Biotecnologie agricole: dare voce alle esigenze e preoccupazioni dei piccoli agricoltori
Dibattito e condivisione di conoscenze al simposio ospitato dalla FAO
Roma, 17 febbraio 2016 - La FAO ha preso l'impegno di portare il dibattito sulle biotecnologie agricole alle regioni e alle famiglie contadine di tutto il mondo per migliorare la conoscenza, costruire la fiducia e raggiungere un certo livello di consenso, ha dichiarato oggi il Direttore Generale dell'agenzia ONU, José Graziano da Silva, nel suo intervento di chiusura dei lavori del Simposio internazionale sulle biotecnologie agricole ospitato dalla FAO.
Nel simposio di tre giorni si è discusso del potenziale delle nuove biotecnologie - a bassa e alta tecnologia - di beneficiare le famiglie contadine, in particolare quelle dei paesi in via di sviluppo.
"Rispondere alle sfide urgenti e di varia natura del XXI secolo, richiede un insieme di risposte", ha detto Graziano da Silva. "Nessun singolo strumento, tecnologia o approccio potrà fornire una soluzione completa".
"Abbiamo dato il via alla discussione e all'analisi di come l'agro-ecologia e le biotecnologie possono vivere insieme ed essere usate come opzioni complementari l'una con l'altra", ha affermato Graziano da Silva nel suo intervento. "Questo è un risultato eccezionale, si apre una grande opportunità per lo sviluppo di nuove tecnologie che potrebbero rendere i settori agricoli più sostenibili. Abbiamo anche convenuto che gli strumenti e gli approcci devono essere utili e accessibili a tutti gli agricoltori".
"Adesso la FAO deve andare avanti. Intendiamo dare al dibattito una prospettiva regionale. Vogliamo sentire dai contadini di tutto il mondo quali sono le loro necessità e le loro preoccupazioni".
"Ho anche preso nota delle preoccupazioni per quanto riguarda i diritti di proprietà intellettuale e dei brevetti", ha continuato. "Questa è una questione chiave anche per la FAO, queste preoccupazioni sono legittime." Il Direttore Generale ha poi annunciato che tali questioni saranno discusse presso la FAO nelle prossime conferenze regionali.
Ampia partecipazione
Hanno partecipato al simposio circa 500 scienziati, rappresentanti di governo, della società civile, del settore privato, del mondo accademico, di associazioni e cooperative agricole, che hanno discusso delle biotecnologie agricole, tema molto più esteso degli organismi geneticamente modificati.
Le biotecnologie agricole comprendono una serie di tecniche che possono far incrementare le rese, migliorare le qualità nutrizionali e fare ottenere una maggiore produttività delle colture, della zootecnia, della pesca e del settore forestale a vantaggio delle famiglie rurali e dei loro sistemi alimentari, aiutando a trasformare i sistemi alimentari, in modo che essi richiedano un minor numero di fattori produttivi e abbiano un impatto ambientale meno negativo.
Esse comprendono, ad esempio, i processi di fermentazione, i bio-fertilizzanti, l'inseminazione artificiale, la produzione di vaccini, la diagnostica delle malattie, lo sviluppo di bio-pesticidi e l'uso di marcatori molecolari per lo sviluppo di nuove varietà e razze.
Nel corso dell'evento vi sono stati anche un segmento ministeriale ai alto livello e una sessione speciale interattiva con studenti di diverse università di tutto il mondo.
Durante il simposio il Direttore Generale della FAO ha anche incontrato una delegazione della società civile per ascoltare alcune delle loro priorità e preoccupazioni sul tema delle biotecnologie agricole.
Il simposio s'inquadra nell'impegno della FAO per promuovere il dialogo e lo scambio d'informazioni a livello internazionale sullo sviluppo sostenibile. Nel 2014 l'agenzia aveva organizzato un Simposio internazionale sull'agro-ecologia e anche contribuito a lanciare l'Alleanza Mondiale per un'Agricoltura Intelligente. A gennaio di quest'anno la FAO ha pubblicato una nuova edizione del rapporto "Save and Grow in Practice" il modello della FAO per un'agricoltura basata sugli ecosistemi.
Nel simposio di tre giorni si è discusso del potenziale delle nuove biotecnologie - a bassa e alta tecnologia - di beneficiare le famiglie contadine, in particolare quelle dei paesi in via di sviluppo.
"Rispondere alle sfide urgenti e di varia natura del XXI secolo, richiede un insieme di risposte", ha detto Graziano da Silva. "Nessun singolo strumento, tecnologia o approccio potrà fornire una soluzione completa".
"Abbiamo dato il via alla discussione e all'analisi di come l'agro-ecologia e le biotecnologie possono vivere insieme ed essere usate come opzioni complementari l'una con l'altra", ha affermato Graziano da Silva nel suo intervento. "Questo è un risultato eccezionale, si apre una grande opportunità per lo sviluppo di nuove tecnologie che potrebbero rendere i settori agricoli più sostenibili. Abbiamo anche convenuto che gli strumenti e gli approcci devono essere utili e accessibili a tutti gli agricoltori".
"Adesso la FAO deve andare avanti. Intendiamo dare al dibattito una prospettiva regionale. Vogliamo sentire dai contadini di tutto il mondo quali sono le loro necessità e le loro preoccupazioni".
"Ho anche preso nota delle preoccupazioni per quanto riguarda i diritti di proprietà intellettuale e dei brevetti", ha continuato. "Questa è una questione chiave anche per la FAO, queste preoccupazioni sono legittime." Il Direttore Generale ha poi annunciato che tali questioni saranno discusse presso la FAO nelle prossime conferenze regionali.
Ampia partecipazione
Hanno partecipato al simposio circa 500 scienziati, rappresentanti di governo, della società civile, del settore privato, del mondo accademico, di associazioni e cooperative agricole, che hanno discusso delle biotecnologie agricole, tema molto più esteso degli organismi geneticamente modificati.
Le biotecnologie agricole comprendono una serie di tecniche che possono far incrementare le rese, migliorare le qualità nutrizionali e fare ottenere una maggiore produttività delle colture, della zootecnia, della pesca e del settore forestale a vantaggio delle famiglie rurali e dei loro sistemi alimentari, aiutando a trasformare i sistemi alimentari, in modo che essi richiedano un minor numero di fattori produttivi e abbiano un impatto ambientale meno negativo.
Esse comprendono, ad esempio, i processi di fermentazione, i bio-fertilizzanti, l'inseminazione artificiale, la produzione di vaccini, la diagnostica delle malattie, lo sviluppo di bio-pesticidi e l'uso di marcatori molecolari per lo sviluppo di nuove varietà e razze.
Nel corso dell'evento vi sono stati anche un segmento ministeriale ai alto livello e una sessione speciale interattiva con studenti di diverse università di tutto il mondo.
Durante il simposio il Direttore Generale della FAO ha anche incontrato una delegazione della società civile per ascoltare alcune delle loro priorità e preoccupazioni sul tema delle biotecnologie agricole.
Il simposio s'inquadra nell'impegno della FAO per promuovere il dialogo e lo scambio d'informazioni a livello internazionale sullo sviluppo sostenibile. Nel 2014 l'agenzia aveva organizzato un Simposio internazionale sull'agro-ecologia e anche contribuito a lanciare l'Alleanza Mondiale per un'Agricoltura Intelligente. A gennaio di quest'anno la FAO ha pubblicato una nuova edizione del rapporto "Save and Grow in Practice" il modello della FAO per un'agricoltura basata sugli ecosistemi.

La FAO ha preso l’impegno di portare il dibattito sulle biotecnologie agricole alle regioni e alle famiglie contadine di tutto il mondo.
