priorità alle aree geografiche che richiedono urgente attenzione. Si sono inoltre impegnate a lavorare con i governi, le organizzazioni umanitarie, altri partner per lo sviluppo e al settore privato per aiutare le popolazioni maggiormente colpite con un insieme di iniziative di breve, medio e lungo termine, tra cui un incremento dei sistemi di protezione sociale esistenti.

Guardando a lungo termine, le agenzie hanno anche convenuto che è necessario raddoppiare gli sforzi per sostenere e costruire le capacità dei governi nazionali di mitigare e rispondere a futuri El Niño e ad altri eventi legati al clima. Come parte di questo, la FAO, l'IFAD, il WFP e l'OCHA hanno dichiarato che lavoreranno con i partner per lo sviluppo al fine di garantire che i progetti di riduzione del rischio catastrofi siano intensificati nelle zone più vulnerabili.

Photo: ©FAO/Tamiru Legesse
Etiopia, contadini vendono il proprio bestiame. El Niño ha costretto i piú a ridurre i propri capi d'allevamento.