Nelle terre aride della Mauritania, i dromedari sono molto più che semplice bestiame. Il loro latte, conosciuto dai locali come laban, è una fonte essenziale di nutrizione, mentre la carne e la lana di cammello da secoli provvedono ai mauritani e ai loro mezzi di sussistenza.
“Il latte di cammella è l’unico latte che conosciamo e chiamiamo latte”, dice Fatima Mohammed Zayed Al-Muslimin, madre di cinque figli. È inoltre fondatrice e presidente della cooperativa Tidouma, nel villaggio di Boutidouma, che dal 2019 trasforma il latte di cammella e di mucca per i mercati locali. Inizialmente, la Cooperativa non aveva accesso a formazione tecnica né alle tecniche di trasformazione, per cui il latte andava a male in pochissimo tempo, durando appena un giorno.
“La maggior parte delle persone lo vendeva subito per timore che andasse a male”, spiega Fatima Mohammed, “ma grazie alla formazione, abbiamo imparato a trasformarlo in derivati che durano fino a 21 giorni”. La svolta ha aperto le porte a maggiori opportunità e all’economia lattiero-casearia locale. Prima i produttori dovevano spedire il latte in città, pagando elevati costi di trasporto a prescindere dalle quantità: “per 200 o 20 litri, il costo era lo stesso”.
Oggi i produttori risparmiano tempo e denaro portando il latte direttamente alla cooperativa, consentendo ai piccoli produttori di accedere ai mercati. Inoltre, mentre il laban rimane un prodotto di base dell’alimentazione locale, l’introduzione del latte di mucca e di altri prodotti lattiero-caseari ha diversificato e migliorato la nutrizione all’interno della comunità.
La Cooperativa ha inoltre creato opportunità di lavoro per le donne rurali, che hanno un’intensa attività domestica. La stessa Fatima si divide tra il suo ruolo di leader e la sua famiglia, supportata da un sistema di condivisione delle responsabilità domestiche.
La Cooperativa Tidouma è stata rivoluzionaria: ha ridotto gli sprechi, diversificato l’alimentazione ed emancipato le donne rurali. Ma l’ambizione di Fatima non si ferma qui: “Il nostro sogno è migliorare i sistemi di refrigerazione, creare un vero e proprio centro di raccolta e, in futuro, diventare un’azienda a tutti gli effetti”.