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CAPITOLO 2. Abitanti delle zone aride


Gli abitanti delle zone aride

La conservazione dell’acqua e del suolo migliorerà la situazione materiale di 40 000 partecipanti al programma.

Nella Tunisia centrale, zona semi-arida soggetta a siccità, la piccola agricoltura si basa sulla coltivazione di ulivi e cereali. Gli agricoltori partecipano al programma costruendo migliaia di argini, conche e terrazzamenti per la raccolta delle acque pluviali prima che si disperdano negli scarichi naturali. Alcuni contadini interrogati lamentano la vita dura legata alle severe condizioni climatiche e conseguente migrazione verso le aree urbane. Altri dichiarano di aver ripreso a sperare grazie alla realizzazione di infrastrutture rurali indispensabili per migliorare le condizioni di vita, al sostegno finanziario e alla formazione su tecniche agricole avanzate.

Alcuni contadini, come questo pastore del Governatorato di Kairouan, sono finiti su terre marginali, ma comunque terre con un potenziale di sviluppo.

«I ragazzi tornerebbero se ci fosse la possibilità di vivere bene qui»

Mbarka Rahmouni
Contadina

Nel cuore arido della Tunisia, migliaia di famiglie di agricoltori proteggono le loro terre dall’erosione idrica per aumentare la produttività delle superfici coltivate e assicurare un raccolto migliore. Alla conclusione del Programma di conservazione dell’acqua e del suolo nel 2005, 40 000 persone avranno migliorato le proprie coltivazioni e lo standard di vita nei tre Governatorati di Kairouan, Siliana e Zaghouan.

In questi tre Governatorati, con la più alta percentuale di residenti rurali e le più grandi distese di terre degradate del paese, sono stati costruiti migliaia di argini, conche e terrazzamenti per fermare l’erosione e canalizzare l’acqua piovana verso i preziosi alberi di ulivi.

Piantare gli ulivi

«In questa collina non andavano tanto bene i cereali; il terreno non era molto fertile», ha osservato Moez Massoussi, un giovane agricoltore del Governatorato di Zaghouan indicando un versante eroso della collina. «Abbiamo visto che gli uliveti dei vicini avevano una buona resa, così abbiamo deciso di provare».

Suo zio e vicino di casa Hamadi Massoussi ha raccolto nel 2002 quattro tonnellate di olive da 350 alberi. Gli va bene, sono necessari 300 alberi per sostenere una famiglia.

«E’ dimostrato, senza dubbio, che gli ulivi trattengono le acque di scorrimento molto meglio dei cereali», ha detto.

«Abbiamo tanti altri benefici dagli ulivi. Le potature sono date in pasto agli animali e il legno viene usato come combustibile».

Il costo della conversione all’oleicultura viene ripartito tra gli agricoltori e il programma: per ogni albero il contadino paga 1,5 dinari (1,2 dollari) per i fertilizzanti, la preparazione del terreno e la canalizzazione dell’acqua, la messa a dimora e l’irrigazione; l’acquisto di ogni pianta viene finanziato dal programma.

Acqua preziosa

I corsi d’acqua stagionali, chiamati «oued» in arabo, sono una caratteristica delle terre aride. Quando le rare piogge cadono sulle colline, l’acqua scorre lungo gli oued, completamente secchi, che la conducono verso gli scarichi naturali e verso il mare. Nella località di Oued Salah nel Governatorato di Siliana, il programma, d’accordo con la popolazione locale e con l’appoggio dei servizi regionali, ha costruito un lago collinare per raccogliere l’acqua di scorrimento. Gli agricoltori utilizzano cisterne mobili a trazione animale per trasportare l’acqua dal serbatoio agli uliveti che si estendono sulle colline circostanti.

Mbarka Rahmouni, una coltivatrice di ulivi a Oued Salah, spera che suo marito e i due figli maggiori, che lavorano come manovali a Tunisi, la capitale, e a Sousse, stazione balneare, potranno un giorno tornare e guadagnarsi da vivere sfruttando la terra.

Alcuni partecipanti al programma costruiscono un argine in pietra per intercettare l’acqua di scorrimento e farla penetrare nel suolo perché non si perda.

GLI ABITANTI DELLE ZONE ARIDE

Contadine trasportano l’acqua alle loro case da una sorgente in fondo a un burrone.

Il programma ha finanziato l’approvvigionamento di acqua corrente in molte località rurali.

«I ragazzi tornerebbero se ci fosse la possibilità di vivere bene qui», ha spiegato.

«Il mio sogno è che gli uomini tornino a casa. I bambini hanno bisogno dell’autorità paterna».

Mbarka Rahmouni sa come migliorare i suoi uliveti. «Abbiamo imparato a potare gli alberi in modo che il sole penetri tra i rami esterni. Dovreste vedere la fioritura di quest’anno! Abbiamo la prova che funziona».

Esodo rurale e ritorno alla terra

Moktar e Salha Hamzaoui lottano per sopravvivere con cinque ettari di terra arida sulle colline del Governatorato di Kairouan. Nel 2002, perse le speranze, hanno murato le aperture della loro casa modesta e abbandonato la terra dei loro antenati per sistemarsi in città. Lì una vita ancora più dura li attendeva.

«Era difficile in città. Io non potevo lavorare con mio marito. Il costo della vita era molto caro, rispetto a qui», ha confidato Salha Hamzaoui. «Poi qualcosa è cambiato».

Dopo la notizia che il programma avrebbe costruito nella zona una strada di 13 chilometri resistente alle intemperie e incoraggiato i miglioramenti agricoli, la famiglia è tornata nel paese natale. «L’isolamento era un grosso problema», ha spiegato Salha Hamzaoui. «Mi chiedevo preoccupata in che modo i bambini sarebbero andati a scuola. Ora c’è una strada nuova. Tutti desiderano il meglio per i propri figli», ha aggiunto sorridendo. «Speriamo che il raccolto renda abbastanza per permetterci di dare un’educazione scolastica ai nostri figli, di piantare più alberi e di produrre di più per vivere meglio».

«Mi chiedevo preoccupata in che modo i bambini sarebbero andati a scuola. Ora c’è una strada nuova».

Salha Hamzaoui
Contadina

Hamzaoui possiede solo 5 pecore e 58 ulivi per sostenere la propria famiglia, ma sta aumentando la sua resa di olive innestando migliori varietà e costruendo conche attorno ai tronchi per catturare l’acqua di scorrimento.

«Io mi occupo degli alberi da ulivo, costruisco conche di raccolta con l’aiuto del programma che mi fornisce credito e consulenza. Qualche volta devo ancora andare a lavorare nei cantieri per guadagnare denaro extra», ha detto.

Ali Ouslatti, allevatore di pecore e oleicultore nel Governatorato di Kairouan, più benestante, ha costruito, in partnership con il programma, una cisterna d’acqua in cemento armato di un valore di 4 500 dinari (3 600 dollari) per raccogliere la pioggia che cade sulla sua proprietà. Lui ha pagato il 10 per cento del costo, il programma il 65 per cento e il governo il 25 per cento.

Grazie alle nuove conche e al bestiame, che sparge il concime alla base degli ulivi, i suoi alberi prosperano, e la resa è aumentata sensibilmente.

«Prima non davamo nessuna importanza alla conca intorno all’albero. Ora vediamo una grande differenza tra gli alberi da ulivo con le conche e quelli senza.» Ha aggiunto che era orgoglioso di aver reintrodotto le conche, che sono tradizionali in molte altre regioni della Tunisia.

Elettrificazione delle case

Una delle zone più povere dell’area di intervento nel Governatorato di Kairouan si trova alla fine di una strada accidentata. Su queste terre desolate sopravvivono in un modo o nell’altro alcune famiglie con i loro greggi di pecore. Hassen e Aicha Raisi hanno nove figli e aspettano il decimo. Per andare a scuola i bambini devono percorrere 12 chilometri a piedi lungo un sentiero accidentato. Raccolgono l’acqua da una fonte situata in fondo a un burrone. Il programma, in questo paesaggio aspro, ha messo a disposizione uno strumento importante: l’elettricità a 52 famiglie con un costo di 2 600 dinari (2 100 dollari) a famiglia.

«L’elettricità è una priorità visto che faticavo a fare i compiti», fa notare uno dei bambini di Raisi.

La località gode anche di nuovi punti di distribuzione d’acqua al servizio di 227 famiglie con un costo di 830 dinari (667 dollari) a famiglia.

Mentre la povertà è diminuita considerevolmente in Tunisia negli ultimi tre decenni - oggi, solo il 7 per cento della popolazione vive al di sotto della soglia della povertà contro il 22 per cento del 1975 - i più deboli e i più poveri membri della società si trovano nelle zone meno ospitali. Grazie all’impegno del Governo della Tunisia e dei tunisini, alla generosità della Cooperazione italiana e all’assistenza tecnica della FAO, una delle ultime tracce di povertà è in via di estinzione.


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