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Il Direttore Generale aggiorna il Consiglio sull’operato e sull’impegno della FAO negli ultimi 16 mesi

QU Dongyu ha inaugurato la 165a sessione del Consiglio della FAO con un discorso ufficiale

Roma, 30 novembre 2020 – Intervenendo oggi alla 165a sessione del Consiglio della FAO, il Direttore Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), QU Dongyu, ha fornito un dettagliato resoconto dell’operato e dell’impegno dell’agenzia delle Nazioni Unite negli ultimi 16 mesi, aggiornando il Consiglio in merito alle attività più significative e presentando nuove proposte e iniziative, tra cui una bozza del Quadro strategico per il periodo 2022-2031 e la Strategia della FAO per la collaborazione con il settore privato (2021-2025).

Il Direttore Generale ha esordito rimarcando che, dall’ultima riunione del Consiglio lo scorso luglio, il mondo ha continuato a cambiare rapidamente e che gli adeguamenti introdotti all’interno dell’Organizzazione hanno aiutato la FAO a reagire meglio alla nuova normalità e a fornire un servizio migliore ai suoi Membri. 

“Grazie alla riforma strutturale attuata e a una gestione condivisa, le principali attività della FAO proseguono senza intoppi,” ha dichiarato, alludendo alla nuova struttura organizzativa della FAO.

Qu ha inoltre sottolineato che la FAO ha ulteriormente rafforzato la collaborazione con Membri e partner, oltre a intensificare il proprio impegno e a consolidare la propria visibilità e reputazione sul piano internazionale.

Quadro strategico per il periodo 2022–2031

Con riferimento alla bozza del Quadro strategico per il periodo 2022-2031, il Direttore Generale ha fatto sapere che “il nostro scopo è avere un documento che sia condiviso da tutti i Membri e che consenta alla FAO di fornire il massimo sostegno nel raggiungimento degli OSS a livello nazionale”.

Il Quadro strategico, che sarà presentato alla Conferenza della FAO nell’estate 2021, è in fase di definizione nell’ambito sia di una serie di consultazioni inclusive e trasparenti, che vedono la partecipazione delle Conferenze regionali, dei comitati tecnici, del Comitato del Programma e del Comitato finanziario della FAO, sia di consultazioni informali con i Membri.

Un aspetto importante del Quadro strategico proposto è il rafforzamento dei partenariati, inclusi quelli con altre agenzie delle Nazioni Unite, le istituzioni finanziarie, il settore privato, le organizzazioni dei produttori, la comunità accademica e della ricerca scientifica, e la società civile.

Il nuovo Quadro strategico fa perno sulla potente narrativa dell’impegno a “non lasciare indietro nessuno” grazie all’apporto di sistemi alimentari sostenibili, inclusivi e resilienti. Esso punta ad accrescere la preparazione e l’efficacia del sostegno offerto ai Membri per conseguire gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), facendo leva sugli OSS chiave e sui rispettivi indicatori, in primis l’OSS 1 (Povertà zero), l’OSS 2 (Fame zero) e l’OSS 10 (Riduzione delle disuguaglianze), che ruotano attorno a quattro criteri di miglioramento: una produzione migliore, una nutrizione migliore, un ambiente migliore e una vita migliore.

Il quadro presentato prevede infine l’adozione di quattro pilastri a valenza trasversale che fungano da motori trainanti e acceleratori, ossia le tecnologie, l’innovazione, i dati e un apparato di supporto (governance, capitale umano e istituzioni), con l’obiettivo di ottimizzare la preparazione e l’efficacia del sostegno ai singoli paesi nell’attuazione dell’Agenda 2030.

Strategia della FAO per la collaborazione con il settore privato (2021-2025)

In merito alla nuova strategia proposta ai fini della collaborazione con il settore privato, il Direttore Generale si è così espresso: “una collaborazione più stretta e proficua con il settore privato ricade tra le mie priorità assolute; pertanto, la strategia è fondamentale per il nostro futuro percorso,” aggiungendo che il contributo del settore privato assume particolare rilievo non soltanto in termini di investimenti bensì anche sotto il profilo dell’innovazione.

Qu ha sottolineato che l’obiettivo principe della strategia proposta è valorizzare i partenariati strategici della FAO nonché intensificare e coordinare tutti gli sforzi profusi per aiutare i Membri a conseguire gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) attraverso un approccio innovativo, gestito e condiviso dai singoli paesi.

Consapevole che un maggiore coinvolgimento con il settore privato comporta alcuni rischi, Qu ha tuttavia assicurato che l’Organizzazione sta adottando tutte le misure per ridurre al minimo tali evenienze, aggiungendo che, in virtù del suo status di organizzazione neutrale, la FAO è investita del mandato di collaborare con tutti i soggetti che possono contribuire allo sviluppo sostenibile.

“Mi impegno personalmente a intensificare la collaborazione della FAO con il settore privato e con tutti i partner in maniera del tutto trasparente. Una FAO efficiente, trasparente e inclusiva rappresenta la mia principale priorità”, ha proclamato.

Con la nuova strategia, la FAO intende coinvolgere il settore privato, fra l’altro, in iniziative di sostegno e miglioramento dell’innovazione, promozione degli investimenti, mobilitazione di esperti in ambito scientifico e generazione di dati per il monitoraggio degli OSS, condividendo risorse, reti, conoscenze e tecnologie.

La strategia individua tra i potenziali partner le istituzioni finanziarie, le grandi imprese nazionali e le società multinazionali, le micro, piccole e medie imprese (MPMI), gli agricoltori e le organizzazioni che li rappresentano, le associazioni dell’industria e del commercio, le fondazioni filantropiche, nonché le organizzazioni e le cooperative di produttori.

Risposta all’emergenza COVID-19 e Coalizione per il cibo

Il Direttore Generale ha rammentato che sin dall’inizio della pandemia COVID-19, la FAO ha fatto ricorso alle sue competenze tecniche e alla sua influenza a livello internazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica, disseminare conoscenze e promuovere azioni concrete, anche attraverso dichiarazioni congiunte con altre organizzazioni (OMS, OMC, Banca mondiale, PAM e IFAD) e un sito web dedicato, contenente oltre 70 documenti di sintesi di analisi e politiche riguardanti vari aspetti dell’impatto prodotto dalla pandemia, nonché uno strumento di mappatura ricco di informazioni sui mesi di semina e raccolto per i principali prodotti agricoli e alimentari.

Ha altresì fatto accenno al lancio del Programma globale di risposta e ripresa dall’emergenza COVID-19 della FAO, concepito per realizzare interventi immediati e di medio fino a lungo termine onde evitare che la crisi sanitaria si trasformi in una crisi alimentare.

Uno degli obiettivi del programma è assistere i vari paesi nell’opera di “ricostruzione efficace” con azioni volte a rafforzare la resilienza dei sistemi alimentari e dei mezzi di sussistenza nel più lungo termine, attenuare l’impatto socioeconomico della pandemia e consolidare i tre pilastri dello sviluppo sostenibile.

Finora il Programma ha mobilitato risorse per oltre 193 milioni di USD sotto forma di contributi volontari e programmi di cooperazione tecnica.

Il Direttore Generale ha quindi menzionato il varo della Coalizione per il cibo, un’iniziativa proposta dal Governo italiano e guidata dalla FAO con la partecipazione di partner chiave e strategici.

La Coalizione per il cibo coadiuva il Programma di risposta e ripresa dall’emergenza COVID-19 con campagne di sensibilizzazione e la mobilitazione di risorse finanziarie, competenze tecniche e innovazione. La FAO ricoprirà il ruolo di promotore e guida con status neutrale della Coalizione per il cibo e si avvarrà della sua ampia rete di uffici nazionali per garantire che sia accordata la massima priorità alle opinioni e alle esigenze dei singoli paesi e dei partner nazionali.

L’Iniziativa “Mano nella mano” e altre nuove iniziative

Il Direttore Generale ha aggiornato i Membri in merito all’attuazione dell’Iniziativa “Mano nella mano”, che sta già sostenendo gli sforzi profusi da 30 paesi per contrastare la povertà (OSS1) nonché la fame e tutte le forme di malnutrizione (OSS2) attraverso azioni a guida e titolarità nazionale.

“A giudicare dal diffuso interesse mostrato per l’Iniziativa e dalle reazioni decisamente positive raccolte finora, ho il sentore che il numero dei paesi partecipanti aumenterà in maniera significativa nei prossimi mesi,” ha asserito Qu.

Il Direttore Generale ha poi accennato alle tecnologie all’avanguardia che supportano l’Iniziativa “Mano nella mano”, tra cui la Piattaforma di dati geospaziali, che fornisce informazioni di importanza vitale per il processo decisionale, e Earth Map, la mappa della Terra che di recente la FAO ha creato in collaborazione con Google.

“Quando si tratta di integrare approcci innovativi e tecnologie digitali nelle nostre attività istituzionali, sappiamo essere all’altezza delle promesse fatte,” ha osservato Qu, annoverando nella compagine degli elementi importanti di tale approccio anche la Piattaforma internazionale per un'alimentazione e un’agricoltura digitali. Conformemente alla richiesta dell’ultima sessione del Consiglio, il Quadro di riferimento proposto per la piattaforma è già stato elaborato ed è attualmente in fase di revisione da parte dei comitati tecnici della FAO.

Il prossimo 3 dicembre un Dialogo ad alto livello sulla Piattaforma internazionale per un'alimentazione e un’agricoltura digitali discuterà le potenzialità e le criticità di questo nuovo strumento.

Il Direttore Generale ha quindi fatto riferimento all’Iniziativa “Città verdi” della FAO e al suo Programma d’azione presentato di recente ai margini della 75a sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

“Questa iniziativa si prefigge l’obiettivo di accrescere il benessere dei cittadini sia migliorando la disponibilità e l’accesso a prodotti e servizi verdi forniti da spazi verdi, industrie verdi, un’economia verde e stili di vita verdi, anche integrando nel tessuto urbano e periurbano attività di silvicoltura, pesca, orticoltura e agricoltura, sia garantendo sistemi agroalimentari di tipo sostenibile,” ha spiegato Qu.

Il quale ha altresì reso nota l’intenzione di lanciare l’iniziativa dal titolo “I 1 000 paesi digitali”, che consentirà agli agricoltori di avvalersi di tecnologie digitali e strumenti di informazione e comunicazione, non ultimi i social media, per promuovere lo sviluppo sostenibile a livello locale.

“Le tecnologie digitali possono incrementare i vantaggi economici e contribuire alla sicurezza alimentare perché concorrono all’aumento della produttività dei settori agricoli, amplificano le opportunità di mercato grazie al commercio elettronico e all’accesso alle informazioni sui mercati, e facilitano l’inclusione degli agricoltori nelle catene di valore,” ha ricordato.

Nell’ambito del progetto “I 1 000 paesi digitali” è possibile creare una gamma di opzioni di assistenza personalizzata nel settore dell’innovazione digitale, che tenga conto delle esigenze e dei contesti territoriali. L’iniziativa sarà messa a punto in collaborazione con Microsoft, IBM, la Fondazione Bill and Melinda Gates e altri partner.

“Il nostro Ufficio regionale per l’Asia e il Pacifico sta avviando un processo di proposta di un primo gruppo di paesi pilota,” ha annunciato Qu.

Resilienza e preparazione alle emergenze

Il Direttore Generale ha inoltre aggiornato i Membri in merito alle attività svolte dalla FAO per migliorare la resilienza e la preparazione alle emergenze, con particolare riferimento alle azioni di contrasto attivate in risposta alle infestazioni di locuste del deserto e di Lafigma.

Per far fronte alle invasioni di locuste del deserto la FAO è riuscita a raccogliere oltre 203 milioni di USD. Dal gennaio 2020, nel Grande Corno d’Africa e nello Yemen sono stati trattati quasi 1,3 milioni di ettari di territorio. Si calcola che, così facendo, sia stato possibile proteggere oltre 2,5 milioni di tonnellate di cereali, per un valore complessivo di 765 milioni di USD.

“Si tratta di un volume sufficiente a sfamare più di 17 milioni di persone per un intero anno e a proteggere, nella sola Etiopia, oltre 1,2 milioni di famiglie di pastori dalla perdita di mezzi di sussistenza e dalla sofferenza,” ha affermato Qu.

Per quanto riguarda, invece, l’Azione globale per il controllo della Lafigma, sono stati individuati otto paesi campione e 53 paesi pilota in cui portare avanti un intervento radicale a livello nazionale e di singole aziende agricole attraverso un nuovo modello imprenditoriale che interesserà più del 50 percento dei campi coltivati a granturco nelle tre regioni bersaglio: Africa, Asia e Vicino Oriente.

Il Direttore Generale ha infine menzionato l’introduzione di NURU, un’innovativa applicazione per smartphone, disponibile in 29 lingue, che trasmette in tempo reale preziose informazioni raccolte sul campo e assiste i piccoli agricoltori con consigli specifici su come gestire le infestazioni.

Un’Organizzazione digitale

“Oggi possiamo affermare con orgoglio che il progetto di una FAO intesa come luogo di lavoro virtuale e digitale è diventato realtà,” ha annunciato il Direttore Generale, con riferimento alla trasformazione della FAO in un’Organizzazione digitale.

La trasformazione ha comportato un miglioramento e un rinnovamento di tutte le funzionalità, i contenuti e la grafica del sito web della FAO, che è divenuto una piattaforma funzionale al sostegno e all’inclusione dei Membri, delle altre organizzazioni delle Nazioni Unite, dei partner e degli agricoltori, in particolare i piccoli agricoltori.

Qu ha inoltre menzionato la creazione del gruppo “Digital Tiger”, cui è stato affidato l’incarico di mettere a punto l’infrastruttura per il telelavoro, con un aumento della sicurezza informatica e l’automatizzazione degli strumenti di collaborazione e comunicazione per gli eventi di formazione, in modo da fornire la massima assistenza nel modo più efficiente a tutti i dipendenti della FAO sparsi per il mondo.

“Stiamo continuando a sviluppare la nozione olistica di un’organizzazione digitale all’interno della famiglia delle Nazioni Unite, e lo stiamo facendo con spirito pionieristico,” ha aggiunto.

Il Direttore Generale ha anche sottolineato che la nuova impostazione digitale ha consentito alla FAO di erogare beni pubblici di natura digitale ai suoi Membri.

“Abbiamo creato un portafoglio digitale della FAO davvero imponente: un catalogo globale di oltre 250 prodotti digitali di proprietà della FAO che aiutano le nostre attività sul campo e potenziano le tecnologie digitali dell’Organizzazione,” ha assicurato.

“E non è tutto: abbiamo anche creato un Portafoglio di servizi digitali, ossia una piattaforma su cloud che invia messaggi di informazione e consulenza agli agricoltori sul campo e che crea un collegamento diretto tra governi e agricoltori,” ha aggiunto Qu.

Dopo essere stato impiegato nel 2019 in Egitto, il Portafoglio di servizi digitali è stato esteso a Ruanda e Senegal ed è in fase di dispiegamento in Iraq, Giordania e Tanzania. Attualmente sono 37 333 gli agricoltori registrati per il servizio di messaggistica “SMS Broadcast”.

Il Direttore Generale ha infine fatto riferimento alla comunità di pratiche “e-Agriculture”, che al momento conta circa 18 000 membri. e-Agriculture è una piattaforma globale che offre attività di rafforzamento delle capacità, condivide informazioni aggiornate e raccoglie le migliori pratiche nel settore dell’agricoltura digitale.

Altri aspetti

Il Direttore Generale ha anche citato il lavoro svolto dalla FAO per contrastare le perdite e gli sprechi alimentari, richiamando al riguardo l’inaugurazione della Piattaforma tecnica per la misurazione e la riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari lo scorso luglio. La piattaforma raccoglie informazioni sulla misurazione e la riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari, nonché su politiche, alleanze, azioni ed esempi di modelli applicati con successo per contenere questo fenomeno in tutto il mondo.  

La piattaforma consente l’accesso a tutte le risorse correlate della FAO, tra cui la più estesa raccolta di dati sulle tipologie di alimenti che vanno persi o sprecati e sui luoghi in cui ciò accade, un forum di discussione sulla riduzione delle perdite alimentari, esempi di iniziative efficaci, corsi di formazione a distanza, documenti di sintesi delle politiche in materia di perdite e sprechi alimentari alla luce della pandemia COVID-19 e suggerimenti su cosa possono fare i singoli individui per ridurre gli sprechi alimentari.

Tra le altre cose, Qu non ha mancato di illustrare gli esiti delle Conferenze regionali, applaudendo agli eccellenti risultati ottenuti grazie al nuovo approccio interattivo e inclusivo. Ha colto inoltre l’occasione per ringraziare i paesi ospitanti e i Membri per aver accettato di tenere tutte le Conferenze regionali in modalità virtuale.

Quanto al 75° anniversario della FAO, Qu ha riferito che sono state organizzate 450 attività in 150 paesi e che la prima cerimonia virtuale tenutasi a Roma nella storia della Giornata mondiale dell’alimentazione è stata seguita da 76 000 partecipanti via Zoom, sul web o in diretta sui social media. A ciò devono aggiungersi gli oltre 860 000 utenti che hanno visualizzato i contenuti della Giornata mondiale dell’alimentazione sulle pagine web dell’Organizzazione, mentre i suoi messaggi hanno raggiunto attraverso i social media oltre 1,5 miliardi di account.

In merito alla riforma interna della FAO, il Direttore Generale ha dichiarato che oggi l’Organizzazione è più trasparente, inclusiva, efficiente, efficace e digitale, capace di adattarsi alla nuova normalità e di servire al meglio i propri Membri.

“Continueremo a collaborare mano nella mano, carichi di determinazione e dedizione, finché non arriverà il giorno in cui la fame sarà soltanto una postilla nei libri di storia!” ha concluso il Direttore Generale.

Il discorso integrale pronunciato dal Direttore Generale durante la sessione inaugurale del Consiglio della FAO è disponibile qui.

I lavori della 165a sessione del Consiglio della FAO, presieduta dal Presidente indipendente del Consiglio, Khalid Mehboob, proseguiranno fino al 4 dicembre. Le riunioni sono pubbliche e accessibili via web.

Il Consiglio è l’organo esecutivo della Conferenza della FAO. Composto da 49 Membri, si riunisce almeno quattro volte tra le varie sessioni della Conferenza. In particolare, tra le funzioni del Consiglio vi sono il controllo della situazione alimentare e agricola a livello mondiale e delle questioni ad essa correlate, l’esecuzione delle attività in corso e future dell’Organizzazione, ivi compreso il Programma di lavoro e bilancio, la gestione degli aspetti amministrativi e finanziari dell’Organizzazione e il governo delle questioni costituzionali.

Photo: ©FAO/
Il Direttore Generale QU Dongyu interviene alla 165a sessione del Consiglio della FAO.