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Quando la vita (e le rivolte fiscali) ti regala limoni


Un antico agrume italiano ispira la collaborazione tra un’imprenditrice agricola e uno chef

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Il Citrus limon Cajetanus, conosciuto localmente come trombolotto, cresce nei dintorni di Sermoneta, nell'Italia centrale. ©FAO/PierPaolo Cito

18/06/2026

La cittadina medievale di Sermoneta si erge su una collina con il blu brillante del Mar Tirreno che si intravede in lontananza a ovest e la catena dei Monti Lepini che si innalza maestosa a est. Le strette viuzze acciottolate e l’imponente castello sono rimasti pressoché immutati nel corso dei secoli e, in questo scenario medievale fatto di mura fortificate merlate in pietra grigia, torri e archi, un tesoro dai colori vivaci risplende di un giallo brillante sotto i caldi raggi del sole.

Il Citrus limon Cajetanus, conosciuto localmente come trombolotto, è un frutto nato dall'incrocio tra il melangolo, un'antica varietà di arancia amara, e il cedro. Si ritiene che questo particolare agrume abbia conosciuto una grande diffusione durante l’epoca delle lunghe traversate marittime, quando frutti più grandi e durevoli, caratterizzati da una buccia commestibile, venivano imbarcati per affrontare i lunghi viaggi dell’età delle esplorazioni.

I giardini murati dedicati agli agrumi che circondano la Sermoneta odierna, risalgono al Medioevo e al primo Rinascimento, ai tempi di Lucrezia Borgia, figlia del famigerato papa Alessandro VI, che soggiornava occasionalmente nel castello della cittadina.

Angela Concu, produttrice di Trombolotto e titolare di un ristorante, ne illustra il contesto storico: «Qui a Sermoneta abbiamo beneficiato di un particolare tipo di urbanizzazione introdotto dalla famiglia Borgia. Nel periodo compreso tra il 1499 e il 1503, agli abitanti del luogo fu data la possibilità di ampliare le proprie abitazioni».

«L'iniziativa fu accolta con favore e molti abitanti costruirono delle dependance con muri solidi e tetti di paglia. A quel punto, i Borgia imposero tasse aggiuntive su tali ampliamenti, ma gli abitanti si ribellarono, demolendo le strutture ma lasciando in piedi i muri. Per eludere le tasse, crearono degli orti, coltivando piante locali che crescevano rigogliose, come i limoni e i trombolotti.»

Quei pittoreschi giardini murati, creati secoli fa in seguito a una rivolta fiscale, sono diffusi ancora oggi nel centro di Sermoneta, con i loro agrumi colorati che straripano dagli alti muri di pietra.

Questi orti recintati sono sparsi per tutta Sermoneta e risalgono al Medioevo. Qui, Angela Concu, produttrice di trombolotto, si è impegnata a far rivivere le tradizioni culinarie di Sermoneta. ©FAO/PierPaolo Cito

Negli ultimi anni, Sermoneta ha scelto di porre questo frutto così amato al centro della propria identità culturale. Angela è tra coloro che hanno preso parte alla riscoperta delle antiche ricette locali, tra cui un olio ottenuto dalla frangitura del trombolotto insieme alle olive del territorio, arricchito con quattordici diverse spezie locali e lasciato in infusione per 30-45 giorni prima dell’imbottigliamento. Anche altri ristoranti e chef del territorio hanno contribuito attivamente a far conoscere e valorizzare la storia di questo ingrediente speciale. Tra queste iniziative spicca la collaborazione tra Angela e Cristina Bowerman: chef, ristoratrice e Champion per l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO). Angela è infatti tra i circa quindici agricoltori coinvolti nel programma “Adotta un agricoltore”, ideato da Cristina per rafforzare il legame diretto tra chef e produttori.

«L’idea del progetto “Adotta un agricoltore” è nata durante la pandemia del COVID, quando ho sentito il bisogno di ristabilire un contatto diretto con l’ambiente — con i terroir — e, al tempo stesso, di creare un’iniziativa semplice e accessibile a sostegno degli agricoltori», ha spiegato Cristina. «Garantendo un acquisto regolare dei prodotti, gli agricoltori possono contare su entrate stabili e pianificare meglio il proprio lavoro. Per noi chef, invece, questo significa poter valorizzare e sperimentare con ingredienti meno comuni».

Cristina ha iniziato ad individuare agricoltori da coinvolgere nel suo programma, selezionando specifici prodotti e garantendone l’acquisto durante tutto l’anno. I prodotti vengono poi inseriti nei menù stagionali dei suoi ristoranti e il personale di sala viene adeguatamente preparato a raccontarne l’origine e a rispondere alle curiosità dei clienti.

Cristina Bowerman — chef, ristoratrice e FAO Champion — ha avviato una collaborazione con Angela per valorizzare il trombolotto, una delle specialità più rappresentative di Sermoneta. ©FAO/PierPaolo Cito

Il trombolotto di Sermoneta coltivato e raccolto da Angela è entrato a far parte del menu proposto da Cristina. «Per uno chef è fondamentale instaurare un rapporto diretto con gli agricoltori e, quando scopro un prodotto nuovo, ne sono sempre incuriosita. Ricordo chiaramente la prima volta che ho assaggiato il trombolotto di Angela e di Fabio [suo marito]: ne sono rimasta affascinata. Ho detto loro: “Lo voglio”. Da allora, il trombolotto è presente nei miei menu durante tutto l’anno».

Angela riflette sull’esperienza maturata grazie a questa collaborazione. «Essere stati “adottati” nel progetto di Cristina è stata per noi un’esperienza straordinaria. Ci permette di far conoscere il nostro trombolotto a un pubblico molto più vasto di quello che potremmo raggiungere da soli, anche a livello internazionale. Abbiamo anche avuto l’opportunità di collaborare con Cristina in occasione di vari eventi e di far conoscere le specialità di Sermoneta».

Anche il sindaco di Sermoneta, Giuseppina Giovannoli, condivide questo entusiasmo: «Siamo davvero lieti che il nostro trombolotto stia cominciando a farsi conoscere anche a livello internazionale. È motivo di grande orgoglio vedere Sermoneta affermarsi come una località rinomata per i suoi prodotti agricoli di alta qualità, espressione autentica delle nostre tradizioni culinarie».

In occasione della Giornata della Gastronomia Sostenibile, la FAO promuove una maggiore consapevolezza sul legame tra il cibo che consumiamo e il suo impatto sul pianeta. Questa ricorrenza internazionale rappresenta anche un’opportunità per celebrare le tradizioni culinarie che valorizzano l’origine degli ingredienti, le modalità di produzione, il loro ruolo nelle culture locali e il percorso che compiono dalla coltivazione fino ad arrivare alle nostre tavole.

Soprattutto in occasione dell’Anno Internazionale delle Donne Agricoltrici, il legame tra agricoltrici e chef assume un significato ancora più profondo. Le donne svolgono infatti un ruolo fondamentale nei sistemi agroalimentari, lungo l’intera filiera, contribuendo in modo decisivo anche alla tutela e alla trasmissione delle tradizioni locali. A Sermoneta, Angela incarna pienamente questo ruolo: custodire un frutto antico e riportare in vita ricette secolari legate a questi agrumi unici.