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La distribuzione d’emergenza di sementi aiuta gli agricoltori haitiani a seminare il raccolto invernale

L’Uragano Matthew ha colpito duramente il settore agricolo, 1,4 milioni di persone hanno bisogno di assistenza alimentare

Roma, 6 dicembre 2016 - Con poco tempo a disposizione per garantire il raccolto invernale ad un'Haiti devastata dall'uragano, la FAO ha iniziato le distribuzioni di emergenza di sementi e strumenti di lavoro per aiutare le famiglie colpite dal disastro a produrre cibo e ripristinare i mezzi di sussistenza perduti nella più grande crisi umanitaria del paese dopo il terremoto del 2010.

L'Uragano Matthew ha colpito nel mese di ottobre, nel periodo del secondo raccolto principale di Haiti, causando perdite al settore agricolo per 580 milioni di dollari e dando un duro colpo alla sicurezza alimentare del paese.

L'agricoltura familiare - una fonte primaria di cibo per la maggior parte degli haitiani - ha subito danni particolarmente pesanti a causa dell'uragano, che ha spazzato via il 90% dei raccolti del paese.

L'ultima valutazione della sicurezza alimentare condotta subito dopo il disastro, ha mostrato che circa 1,4 milioni di persone hanno bisogno di assistenza alimentare. Di queste persone, più di 800.000 hanno bisogno di aiuti alimentari d'emergenza e circa 600 000 basano il loro sostentamento esclusivamente sull'agricoltura.

Nelle zone più pesantemente colpite - tra queste la zona di Grand'Anse, parti di Nippes, e i dipartimenti del Sud - oltre il 75% della popolazione è alle prese con gli effetti dell'uragano, poiché tutti i mezzi di sussistenza basati su agricoltura, allevamento e pesca sono stati quasi completamente distrutti .

"L'Uragano Matthew non solo ha eliminato l'ultimo raccolto - ma ha anche compromesso la prossima stagione della semina e la capacità del paese di nutrirsi. Ecco perché è così importante agire ora e in modo robusto", ha dichiarato Natanaele Hishamunda, Rappresentante della FAO ad Haiti. "Le comunità hanno bisogno di sostegno urgente per evitare che siano costrette ad adottare strategie di sopravvivenza che le porteranno in un circolo vizioso di dipendenza dagli aiuti, ad esempio cibandosi delle sementi destinate alla produzione dei raccolti futuri", ha aggiunto.

Per far fronte sia ai bisogni immediati che a quelli di lungo termine, la FAO collabora con il Programma alimentare mondiale (WFP): la prima fornendo sementi di emergenza e materiali per la semina, il secondo distribuendo aiuti alimentari. In questo modo le famiglie contadine potranno coltivare ortaggi e recuperare i loro mezzi di sussistenza per nutrire le proprie comunità anche nei mesi a venire.

Solo la scorsa settimana, alla presenza del ministro dell'agricoltura di Haiti, Pierre Guito Laurore, la FAO ha iniziato a distribuire scorte di emergenza a circa 22.500 persone a Marfranc, una delle zone più colpite nel dipartimento di Grand'Anse. Queste comunità hanno ricevuto 15 tonnellate di sementi che si stima produrranno 75 tonnellate di fagiolini e 90 tonnellate di fagioli. Queste colture a ciclo breve sono l'ideale in caso di emergenza in quanto forniscono cibo rapidamente. Nel tentativo di riavviare la produzione di patate dolci, le comunità agricole beneficeranno inoltre di oltre 2,2 milioni di talee da piantare nella stagione di semina invernale.

Nell'insieme, l'intervento d'emergenza della FAO per la stagione produttiva invernale avrà raggiunto 25.050 famiglie entro la metà di dicembre. Si tratta di circa 125.250 persone nei dipartimenti più colpiti di Haiti, tra cui 5.400 famiglie a Grand ' Anse, 15.150 nel Sud, 2.000 nel Nord-Ovest, 1.500 nel dipartimento di Artibonite, e altre 1.000 tra il Sud-Est e l'Ovest. La FAO sta inoltre fornendo assistenza immediata a 1.500 famiglie di pescatori e a 2.500 famiglie di allevatori.

Il programma di sostegno a lungo termine

La stagione agricola primaverile, che ad Haiti inizierà ad aprile 2017, sarà cruciale. La stagione primaverile tradizionalmente rappresenta il 60% per cento della produzione annua di Haiti ed è la principale fonte di cibo per le famiglie rurali per l'intero anno. Per raggiungere questo obiettivo, la FAO fornirà sia sementi che attrezzi, come pure trasferimenti di denaro, formazione tecnica e servizi di divulgazione. Altre attività punteranno a rimettere in piedi i mercati e al rafforzamento delle catene di valore nei mercati locali. Lo stesso supporto sarà esteso ai proprietari di bestiame e ai pescatori che hanno perso i loro beni e le capacità produttive, garantendo lo stesso sostegno a tutte le persone colpite.

Molti allevatori nell'uragano hanno perso animali preziosi e con essi importanti fonti di latte, di carne e di reddito. La distruzione dei pascoli, nel frattempo, limita la disponibilità di foraggio per il bestiame che è sopravvissuto. In risposta, la FAO prevede di vaccinare e curare il bestiame, ripopolare le mandrie ridotte e aiutare gli allevatori a produrre foraggio per mantenere i loro animali sani e produttivi.

La FAO distribuirà anche attrezzature per la pesca, come lenze e ami, motori e ingranaggi, ai pescatori che hanno perso i loro mezzi di sussistenza nell'uragano.

Il fabbisogno finanziario

Dei 9 milioni di dollari richiesti dalla FAO per l'assistenza d'emergenza a 300.000 persone colpite dall'uragano, ne mancano ancora 5.6 milioni per fornire supporto immediato ai settore agricolo, zootecnico e ittico.

Per sostenere la ripresa a lungo termine e la capacità di risposta delle comunità agricole di Haiti, la FAO ha sviluppato un piano di risposta di 12 mesi diretto a 600.000 persone che soffrono di grave insicurezza alimentare. Dei 30 milioni di dollari richiesti nell'ambito del piano, solo 1,5 milioni sono stati finora ricevuti.

"C'è uno slogan creolo all'interno del dipartimento di agricoltura - Agrikilti-a kapab fè goud la gen plis vale - che dice che l'agricoltura ha il potenziale di rilanciare l'economia di Haiti e la sua moneta. Ora abbiamo bisogno che la comunità internazionale si unisca per aiutare gli agricoltori a soddisfare quel potenziale", ha aggiunto Hishamunda.

Photo: ©FAO/ Justine Texier
Distribuzione di semi a Jeremie, dipartimento di Grand'Anse, una delle zone maggiormente colpite dall'uragano.